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giovedì 12 aprile 2018

Minute Fed: aumenta l'ottimismo sull'economia Usa


In serata sono state pubblicate le minute dell'ultima riunione della Fed in cui sono stati decisi i primi rialzi dei tassi dell'era Powell. Dal testo si legge che "tutti i partecipanti" prevedono l'economia un'economia Usa e un'inflazione in crescita nei prossimi mesi. Preoccupazioni anche per la guerra commerciale, vista come un peso che trascinerebbe i mercati in basso.

Le prospettive

Ad ogni modo, in linea generale i membri hanno mostrato piena fiducia sulla direzione verso cui l'economia statunitense sembra essere diretta, anche se con qualche dubbio dettato più che altro dai timori dei dazi.

Una posizione che, con ogni probabilità, rafforza l'idea di un aumento dei tassi costante durante l'anno. Inoltre a dare una mano potrebbe essere la riforma fiscale che vede un corposo taglio delle aliquote e che potrebbe e avere un impatto positivo valutato intorno a 1,5 trilioni di dollari.
"I partecipanti hanno generalmente letto le notizie sulla spesa e sul mercato del lavoro negli ultimi trimestri come coerenti con la continua crescita al di sopra della tendenza e con un ulteriore rafforzamento dei mercati del lavoro"
si legge nel riassunto della riunione.

L'ottimismo è rafforzato dai dati macro che suggeriscono solidi performance nella produzione industriale e nei servizi durante la prima parte dell'anno mentre alcune aree di crescita più lente, come ad esempio la spesa dei consumatori, sono state interpretate come transitorie.
Durante quest'ultima riunione perciò il FOMC ha votato all'unanimità per approvare un rialzo dei tassi di un quarto di punto, portando l'intervallo tra l'1,5 e l'1,75 percento.
"Per quanto riguarda le prospettive a medio termine per la politica monetaria, tutti i partecipanti hanno visto qualche ulteriore rafforzamento della posizione della politica monetaria come giustificato […] Quasi tutti i partecipanti hanno convenuto che è opportuno seguire un approccio graduale per aumentare il target dell'intervallo dei tassi federali".

L'ottimismo 

I mercati prevedono che la Fed aumenterà nuovamente i tassi a giugno e probabilmente a settembre, mentre restano ancora basse le probabilità di un quarto aumento durante l'anno per quanto non siano ancora escluse.
Ma a prescindere dalle strette di questo 2018 la visione di una Fed accomodante, termine che l'ha accompagnata praticamente da quasi 10 anni ovvero dallo scoppio della crisi e soprattutto dall'adozione delle varie misure di intervento, l'approccio più probabile è quello che definisce il modus operandi della banca centrale Usa come "neutrale o limitante".

Il cambiamento, se confermato, dimostrerebbe un'inversione di rotta che passa dallo stimolo della crescita alla volontà di controllarla per evitare che possa surriscaldare l'economia e portare a squilibri anche nel medio periodo.
Le prospettive sul Pil Usa ora vanno da 2,7% nel 2018 e 2,4% nel 2019, contro quelle di dicembre fissate a 2,5% e 2,1%.
Fonte: News Trend Online

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