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mercoledì 18 aprile 2018

Le lunghe spire del Deep State stanno avvolgendo Trump, Parte #3

di David Stockman


Trump sembra aver fatto un Respiro Profondo per quanto riguarda la sua volontà di bombardare la Siria, ma il Deep State lo ha per i capelli arancioni. Quindi dubitiamo che il ritardo durerà ancora a lungo.

Questo perché il nostro genio degli affari si sta facendo infinocchiare ancora una volta. Gli stanno dicendo che spazzare via fino a una dozzina di campi d'aviazione siriani, installazioni militari e una fabbrica che sembra un sito di armi chimiche, equivale a qualcosa di abbastanza serio: cioè, la testimonianza di questa azione farà sì che il Ciccione di Pyongyang se la faccia sotto, facendo in modo che per il prossimo summit abbia le "idee chiare" e sappia con chi ha a che fare.

Questo è esattamente il genere di materiale su cui prospera Trump, ed è un'ulteriore prova che il Deep State ha capito esattamente quali corde toccare.

Trump non è una vittima innocente. Si è dato volontariamente in ostaggio al Partito della Guerra circondandosi di generali falliti e dei più furiosi uomini di guerra che si trovano nella Città Imperiale: John Bolton, Mike Pompeo e Gina Haspel.

Infatti dovremmo chiederci: com'è possibile che qualcuno con un minimo di infarinatura dello slogan America First pensi che un interventista come John Bolton debba avere voce in capitolo?

Ma qualunque cosa pensasse Trump quando ha fatto scelte così orrende per i ruoli della sicurezza nazionale, questi sostenitori del Partito della Guerra non hanno perso tempo a portare avanti la loro agenda.

E in cima a tale agenda c'è un'escalation sistematica e implacabile di provocazioni contro Russia e Iran. Questo perché il confronto con questi stati demonizzati è il modo migliore per mantenere Washington (e quindi l'intero Paese) sul piede di guerra e la sicurezza nazionale traboccante di finanziamenti attraverso le tasse.

Come abbiamo indicato nella Parte 1, l'imminente attacco alla Siria è in realtà un messaggio rivolto a Teheran e Mosca. La copertura è il classico intervento umanitario. Bashar Assad sta per ricevere una lezione con una bella sculacciata attraverso una raffica di missili da crociera.

Ciò ovviamente ci lascia con un dubbio: in che modo la sicurezza interna viene effettivamente potenziata sculacciando in modo selettivo alcuni malfattori e non altri?

In questo caso, persino la presunta uccisione di 40 civili a Douma è difficilmente paragonabile ai 10,000 civili che sono stati massacrati dalle bombe americane sganciate dalle forze aeree saudite nello Yemen; o le migliaia di prigionieri anti-governativi che sono stati giustiziati sommariamente dal generale al-Sisi in Egitto, individuo stipendiato annualmente da Washington con $1.2 miliardi; o le migliaia di civili che Israele ha ucciso durante i suoi periodici esercizi di "falciatura del prato" sulla Striscia di Gaza.

Ovviamente Washington non dovrebbe nemmeno essere nel business delle sculacciate, perché nessuno ha nominato l'America come il poliziotto o il procuratore morale del mondo. Ma anche se questo fosse il vero scopo (e non lo è) dell'imminente aggressione contro il governo sovrano della Siria, pensereste che ci dovrebbe essere come minimo una parvenza di prova che il presunto attacco chimico sia avvenuto nell'effettivo.

A differenza degli incidenti siriani del passato, infatti, la strada è spalancata per una determinazione onesta di ciò che è realmente accaduto. Questo perché gli ultimi detenuti ribelli nella Ghouta orientale o sono tutti morti o hanno lasciato l'area su autobus organizzati dal governo siriano come parte dell'accordo di trasferimento che li ha mandati nella provincia di Idlib nel nord-ovest del Paese.


Di conseguenza Douma è ora un posto sicuro per i giornalisti occidentali, i funzionari governativi e gli investigatori internazionali dell'Organizzazione per la Prevenzione della Guerra Chimica (OPCW) affinché possano visitare i presunti siti dell'attacco e trovare le prove.

Naturalmente i funzionari siriani e russi che hanno visitato la zona dicono che non ci sono prove di vittime, corpi, residui di cloro, o che l'unico ospedale della comunità sia mai stato sovraccarico di vittime di agenti chimici tossici. Solo questo è degno di nota, dati i primi resoconti che parlavano di più di mille vittime a causa del presunto attacco.

Ma ora il governo russo ha fatto un passo in avanti sorprendente: sta sostenendo di avere la prova che l'intera cosa sia stata una messa in scena. Cioè, un incidente che starebbe portando il mondo sull'orlo della guerra era solo l'ennesimo attacco false flag dei barbari jihadisti che attaccano il governo siriano, come il primo evento a Ghouta e la famigerata "linea rossa" di Obama nell'agosto 2013.

Non sappiamo se il governo russo stia mentendo o meno, ma dal momento che il mondo intero è stato invitato ad offrire la propria valutazione sul posto, ne dubitiamo. Dopotutto, ci sono cittadini locali dell'ospedale di Douma e da altre parti della comunità che affermano di aver assistito alla messa in scena. Se questi testimoni e i russi mentono, questo diventerà presto evidente.

