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martedì 17 aprile 2018

Le possibili opportunità di una guerra commerciale


Michael Lai, responsabile delle strategie azionarie Cina e Asia-Pacifico di GAM, spiega che contrariamente all’idea del presidente USA, in una guerra commerciale non ci sarebbe nessun “vincitore”. Può essere vista come l’inizio di una strategia di negoziazione per raggiungere qualche compromesso, ma i mercati risponderanno a un aumento dell’incertezza con un sell-off.
La speranza è che a prevalere sia la razionalità e che la Cina assuma una posizione più moderata al riguardo. Crediamo sia un’opportunità per comprare dato che la realtà economica della Cina dell’azionario locale non è così critica come molti credono.

L’economia cinese è tornata in equilibrio nel corso degli anni, tanto che attualmente la domanda interna rappresenta il 55% del PIL.
Hans Ulrich Jost, investment manager per l’azionario europeo di GAM, ritiene che anche se le tensioni USA-Cina sembrano in diminuzione in questo momento sarebbe poco saggio escludere la possibilità di azioni e reazioni nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.
Tuttavia, è innegabile che sia difficile vedere come gli USA potrebbero beneficiare delle imposizioni di dazi e contromisure dato che la posizione dell’amministrazione Trump non ha assi nella manica. A causa dei mancati investimenti in infrastrutture chiave e sostenibili nel corso degli ultimi quarant’anni, i centri di produzione di acciaio statunitense sono inefficienti, obsoleti e incapaci di competere con i produttori di acciaio di alto livello oltreoceano, indipendentemente da una tassa sulle importazioni del 25%.

Inoltre, a queste condizioni, i principali player statunitensi nella produzione aerospaziale, dell’automotive e dell’industria pesante non legata all’alluminio dovranno pagare costi significativamente più alti per le materie prime per la creazione immateriale di posti di lavoro negli USA.
Sarà invece un’opportunità per i produttori di acciaio europei, come il leader olandese nella produzione di questo materiale, il cui business è incentrato sull’acciaio ad alte prestazioni, che gli USA non sono in grado di produrre. Bisogna anche considerare che le eventuali contromisure adottate dalla Cina comporteranno molto probabilmente costi molto più alti per le componenti elettroniche a produzione cinese, dai quali gli Stati Uniti sono fortemente dipendenti.

Una guerra di dazi potrebbe creare opportunità – ma non nel senso inteso dall’amministrazione Trump.
Ernst Glanzmann, responsabile strategie azionarie di GAM per il Giappone, afferma: ci siamo già confrontati con diverse società in cui investiamo rispetto a questo argomento, ma ci è stato impossibile arrivare a conclusioni chiare in quanto molto dipende dalle peculiarità delle singole supply chain.
Chiaramente, alcuni membri del management hanno una comprensione più profonda delle dinamiche che caratterizzano gli approvvigionamenti rispetto ad altri e questo sarà sicuramente un vantaggio competitivo in termini di reazione ai dazi se e quando verranno introdotti. Tuttavia, in generale, crediamo sia impossibile prevedere le dinamiche che interesseranno il mercato nella sua totalità e gli effetti che avranno.

Inoltre, sebbene sarebbe semplice dire che le implicazioni di una guerra dei dazi saranno certamente negative, è necessario considerare che le difficoltà di una società sono spesso un’opportunità per un’altra. Crediamo quindi che serva più tempo per vedere come si svilupperanno queste dinamiche, ma crediamo che una guerra commerciale dovrebbe rendere più evidente l’importanza di un approccio attivo agli investimenti nell’azionario giapponese. 
Jian Shi Cortesi, portfolio manager per l’azionario asiatico e cinese, spiega che l'introduzione da parte del presidente Trump di un dazio del 25% sui 50-60 miliardi di dollari di importazioni dalla Cina ha portato come contromisura a tasse su 3 miliardi di dollari di prodotti statunitensi.

Nonostante l’incertezza relativa a una guerra dei dazi abbia compromesso l’ottimismo degli investitori, la maggior parte del fatturato delle società quotate cinesi e asiatiche dipende solo in minima parte dalle esportazioni verso gli USA. I dazi e i rischi connessi ad una guerra commerciale potrebbero tuttavia impattare alcuni settori specifici come la strumentazione per le comunicazioni e l’elettronica.
La nostra strategia di investimento ha una preferenza per le società basate sulla domanda interna o sulla domanda del mercato asiatico, come quelle attive nei settori healthcare, servizi finanziari, tecnologia e beni di consumo. Questi settori non sarebbero direttamente toccati dai dazi e da un’eventuale guerra commerciale.

Viceversa, le società statunitensi che hanno un’esposizione significativa alla Cina in termini di fatturato potrebbero incontrare difficoltà se la Cina dovesse colpire gli interessi delle società statunitensi sul territorio cinese.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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