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lunedì 16 aprile 2018

Le lunghe spire del Deep State stanno avvolgendo Trump, Parte #1

di David Stockman


Forse ci siamo persi qualcosa: come ad esempio la possibilità che i canyon di Wall Street si trovino effettivamente su un altro pianeta anni luce dalla Terra!

Altrimenti come si può spiegare la calma in un mercato azionario seduto su una gigantesca bolla e di fronte al potenziale scoppio della Terza Guerra Mondiale?

Gente, il Deep State ha preso in ostaggio Trump. Qualunque sfida pre-elettorale lanciata al Warfare State è stata completamente liquidata.

Forse Wall Street ritiene che Trumo sia solo chiacchiere e distintivo. Tuttavia, quando si considera il contesto più ampio e quello che sta dicendo la Russia, è semplicemente folle avere un indice S&P 500 al 24X. Dopo tutto, negli ultimi tre anni i guadagni non sono andati da nessuna parte (l'utile per azione è passato da $106 a settembre 2014 a $109 a dicembre 2017), e ora potrebbero essere affossati da un incidente di guerra in Siria la cui escalation sarebbe rapida.

Davvero i robo-trader nel casinò non hanno meditato sul significato di questo messaggio del Cremlino?

Certo, le probabilità sono abbastanza alte che gli intelligentoni del Pentagono capiranno come mantenere l'attacco ragionevolmente asettico. Cioè, bombarderanno un sacco di posti in Siria dove non ci sono russi ed iraniani (dopo essere stati avvertiti); e schiereranno anche piattaforme sottomarine per lanciare missili da crociera e manderanno velivoli stealth ad alta quota per far cadere le bombe intelligenti, in modo da tenere i piloti e le navi americane lontani dal pericolo.

Poi, dopo aver scatenato la versione "shock and awe" di Trump, affermeranno che Assad ha appena ricevuto la sculacciata della sua vita e che ai russi e agli iraniani è stato inculcato un po' di buon senso.

Ma il nostro punto non è che Douma è Sarajevo, e inoltre siamo ancora ad aprile, non ad agosto. Quello che dovrebbe spaventare Wall Street sono i due messaggi citati nei link qui sopra.

C'è una guerra civile brutale, sanguinosa e barbara che infuria in Siria, dove entrambe le parti sono responsabili; entrambe le parti hanno commesso atrocità indicibili; e dove è un fatto documentato che i ribelli posseggono armi chimiche e in passato hanno effettuato attacchi false flag col gas. Inoltre le tredici tonnellate di armi chimiche in possesso di Assad, che potevano essere o no la loro totalità, sono state distrutte secondo la certificazione dell'Organizzazione per la prevenzione delle armi chimiche (OPCW).

In questo contesto, chi può dire se il presunto rilascio di gas al cloro a Douma sia arrivato da una bomba lanciata dall'aeronautica di Assad o da una riserva dei ribelli colpita da una bomba? O se si trattasse di un altro attacco deliberato false flag messo in scena dai jihadisti? È lecito domandarsi anche se ci sia stato veramente...

Le prove provengono principalmente dalle forze ribelli opposte al presidente siriano Bashar al-Assad. Una di queste è il Violations Documentation Center, un'organizzazione anti-russa finanziata da George Soros. Un'altra è il White Helmets, un'operazione finanziata dagli Stati Uniti e dal Regno Unito e che ha operato solo nei territori detenuti dai ribelli – spesso culo e camicia con il Fronte al-Nusra e altri elementi terroristici.

Tra l'altro, i potenti mezzi di Washington per ficcanasare in tutto il web possono leggere le vostre e-mail e individuare una carovana di cammelli canaglia ovunque in una tempesta di sabbia nel Sahara, ma guarda caso non possono dire se i cadaveri siano vittime di proiettili, bombe, edifici crollati, o gas al cloro. Bisogna andare sul posto ed eseguire test chimici.

Inoltre, anche se un'indagine accurata – come quella proposta dalla Svezia e su cui Stati Uniti e Gran Bretagna hanno posto il veto alle Nazioni Unite – fosse effettivamente completata, perché è prerogativa di Washington somministrare una sculacciata al colpevole?