Al contrario, non è possibile seppellire le prove – inclusi i corpi – di un attacco al cloro che avrebbe causato centinaia di morti e feriti. Se è successo, gli investigatori ed i giornalisti dell'OPCW le troveranno; e se non le troveranno, le cose non sono andate come dicono i media generalisti.

Nel frattempo, perché si sono radunati nella Situation Room a discutere sugli obiettivi e su come minimizzare i rischi di un attacco diretto al personale militare russo, quando Trump potrebbe prendere il telefono rosso e dire a Putin che invierà una squadra d'indagine a Douma?

Non abbiamo dubbi sul fatto che Putin risponderebbe: "Sii il mio ospite". E non abbiamo dubbi sul fatto che Pat Buchanan abbia centrato il bersaglio nel suo articolo recente quando ha fatto notare:

Non possiamo combattere per sempre le guerre di altri popoli senza finire nello stesso mucchio di cenere delle altre potenze mondiali prima di noi.

E poi, perché non parlare direttamente con i nostri avversari?

Se Trump può parlare con Kim Jong-un, che ha usato un cannone antiaereo per giustiziare suo zio e ha fatto uccidere il suo fratellastro in un aeroporto della Malesia con un'arma chimica, perché non possiamo parlare con Assad?

Nel 1974 Richard Nixon volò a Damasco per stabilire legami con il padre di Assad, il futuro "Macellaio di Hama". George H.W. Bush ha arruolato Hafez al-Assad e 4,000 soldati siriani nella sua Guerra del Golfo per liberare il Kuwait.

In tutte queste città, e in tutto il Medio Oriente, ci sono persone che desiderano coscrivere la ricchezza e il potere degli Stati Uniti per far avanzare i propri obiettivi e raggiungere le proprie visioni. Aver lasciato che succedesse così spesso ci ha ridimensionato come superpotenza rispetto a quello che eravamo alla fine della Guerra Fredda.

Tutto questo deve finire e la nazione lo sa.

Tra le ragioni per cui i democratici hanno nominato Barack Obama e l'America lo ha eletto, c'è stato il fatto che i suoi avversari, Hillary Clinton e John McCain, hanno sostenuto la guerra in Iraq a cui Obama si oppose.

Tra le ragioni per le quali il Partito Repubblicano ha nominato Trump e la nazione lo ha eletto, c'è stato il fatto che ha promesso di portarci e tenerci fuori dalle guerre come quella in Siria.

Non è ironico che oggi il nostro Partito della Guerra, che prima detestava Trump e rifiutava la sua candidatura, lo stia spingendo e lo stia incoraggiando sempre più ad affondare nel pantano siriano?

E questo ci porta al punto fondamentale della questione: Donald Trump è stato preso in ostaggio dalle spire del Deep State ed è diventato lo strumento del suo programma distruttivo.

Ad esempio, John Bolton è un sostenitore dello slogan America Uber Alles, l'antitesi di America First. In realtà è un emissario per quella che potrebbe essere definita l'ala "Bibi First" del Partito della Guerra.

Lo squallido governo di Netanyahu come capo del governo israeliano si è basato sulla demonizzazione dell'Iran, facendo emergere così una coalizione eterogenea di religiosi di destra e partiti dei coloni in parlamento.

Nelle circostanze attuali, l'agenda di "Bibi First" è quella di incenerire l'accordo nucleare iraniano al momento della sua firma il 12 maggio.

Questo perché un Iran che si ricongiunge alla comunità delle nazioni, rientra nel commercio con il resto del mondo e aderisce all'operazione nucleare, cose che tra l'altro ha tutte le intenzioni di fare se Washington si attiene alla sua parte del patto, è un Iran che smentisce l'intera campagna di demonizzazione condotta dai neocon a Washington e Israele negli ultimi 25 anni.

Inutile dire che questo è uno scenario che il Partito della Guerra non può tollerare. Metterebbe fuori gioco Bibi Netanyahu e manderebbe all'aria le centinaia di miliardi che vengono sprecati per le capacità militari di Washington.

Dopotutto, se Washington non avesse il Golfo Persico da pattugliare o se non si fosse immischiato nelle lotte religiose e politiche sunnite-sciite, non avrebbe sprecato $30 miliardi per le nuove portaerei e le armate al loro interno.

Il Deep State ha smosso cielo e terra per portare Trump al suo servizio e per seppellire ogni traccia di una politica di sicurezza nazionale basata sullo slogan America First.

Se i missili Tomahawk voleranno verso la Siria, sapremo che l'Ufficio Ovale è ora occupato da un ostaggio del Deep State, e quest'ultimo presto lo sacrificherà alle furie vendicative della caccia alle streghe di Mueller.


[*] traduzione di Francesco Simoncellihttps://francescosimoncelli.blogspot.it/



=> Potete leggere la Parte 1 a questo indirizzo: https://francescosimoncelli.blogspot.it/2018/04/le-lunghe-spire-del-deep-state-stanno.html 

=> Potete leggere la Parte 2 a questo indirizzo: https://francescosimoncelli.blogspot.it/2018/04/le-lunghe-spire-del-deep-state-stanno_17.html 

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