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lunedì 16 aprile 2018

L'Angolo del Trader


CNH Industrial sale e tocca i massimi dal 22 marzo venerdì, nel giorno dell'assemblea chiamata ad approvare il bilancio 2017. A sostenere il titolo è la decisione di giovedì del consiglio di sorveglianza di Volkswagen di avviare il processo per la quotazione in borsa della divisione Volkswagen Truck & Bus.
Alcuni analisti ipotizzano che CNH potrebbe realizzare lo spin off di Iveco e partecipare in tal modo al probabile processo di consolidamento nel settore dei veicoli industriali dei prossimi anni. Mediobanca Securities ha confermato la raccomandazione positiva "outperform" e il prezzo obiettivo a 13 euro sul titolo: per gli esperti la possibile quotazione della divisione Truck & Bus di Volkswagen avrebbe una lettura positiva per Cnh.

Il titolo si è spinto fino a quota 10,22 euro stabilizzandosi poi poco oltre i 10 euro, sopra la chiusura del giorno precedente a 9,906 euro. A 10,25 si colloca il lato alto del canale decrescente disegnato dai massimi di fine gennaio. La rottura di quella soglia metterebbe in discussione il trend ribassista prospettando il test a 10,83 della media mobile a 50 giorni.
Oltre quella soglia attesi movimenti in area 11,50 almeno. Sotto 9,60 invece atteso il test del supporto critico di area 9 euro.
Fari puntati su Telecom Italia a poco più di una settimana dall'assemblea del 24 aprile: venerdì scorso il gruppo telefonico ha depositato presso il tribunale di Milano il ricorso contro l'integrazione dell'ordine del giorno dell'assemblea voluto dal fondo Elliott Management e ha chiesto l'adozione di provvedimenti d'urgenza entro quella data.

Il cerchio attorno all'azionista di maggioranza Vivendi sembra però stringersi sempre di più. Alla fine della scorsa settimana Repubblica ha scritto che Elliott, alleandosi con Blackrock, Cdp e alcuni fondi italiani, potrebbe presentarsi in assemblea con il 24% dei diritti di voto, gli stessi in possesso dei francesi.
Sabato il fondo tedesco Shareholder Value Management ha comunicato di avere oltre l'1% di Telecom e che supporterà Elliott, mentre venerdì la Consob ha reso noto che JP Morgan ha derivati pari al 5,9% potenziale del capitale del gruppo telefonico. Inoltre il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, in un'intervista a Repubblica ha sparato a zero su Vivendi affermando che è stato un pessimo azionista.

Calenda ha ribadito che l'ingresso di Cdp con il 4,2% è finalizzato a rendere Telecom una public company e a scorporare la rete. L'analisi del grafico di Telecom Italia evidenzia l'accelerazione rialzista partita a inizio febbraio e il rapido avvicinamento al massimo di maggio 2017 a 0,9160 euro.
Si tratta di una resistenza fondamentale nel medio/lungo periodo: l'eventuale superamento della stessa determinerebbe il completamento del potenziale doppio minimo in formazione dall'estate 2016 con obiettivo sul massimo del marzo dello stesso anno a 1,0580. Discese sotto 0,84 favorirebbero approfondimenti verso 0,8160 almeno con appoggio successivo in area 0,80, ultimo sostegno utile per scongiurare il ritorno sui decisivi 0,75.
*Tenaris *(-0,40% a 14,9950 euro venerdì) annulla quasi integralmente le pesanti perdite viste in mattinata dopo che il Dipartimento del Commercio USA ha varato dazi pari al 75,81% sul gruppo sudcoreano Nexteel (che secondo Equita rappresenta circa il 30% delle importazioni del settore del paese asiatico in USA) e del 6,75% su altri gruppi sudcoreani attivi nel settore OCTG (Oil Country Tubular Goods, tubi per oleodotti).

Il gruppo italoargentino, che ha impianti produttivi in USA, è sempre stato annoverato tra i maggiori beneficiari dei provvedimenti USA contro Cina e Sud Corea: gli analisti si attendevano però dazi ben più elevati, ragion per cui la notizia ha effetti negativi sul prezzo del titolo in borsa. Equita ritiene però che la vicenda dei dazi anti-Sud Corea non sia chiusa ed entro maggio potrebbero esserci notizie positive per Tenaris (raccomandazione buy e target a 17,50 euro confermati).
Da un punto di vista grafico il titolo resta in vista dei massimi di marzo, ripetutamente testati in area 15. La flessione generata dal contatto con questa resistenza è stata quasi totalmente riassorbita, tuttavia fino a quando area 15 non sarà alle spalle rimarrà lecito il dubbio sulla natura della fase rialzista vista nelle ultime settimane.

Solo oltre i 15 euro quindi si potrebbe guardare a obiettivi a 15,64 e 15,80 euro. Il rischio di ritorno della debolezza troverebbe invece conferma sotto 14,10, preludio al test della base del canale che sale dai minimi dello scorso autunno a 13,50 circa, riferimento coincidente con i minimi di marzo.
(SF - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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