Per prima cosa, se si è nel business delle sculacciate allora ci sarebbero altri soggetti a cui rivolgere lo sguardo, come ad esempio al-Sisi in Egitto ed Erdogan in Turchia; e anche ai reparti di Washington a tempo pieno a Baghdad e al principe ereditario dell'Arabia Saudita per i suoi genocidi in Yemen. E visto che ci siamo, perché non sculacciare anche Bibi Netanyahu visti i suoi periodici esercizi di "taglio dell'erba" sulla striscia di Gaza?

Il punto è che Assad non ha mai attaccato, minacciato o addirittura guardato storto gli Stati Uniti. Quindi potreste pensare che amministrare le sculacciate ai malfattori internazionali sia l'attività del Partito della Guerra a Washington, non quella del leader dell'America First.

A dire il vero, l'unica prova che abbiamo fino ad oggi sono le immagini raccapriccianti pubblicate su Internet dalla "Rivoluzione di Douma", fonte non attendibile poiché è uno strumento dei bravi di Jaish al-Islam (Esercito dell'Islam ) i quali detenevano in ostaggio 3,200 ostaggi pro-Assad. Ma anche se Assad fosse colpevole, perché Trump sta tirando fuori la storia della sculacciata se non intende effettuare il cambio di regime?

Sì, incostanza è il suo secondo nome. Il fatto è che è troppo tardi per trascinare Bashar Assad dietro la jeep commemorativa di Moammar Khadafy per essere sodomizzato ritualmente dai suoi nemici. Questo perché lui ha già vinto la guerra civile (area rossa nella mappa qui sotto).

Ciò che rimane non è minimamente favorevole al cambiamento di regime, perché la maggioranza della popolazione araba in Siria (indipendentemente da affiliazione religiosa alawita, sciita, sunnita, cristiana, drusa, ecc.) non accetterebbe mai di essere governata dalla piccola minoranza di curdi (che controllano la parte gialla, in gran parte aree desertiche). E inoltre uno stato curdo siriano, in parte o nel suo insieme, garantirebbe un'invasione turca e una guerra tra la porzione blu (aree controllate dai turchi che circondano Afrin nel nord-ovest) e quella gialla in cui Washington sarebbe schierato da entrambe le parti.

Infatti l'unica cosa che un cambio di regime potrebbe portare a questo punto sarebbe una resurrezione dei resti dell'ISIL (le piccole porzioni nere), o un risveglio dei tre o quattro isolotti (aree verdi) che gruppi di ribelli in guerra, jihadisti, salafiti e signori della guerra assetati di sangue ora controllano nominalmente.

Quindi la mappa qui sotto ci dice cosa sta realmente accadendo. A mio avviso, i neoconservatori ed i deep stater attorno a Trump stanno cercando lo scontro con Iran e Russia. Questi sono i nemici designati da Washington, e lo scopo dell'attacco imminente alle installazioni militari siriane è di intimidirli a fare marcia indietro – anche se lanciano avvertimenti ostili e filippiche (specialmente gli iraniani) contro l'America.

Detto in modo diverso, la presunta sculacciata ad Assad o la manovra per un cambio di regime serve solo come scusa per attaccare briga con Iran e Russia.

Infatti, con il bilancio della difesa già aumentato ad un livello assurdo ($720 miliardi), il Deep State ed i suoi alleati nel complesso militare/industriale/sorveglianza/congressuale non vorrebbero niente di meglio che la massima bellicosità (ed occasionali atti provocatori) da Russia e Iran in modo da mantenere il treno della sicurezza nazionale bello pieno verso i $1,000 miliardi in finanziamenti.

Perché il brutto segreto di Washington è il seguente: dal momento che l'America ha perso il suo unico vero nemico nel 1991, Washington è diventata una capitale bellica. Ora sta mettendo in pericolo l'intero pianeta, moltiplicando gli interventi e le occupazioni estere, intensificando le rappresaglie da parte delle vittime delle sue precedenti aggressioni, e accogliendo un coro sempre maggiore di esperti, burocrati e politici che si ingrassano sulle rive di il Potomac.


