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martedì 10 aprile 2018

L'apertura della Cina sostiene le Borse: Telecom in luce


Terza seduta consecutiva in rialzo per la piazza azionaria giapponese che oggi ha visto il Nikkei 225 salire dello 0,54%. Il listino nipponico è stato favorito dalla buona chiusura di ieri a Wall Street, ma anche dalle indicazioni arrivate dalla Cina, dove il presidente ha annunciato una riduzione dei dazi sulle importazioni di auto, promettendo al contempo nuove aperture del sistema cinese.
In positivo anche le Borse europee che danno un seguito al rialzo registrato in apertura di settimana, muovendosi tutte in positivo.

Il Ftse100 guadagna lo 0,39%, preceduto dal Cac40 e dal Dax30 che si apprezzano rispettivamente dello 0,7% e dell'1,09%. 
Gli investitori apprezzano l'apertura del presidente cinese al mercato Usa e tanto basta per allentare ulteriormente le tensioni commerciali tra i due Paesi.
Sul fronte macro in Europa è stato diffuso in Francia il dato relativo alla produzione industriale che a febbraio ha evidenziato una variazione positiva dell'1,2%, in recupero rispetto alla lettura di gennaio rivista al rialzo da -2% a -1,8%.

L'indicazione odierna ha deluso però le stime degli analisti che si erano preparati ad un incremento dell'1,6%. 
Lo stesso dato in Italia ha mostrato un calo dello 0,5%, ben sotto le previsioni del mercato che stimava una crescita dello 0,8%.
Più cauta degli altri Piazza Affari dove il Ftse Mib, dopo un allungo iniziale verso area 23.200 è tornato indietro e ora si presenta a ridosso dei 23.100 punti, con un progresso dello 0,27%.
Tra le blue chips in controtendenza troviamo Mediaset che scende dell'1,09%, e viaggiano in calo le utilities con Snam in rosso dell'1,04%, seguito da Terna che arretra dello 0,81%, mentre Enel e A2A calano rispettivamente dello 0,67% e dello 0,62%, diversamente da Italgas che dopo il buon progresso di ieri cede solo 0,15%.
Ancora vendite per Salvatore Ferragamo che perde quasi un punto, mentre nello stesso settore Moncler sale dell'1,04%, diversamente da Luxottica che oscilla intorno alla parità.
Contrastate le banche che dopo una partenza positiva non sono riuscite a confermarsi lungo la via dei guadagni.

Ubi Banca scende dello 0,65%, seguito da Unicredit e Banco BPM che calano dello 0,4%, mentre Bper Banca cede lo 0,17%, diversamente da Mediobanca e Intesa Sanpaolo che avanzano dello 0,25% e dello 0,41%.
Gran denaro su Telecom Italia che progredisce del 2,25% all'indomani del Cda che si è dissociato formalmente dall'iniziativa del collegio sindacale che ha integrato l'ordine del giorno dell'assemblea del 24 aprile con le richieste di Elliott.
Il fondo attività intanto ha incrementato la sua partecipazione nel gruppo telefonico a quasi il 9%.
In recupero Saipem che si apprezza dell'1,72% dopo il calo di ieri seguito all'avvio di un procedimento sanzionatorio da parte della Consob, complice la contestazione del prospetto relativo all'aumento di capitale realizzato a inizio 2016. 
Sul fronte macro Usa oltre all'indice Redbook relativo alle vendite al dettaglio nelle maggiori catene americana, si segnala l'indice dei prezzi alla produzione che a marzo dovrebbe mostrare una variazione positiva dello 0,2%, in linea con la lettura precedente, e la stessa indicazione è prevista per la versione "core".


Per le scorte all'ingrosso di febbraio le stime parlano di un rialzo dello 0,8%, in linea con la rilevazione di gennaio. 
In calendario un discorso di Robert Kaplan, presidente della Fed di Dallas. 
Fonte: News Trend Online

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