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giovedì 19 aprile 2018

L'Angolo del Trader


*Campari *perde terreno dopo la pubblicazione dei dati di vendita di Remy Cointreau per l'esercizio 2017-2018 chiuso a fine marzo. I ricavi sono saliti del 2,9% a/a, con una crescita organica del 7,2%, favorita dal +12,8% messo a segno nell'ultimo trimestre. Da segnalare il -3,4% (-1,0% organico) della divisione Liqueurs & Spirits.
Per l'esercizio appena trascorso Remy Cointreau ribadisce la revisione di crescita a livello di reddito operativo corrente in termini organici. Il cda di Campari si riunirà il prossimo 8 maggio per l'approvazione dei risultati del primo trimestre 2018. Campari ha fallito il confronto con la resistenza dinamica a 6,40, linea che scende dai massimi dello scorso autunno, innestando la retromarcia.

L'incapacità di lasciarsi alle spalle area 6,40 potrebbe ora preludere all'avvio di una nuova fase di debolezza con conseguente affondo verso i supporti in area 6/6,03 circa. Sotto questo limite possibile peggioramento del quadro grafico di fondo prologo al test del minimo di marzo, a 5,70 circa, poi della linea che sale dai minimi di gennaio 2015, a 5,50 circa.
Discorso diverso invece nel caso di tenuta di area 6: in questo caso verrebbe inviato un segnale positivo per obiettivi sui massimi di dicembre a 6,64 e a 6,75/6,80.
*Pirelli *in flessione mercoledì con gli altri titoli del settore pneumatici come Michelin dopo il profit warning di Continental.

Il produttore tedesco stima in 150 milioni di euro l'effetto negativo sui profitti del primo semestre dell'anno derivante dall'effetto cambi e dalla rivalutazione delle scorte. Continental diffonderà i dati preliminari su ricavi ed Ebit il 27 aprile. L'adjusted EBIT del primo trimestre della divisione "Rubber Group" è quindi atteso inferiore rispetto a un anno fa di circa 100 milioni.
La stima 2018 dell'adjusted EBIT margin "Rubber Group" scende da 15% a oltre il 14%, mentre per l'intero gruppo scende dal 10,5% a oltre il 10%. Pirelli ha toccato un minimo mercoledì a 6,992 euro, in netto calo dalla chiusura del giorno prima a 7,17 euro. A 7,13 i prezzi hanno violato la media mobile a 20 giorni.

La flessione non è in ogni caso maturata martedì ma nella seduta del 13 aprile dopo il fallimento nel superare con i massimi di quota 7,33 quelli del 21 marzo a 7,334 euro. Una eventuale violazione di 6,95 farebbe temere a questo punto il ritorno sui minimi di marzo a 6,78 euro. Supporto successivo a 6,50 euro.
Solo la rottura di area 7,33 riproporrebbe con forza un quadro rialzista con obiettivo a 7,75 euro almeno.
Performance positiva ieri per Salvatore Ferragamo (+2,16% a 23,66 euro) che accelera al rialzo a metà giornata e tocca il massimo da inizio ottobre in scia alle indiscrezioni relative alla nomina dell'amministratore delegato.

Dopo la risoluzione dell'accordo con Eraldo Poletto a inizio marzo (era in carica da agosto 2016), le deleghe sono state assunte ad interim dal presidente Ferruccio Ferragamo. Secondo due fonti vicine alla situazione sentite da Reuters, il presidente ha deciso di seguire un percorso a tappe per la scelta del nuovo a.d.: il primo passaggio prevede la nomina di un comitato esecutivo composto da manager interni ed esterni al gruppo fiorentino.
Successivamente si passerà alla nomina dell'a.d., che probabilmente sarà scelto tra i membri del comitato. Ferruccio Ferragamo avrebbe optato per questo tipo di percorso al fine di ponderare al meglio la decisione ed evitare errori. Proprio l'altro ieri l'ex Poletto è stato nominato Chief Executive Officer e Brand President del marchio di calzature Stuart Weitzman (Gruppo Tapestry), al posto di Wendy Kahn (era in carica da un anno e mezzo).

L'analisi del grafico di Salvatore Ferragamo evidenzia l'attacco agli ostacoli posizionati tra 23,60 e 23,80 euro, ostacoli che a partire da inizio dicembre hanno respinto per ben tre volte le velleità rialziste del titolo. Qualora il quarto tentativo dovesse avere esito positivo assisteremmo a un miglioramento del quadro grafico di breve/medio periodo con apertura di spazi di ascesa verso 25,60/25,70, resistenza determinante da superare per dare il via a un tentativo di ritorno sul massimo della scorsa primavera a 29,88.

Discese sotto 22,70/22,80 anticiperebbero invece un test di 21,90 almeno, con appoggio successivo in area 20,50/21,00 (supporto fondamentale per scongiurare il rischio di riattivazione della tendenza ribassista).
(SF - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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