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lunedì 16 aprile 2018

Petrolio – Analisi fondamentale settimanale, previsioni

Il petrolio greggio statunitense West Texas Intermediate e il benchmark internazionale, il Brent, hanno chiuso la settimana in netto rialzo,  spinti principalmente da una possibile escalation delle attività militari in Medio Oriente che potrebbero portare a un’interruzione degli approvvigionamenti.
I future sul greggio WTI con scadenza a giugno hanno chiuso a 67,33 $, in rialzo di 5,23 $ (+8,42%), mentre i future sul greggio Brent con scadenza a giugno hanno concluso a 72,58 $, in rialzo da inizio settimana di 5,47 $ (+8,15%).
WTI giugno, grafico giornaliero
Le preoccupazioni per gli attacchi militari contro la Siria, alimentate dai commenti del presidente, hanno sostenuto i prezzi del petrolio greggio per tutta la settimana. l presidente Trump giovedì ha incontrato il team per la sicurezza nazionale per discutere della situazione in Siria, ma non ha preso una decisione definitiva sull’opportunità o meno di usare la forza militare.
“Stiamo continuando a valutare l’intelligence e siamo impegnati in un confronto con i nostri partner e alleati”, ha detto Sanders in un comunicato.
Trump ha parlato con il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Theresa May. Allo stesso tempo, secondo la CNBC, gli Stati Uniti stavano considerando di colpire otto potenziali obiettivi, fra cui due aeroporti, un centro di ricerca e un impianto di armi chimiche siriani.
A inizio settimana Trump ha rotto il protocollo su un potenziale attacco aereo USA contro la Siria con un Tweet: “Preparati Russia, perché stanno arrivando, belle e nuove e “intelligenti”!  Non dovresti essere alleato di un animale che si diverte a uccidere la sua gente col gas”.
Brent giugno, grafico giornaliero
In aggiunta al rally guidato dalle notizie, l’Arabia Saudita ha dichiarato di aver intercettato dei missili su Riyadh.
Inoltre, secondo la Energy Information Administration (EIA) le scorte di greggio sono aumentate di 3,3 milioni di barili, attestando si a 428,64 milioni di barili. Inoltre, la scorsa settimana la produzione Usa avrebbe raggiunto un nuovo massimo storico a 10,53 milioni di barili al giorno, in aumento di un quarto dalla metà del 2016 L’aumento della produzione significa che ora gli Stati Uniti producono più greggio rispetto al primo paese esportatore, l’Arabia Saudita. Solo la Russia, attualmente poco meno di 11 milioni, estrae più greggio. In un altro sviluppo rialzista di giovedì, l’OPEC ha dichiarato che il surplus delle scorte petrolifere globali sta per scomparire.
Il cartello ha sostenuto la sua affermazione dichiarando che si basa sulla buona domanda di energia combinata con i propri tagli all’offerta. Inoltre, ha rivisto le proprie previsioni sulla produzione poiché i paesi rivali hanno beneficiato dell’aumento dei prezzi del petrolio.
Inoltre, il segretario generale dell’Opec Mohammad Barkindo ha detto in un’intervista a Reuters che l’OPEC e i suoi alleati produttori di petrolio sono pronti a estendere il patto di taglio delle scorte fino al 2019, anche se una eccesso di offerta globale è destinato a dissolversi entro settembre.

Previsioni

Si prevede che la volatilità resti a livelli elevati e che i prezzi aumenteranno all’inizio di questa settimana dopo l’attacco missilistico condotto dagli Stati Uniti sabato in mattinata, ora locale, su una fabbrica di armi chimiche siriane. La prossima mossa probabilmente spetta a Russia, Iran o Siria. In una dichiarazione rilasciata su Twitter, l’ambasciatore della Russia negli Stati Uniti ha affermato che il paese è stato “minacciato” e ha emesso un sinistro avvertimento su possibili rappresaglie.
Il presidente russo Vladimir Putin, nel frattempo, ha bollato il bombardamento della coalizione come un “atto di aggressione”, per poi invocare una sessione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell’ONU per sabato. Tenete conto che non sono stati segnalati interruzioni nella fornitura di petrolio greggio dal Medio Oriente, ma con l’eccesso di offerta ora quasi annullato e una domanda in crescita, il mercato è vulnerabile a imprevedibili oscillazioni dei prezzi. Con il picco di domanda nella stagione estiva a cui ci avviciniamo, il petrolio è in grado di stabilire un nuovo massimo, che renderà più facile un’impennata verso massimi pluriennali.

This article was originally posted on FX Empire

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