Come mostrato nella mappa qui sotto, dopo una sanguinosa campagna di due mesi l'esercito siriano – sostenuto dall'aviazione russa – aveva catturato la maggior parte delle roccaforti ribelli nel distretto di Ghouta orientale fuori Damasco. E ciò significava che la guerra civile era praticamente finita, perché ciò che restava dell'opposizione armata non poteva più far piovere attacchi d'artiglieria e assalti di guerriglia sul governo di Assad.

Dopo la rinnovata offensiva del governo a febbraio, la Ghouta orientale era stata divisa in tre sacche di resistenza.

I gruppi ribelli in due di queste sacche erano infine capitolati dopo aver causato oltre 1,200 vittime tra civili e militari. In base ai negoziati tra ribelli e governo, i combattenti dell'opposizione e le loro famiglie sarebbero stati evacuati in autobus verso il territorio dei ribelli nella provincia siriana settentrionale di Idlib (area verde nella mappa qui sopra).

Solo la piccola enclave di Douma (rosa scuro nella mappa in basso) resisteva, perché i combattenti salafiti del cosiddetto "Esercito dell'Islam" (Jaish al-Islam) rifiutavano di arrendersi.

Tuttavia il 5 aprile la situazione si era deteriorata così tanto all'interno di Douma che l'ultima coorte di combattenti ribelli aveva accettato anch'essa i negoziati. Anche loro sarebbero finiti su un convoglio di autobus di evacuazione diretto a nord, ma le discussioni si sono interrotte quando, secondo alcuni rapporti, i negoziatori ribelli sono stati richiamati e giustiziati da una fazione che desiderava continuare a combattere.

Quindi l'esercito siriano ha ripreso la sua offensiva e il presunto attacco col gas si è verificato il giorno dopo, quando sembrava che tutto fosse finito.

Lasceremo che siano gli altri a spiegare l'inspiegabile. Per esempio, perché Bashar Assad, che era sull'orlo di una vittoria completa contro l'ultima sacca di nemici ribelli, doveva usare armi chimiche su civili e bambini quando tutti, tranne alcuni combattenti più ostinati, avevano hai già accettato di salire sugli autobus e di essere evacuati da Douma?


Eppure ecco la parte ancora più inspiegabile di questo triste episodio: i ribelli restanti sono capitolati e il governo aveva riproposto l'accordo di evacuazione. Cioè, ciò che rimane di Jaish al-Islam o è morto o è salito su un autobus – insieme alle proprie famiglie – ed è già nella provincia di Idlib.

Proprio così. A Douma non è rimasta alcuna opposizione ed è stata liberata dall'esercito siriano, compresa la liberazione dei 3,200 ostaggi pro-governativi che erano tenuti prigionieri da guerriglieri dell'islam finanziati dall'Arabia Saudita.

Secondo il governo siriano non sono state trovate tracce di sostanze chimiche o di corpi. Potrebbero mentire, naturalmente, ma con gli investigatori dell'OPCW sulla strada per Douma chi sano di mente non si aspetterebbe una valutazione chiara di quello che è successo veramente due sabati fa?

Non se lo aspetta chi è annebbiato dall'isteria anti-russa che ha travolto Washington ed i media generalisti. Infatti il governo siriano ha persino accolto con favore la vanuta a Douma da parte della comunità internazionale, dove i russi affermano che non c'è assolutamente nulla da vedere.

In breve, se mentono, non sarà difficile da accertare. Presumibilmente Trump potrebbe persino mandare Jared Kushner ad indagare su cosa sia realmente accaduto a Douma.

Ahimè, Trump pare che abbia apparentemente optato per la guerra invece di tenere a bada il Deep State.

Nella Parte 2 esploreremo il motivo per cui ciò che accadrà prossimamente dovrebbe essere noto ai libri di storia, se ce ne saranno, come "La guerra di Mueller".


[*] traduzione di Francesco Simoncellihttps://francescosimoncelli.blogspot.it/



=> Potete leggere la Parte 2 a questo indirizzo:

=> Potete leggere la Parte 3 a questo indirizzo:

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