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giovedì 19 aprile 2018

Le differenze tra bitcoin e un tulipano

Durante le ultime festività, le conversazioni nella mia famiglia sono inevitabilmente virate sull'aumento fenomenale – e sul calo – del prezzo di bitcoin in dollari USA (Figura 1). La corsa sulle montagne russe della valuta basata sulla blockchain è stata una notizia da prima pagina per i media generalisti, dove è stato paragonato al boom/bust della mania olandese per i tulipani del 1637.
Figura 1.
Bitcoin in dollari USA, dicembre 2017
Non si può negare che il dicembre 2017 abbia segnato il punto in cui i termini "bitcoin" e "criptovaluta" sono diventati mainstream. Ma mentre nel 1637 l'attore medio nel mercato dei tulipani olandesi aveva un'idea abbastanza chiara di ciò che veniva promesso, al sorgere del 2018, la confusione abbonda su cosa siano bitcoin e le altre criptovalute come Ethereum (Figura 2), Litecoin e Dash, in che modo si differenzino da altre valute o materie prime, e se scambiarle merita un'attenzione particolare da parte della politica.
Figura 2.

Ethereum in dollari USA, dicembre 2017

Preoccupazioni per lo status di valuta

Un punto di partenza per comprendere le somiglianze e le differenze tra bitcoin ed i tulipani è William Stanley Jevons.
Il suo lavoro del 1875, “Money and the Mechanism of Exchange”, definisce le quattro funzioni di una valuta: mezzo di scambio, unità di conto, standard di pagamento differito e riserva di valore.
Per qualificarsi come valuta, bitcoin e le altre criptovalute devono soddisfare ognuna di queste quattro funzioni.

Chiaramente una serie di commercianti è disposta a valutare e accettare bitcoin in cambio di beni e servizi, e può essere utilizzato per trasferire il valore da una persona ad un'altra, e quindi saldare i debiti. Una somma di bitcoin può essere detenuta per un periodo di tempo come riserva di valore da trasferire o riscattare in futuro, sebbene i termini di scambio possano essere diversi da quelli prevalenti al momento dell'acquisizione dell'unità di valuta.
Lo status di valuta sembra esserci.
Tuttavia il confronto tra bitcoin e i tulipani rivela che questi ultimi soddisfano solo la funzione di riserva di valore. I tulipani sono commodity, come le azioni, piuttosto che valute come il dollaro USA. I tulipani (e le azioni) non sono stati comunemente usati per valutare e negoziare offerte per altre materie prime o per saldare debiti.

Né sono stati usati principalmente come mezzo per spostare la ricchezza da un luogo o da una persona a un'altra. Tuttavia, sia i tulipani che le azioni sono stati acquistati nell'attesa che potessero aumentare il loro valore.

Una valuta o qualcos'altro?

Se c'è un parallelo tra il boom del bitcoin nel 2017 e la mania dei tulipani del 1637, è che la maggior parte delle persone che l'hanno acquistato (e venduto) a dicembre percepivano rendimenti migliori rispetto alle alternative.

Non hanno comprato una valuta con cui effettuare transazioni — ad esempio, quando converto la mia busta paga denominata in dollari statunitensi in dollari neozelandesi. Una funzione — la riserva di valore — sembra aver spiazzato le altre tre.
Infatti la frenesia intorno al bitcoin assomiglia all'acquisto speculativo di azioni in società digitali come Google e Amazon piuttosto che alla mania dei tulipani.
Ironicamente una delle differenze significative tra la criptovaluta e le valute degli stati-nazione emesse e supervisionate dalle banche centrali, sembra aver reso possibile questo stato di cose.
La differenza è che dal 15 agosto 1971, quando gli Stati Uniti terminarono unilateralmente la convertibilità del dollaro USA in oro, il dollaro e la maggior parte delle altre valute mondiali sono diventate valute fiat.

La valuta fiat ha valore solo perché lo dice lo stato. Il prezzo (in un'altra valuta) che gli individui sono disposti a pagare per un dollaro è una funzione della fiducia che questi individui hanno nelle azioni dello stato affinché protegga il valore del dollaro rispetto alle valute alternative.
Azioni come il quantitative easing — aumento dello stock di dollari — abbassano il prezzo di un dollaro rispetto ad altre valute dove non si verifica un tal cambiamento.
Al contrario, le valute digitali come bitcoin sono ibridi. Oltre ad esibire alcuni aspetti delle valute fiat, conservano alcuni degli elementi delle valute/commodity.

Le valute legate alle commodity traggono il loro valore dalla merce sottostante (ad esempio, l'oro utilizzato nelle monete). Il denaro rappresentativo, o coperto, consiste in token che possono essere scambiati per una quantità fissa di una merce (ad es. oro). Il valore del denaro rappresentativo è una funzione del valore della merce sottostante.
Se l'offerta di tale merce è limitata (ad esempio, non può essere estratto più oro per fare monete), allora la capacità di manipolare il prezzo della valuta (tasso di cambio) verso il basso variando la quantità in circolazione (come accade col quantitative easing e le valute fiat) non è più un'opzione.

Condivisione dell'azione

Nel caso di bitcoin, l'offerta totale che sarà sempre disponibile è di 21 milioni (l'attuale numero in circolazione è poco meno di 17 milioni).

Secondo le leggi della domanda e dell'offerta, più persone vorranno acquistare una quota della quantità fissa di bitcoin, più in alto salirà il prezzo, a parità di condizioni. In questo modo bitcoin funziona più come una quantità limitata di azioni rese disponibili in un'offerta pubblica iniziale (IPO) piuttosto che come unità di una valuta, come il dollaro statunitense, il cui numero totale varia costantemente.
Al contrario, la quantità di tulipani non era fissa, in quanto alcuni bulbi potevano essere utilizzati per propagare più bulbi piuttosto che essere piantati affinché sbocciassero.
Mentre l'organizzazione che supervisiona bitcoin non è trattata poiché non esiste, le "monete" stesse operano come un proxy al posto delle azioni, riflettendo sia la quantità di individui che vogliono acquistarne una quota sia le loro aspettative collettive su quanto vale l'impresa.

E, come nel caso della maggior parte delle IPO, tale prezzo può essere influenzato dalla quantità e dalla qualità delle informazioni di pubblico dominio. Quindi è per questo motivo che il prezzo di bitcoin è stato altamente volatile, mentre i media si sono chiesti se l'attuale percorso dei prezzi fosse ragionevole o sostenibile.
Mentre bitcoin è stata la criptovaluta più discussa, non è l'unica "sul mercato".
Bitcoin ha chiuso il mese di dicembre a circa il 25% in più rispetto all'inizio, ma dietro di esso c'è stato il meno famoso Ethereum che è aumentato del 75%.
Questa discussione suggerisce che la prima domanda da risolvere prima che qualsiasi politica possa essere formata è una: se l'oggetto d'interesse sono le valute o qualcos'altro.

Come per il dibattito sul fatto che Uber sia una piattaforma di corrispondenza elettronica, o un servizio di taxi, potrebbe richiedere del tempo prima che si trovi un punto d'incontro, poiché la risoluzione è tutt'altro che semplice.
Di Bronwyn Howell
Traduzione di Francesco Simoncelli
Autore: Francesco Simoncelli Fonte: News Trend Online

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