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martedì 10 aprile 2018

Nervosismo geopolitico

Che da qualche settimana sia il nervosismo a caratterizzare le sedute di borsa, non lo scopriamo certo oggi. Infatti ieri ne abbiamo avuto una nuova conferma nell’andamento molto ondivago dei mercati.
Se facciamo eccezione per quelli asiatici, che mostrano un certo distacco dalle beghe geopolitiche, e procedono con una volatilità tutto sommato bassa, il resto del panorama azionario mondiale pare attraversato da convulsioni repentine e ripetute, che destano perplessità crescenti negli investitori di medio-lungo periodo e causano perdite nel trading di breve periodo.
I fatti esogeni che quotidianamente, ed a tutte le ore, si abbattono sui mercati, disturbandone le intenzioni, cominciano ad essere un numero piuttosto significativo.
Le fonti di preoccupazione e di agitazione fino al termine della scorsa settimana comprendevano: le perplessità sul futuro delle internet company dopo lo scandalo Datagate; la guerra commerciale USA-Cina, dopo le ripetute e reciproche ostilità doganali; l’impatto che comincia ad avere la stretta monetaria che la FED sta gradualmente imponendo.
Nel week-end sono arrivate altre turbolenze geopolitiche, che questa volta vedono impegnati gli USA in un conflitto diplomatico con la Russia di Putin.

A causa della spy-story che a Londra ha visto l’avvelenamento della ex spia russa, venerdì Trump ha varato pesanti sanzioni su un gruppo di oligarchi russi dell’entourage di Putin, ordinando di colpire anche le aziende di loro proprietà.
La misura, pesante ed inedita, comporta la sospensione totale di ogni attività delle imprese USA con queste aziende e l’obbligo da parte degli investitori americani di vendere entro un mese ogni titolo di queste società in loro possesso.
La misura è di quelle che fanno molto male.

Non solo agli interessati, che si sono visti improvvisamente crollare il mondo addosso, ma per l’intero mercato azionario russo, per le paure che questi provvedimenti, se la situazione si avvitasse, possano prendere di mira anche altre società quotate, ed ha causato il fuggi fuggi dalla borsa di Mosca, dove l’indice principale è crollato di oltre l’11% e dal rublo, in caduta libera su dollaro ed euro.
Come se non bastasse anche la vicenda siriana si sta complicando dopo l’attacco con il gas sulla popolazione civile di Duma da parte dell’aviazione siriana, che ha causato la immediata reazione di Francia e USA, per ora solo verbale.

Le possibilità di intervento diretto da parte delle forze USA dislocate nella zona contro Assad ed i suoi alleati Russi ed iraniani però crescono decisamente. Ma quel che gli americani minacciano, gli israeliani lo stanno già attuando, con alcune incursioni aeree su basi militari siriane.
La tensione è a quota 1000 e al limite di rottura e i rischi di contatto militare tra USA e Russia sono molto elevati.
Questo clima è impossibile che venga ignorato dai mercati e pertanto la giornata di ieri è stata un susseguirsi di oscillazioni, generate dalla voglia di allontanarsi dai supporti, controbilanciata dall’irrompere delle cattive notizie.
La mattinata europea ha messo in mostra la voglia di proseguire nel rimbalzo, anche grazie alla stabilità che è regnata in Asia.

Poi, appena la borsa russa ha mostrato l’estendersi delle perdite, è salito il timore e gli indici si sono persi tutto il buono costruito in mattinata. Wall Street però ha aperto bene, ed ha esteso il suo rimbalzo fino alle 20 italiane, recuperando quasi tutta la perdita di venerdì e consentendo alle borse europee di chiudere in positivo, anche se lontano dai massimi della mattinata.
Ma alle 20 italiane, poco prima della riunione del Consiglio di Sicurezza ONU sulla questione siriana, ecco l’ennesimo dietro-front. Anche Wall Street è stata assalita dai timori che Trump stia progettando una forte risposta armata che segnerebbe una escalation nella regione, e sono tornate abbondanti le vendite, che in due ore hanno ridotto quasi a zero la performance positiva degli indici USA.

La media a 200 giorni su SP500 continua così ad esercitare l’ambigua funzione di attrazione-repulsione che vediamo da giorni.
Oggi prepariamoci ad un’altra giornata vissuta pericolosamente.
L’inizio è stato incoraggiante, dato che in Asia vedono il bicchiere mezzo pieno e praticamente tutti gli indici stanno terminando la seduta in positivo, anche perché, intervenendo ad un meeting a Boao, il premier cinese Xi ha lanciato al mondo ed in particolare agli USA messaggi distensivi sulle loro intenzioni di apertura, e questo potrebbe sospendere per qualche giorno le preoccupazioni sulla guerra commerciale.

L’Europa dovrebbe perciò aprire in terreno positivo.
Poi l’occhio sarà nuovamente puntato sulla borsa russa, per verificare se il panico di ieri è cessato, e successivamente sugli USA, per vedere se la scivolata finale di ieri è stata un episodio estemporaneo.
La spada di Damocle di improvvisi sviluppi geopolitici rimarrà sospesa sui mercati anche oggi.
Per cui la cautela, per la seduta odierna, credo sia la miglior compagna di viaggio.

Autore: Pierluigi Gerbino Fonte: News Trend Online

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