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martedì 10 aprile 2018

Nuova truffa ai danni della futura ICO di Telegram


Il 28 febbraio Pavel Durov, fondatore di Telegram, registrava la sua Telegram Open Network Limited in Gran Bretagna approfittando della cassa di risonanza fornita dalla sua omonima, la chat da 200 milioni di utenti mensili molto usata proprio da chi si muove nel modo degli investimenti.

Il Fake

Il nuovo progetto, Telegram Open Network, avrebbe raccolto qualcosa come 1,7 miliardi di dollari per la vendita di token e offerto servizi come archiviazione di file, VPN privata e piattaforme di navigazione crittografate, servizi per app e navigazione decentralizzate oltre a funzionalità di pagamento P2P.

Tutto apparentemente normale se non fosse che… Telegram Open Network è solo una truffa. In realtà si tratta di una truffa che avrebbe potuto essere destabilizzante visti i numeri pubblicati nel testo di registrazione e soprattutto la presenza del nome di Durov, nella realtà il fondatore di Telegram ma in questo caso un perfetto estraneo.
Infatti guardando i particolari del testo, cosa che spesso gli investitori non fanno, si nota che questo Durov viene citato come cittadino britannico mentre il vero creatore della chat non solo è nato in Russia ma da qualche anno, insieme al fratello, ha preso la cittadinanza nelle Isole di Saint Kitts e Nevis, un minuscolo stato dellAmerica Centrale, cittadinanza ottenuta attraverso la donazione di 250.000$ allo zuccherificio locale, la Sugar Industry Diversification Foundation.

E' bastato questo per mettere in allerta alcuni investitori a loro volta insospettiti da altri particolari come l'1,13 miliardi di dollari di capitale versato al momento della presunta registrazione. Una cifra simile avrebbe avuto ripercussioni fiscali molto pesanti per la legge britannica. Da qui l'intervento della “vera” Telegram che il 6 aprile attraverso un tweet, ha specificato la sua estraneità all'intera operazione.

La falla del sistema

La falla di tutto questo è da ricercarsi nel fatto che nel Regno Unito, a differenza di quanto si possa credere, il processo di registrazione di una società è molto superficiale e non sempre completato da un rigoroso processo di controllo dal momento che bastano $ 20e una registrazione online alla Companies House.

Non solo, ma, come accennato, spesso chi investe in criptovalute (ma l'esempio potrebbe valere per tutti i settori) si accontenta di leggere di un generico cenno alla registrazione dell'azienda, un logo apparentemente simile a quello della società reale e ai dati principali senza controllarne i dettagli.
Non è la prima volta che Telegram viene presa come esca per possibili truffe, sfruttando l'eco creata dalla notizia della creazione di una propria moneta, il Gram la cui ICO ha già guadagnato 850 milioni di dollari in entrambi i due round di raccolta di capitali per lo sviluppo del TON, la tecnologia sulla quale si baserà il Gram.

L'ultima, ma solo in ordine di tempo e sicuramente molto fantasiosa, quella risalente alla fine di marzo di quest'anno ovvero quando, dopo una serie di disagi (reali) creati dalla chat (vera) di Telegram andata offline per un'intera mattinata, un account Twitter (falso) a nome di Pavel Durov prometteva come risarcimento la distribuzione di 500 Ethereum (ETH).
Fonte: News Trend Online

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