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giovedì 5 aprile 2018

L'Angolo del Trader


Giornata-no ieri per i titoli del settore industriale con CNH Industrial sotto pressione nonostante i buoni dati sulle vendite di camion in Brasile. A marzo il mercato del paese verde-oro ha fatto registrare un +12% mentre la società del gruppo Agnelli-Elkann ha messo a segno un +13%, confermando la tendenza dei primi mesi dell'anno (+20% nel trimestre contro il +18% del mercato).
Il titolo CNH è però in forte calo in borsa, probabilmente penalizzato della guerra commerciale USA-Cina: ieri l'amministrazione Trump ha annunciato nuovi dazi pari al 25% su 1300 prodotti cinesi e questa mattina Pechino ha risposto con una tariffa identica su 106 prodotti USA. Da un punto di vista grafico Cnh Industrial ha accelerato al ribasso puntando verso i 9 euro, minimi dello scorso agosto e target del testa e spalle ribassista disegnato dai massimi di fine dicembre.

La tenuta di quest'area si rivelerà determinante per scongiurare un ulteriore avvitamento al ribasso. Reazioni da questi livelli dovranno però spingersi oltre 10,20 per inviare i primi segnali di ripresa. Solo il ritorno sopra la media mobile a 200 giorni, passante da 10,60, offrirebbe però un segnale di forza importante per i corsi.
Diversamente il titolo potrebbe affondare in area 8,60.
Quella odierna potrebbe essere una giornata molto importante per Telecom Italia. Secondo indiscrezioni di stampa oggi il cda di Cassa Depositi e Prestiti potrebbe decidere l'acquisto di una quota fino al 5% della compagnia telefonica.

L'operazione sarebbe concordata tra l'attuale governo (il MEF controlla oltre l'80% di Cdp) e le principali forze politiche, con l'obiettivo di consolidare l'italianità di Telecom riguardo soprattutto alla rete fissa. L'ingresso di Cdp potrebbe eventualmente preludere una fusione tra la rete Telecom e quella di Oper Fiber, joint venture paritetica tra Cdp ed Enel (anche quest'ultima controllata dal MEF).
Sempre secondo le indiscrezioni l'acquisto della quota dovrebbe avvenire in tempi molto stretti dato che Cdp intende partecipare all'assemblea del 24 aprile: difficile al momento dire se ci potranno essere convergenze con Elliott Management (il fondo USA che in base a voci di mercato è vicino al 10% di Telecom) nella sfida che quest'ultimo ha lanciato al principale azionista Vivendi (ha circa il 24%).

L'analisi del grafico di Telecom Italia evidenzia la correzione delle ultime 3/4 settimane dopo il rally originato dal minimo di inizio febbraio a 0,6470 euro. Il titolo attualmente oscilla poco sopra l'importante supporto a 0,75, riferimento decisivo per scongiurare il rischio di inversione di tendenza ma allo stesso tempo possibile base per una ripartenza.
Quest'ultima ipotesi verrebbe confermata dal superamento di area 0,78 per 0,8150 e 0,8436, massimo del 9 marzo. Oltre questo ultimo ostacolo riattivazione del rimbalzo verso 0,9160, picco della scorsa primavera.
*Piaggio *scivola sui minimi dal giugno scorso, penalizzato dai dati sulle vendite di veicoli a due ruote in Italia a marzo: -14,4% a/a.

Da segnalare che il calo delle vendite ha colpito soprattutto gli scooter (-20,7%) e i 50 cc. (-29,5%), segmenti di mercato in cui il gruppo di Pontedera è particolarmente presente. Nel primo trimestre le immatricolazioni sono cresciute dell'1,4% a 46.065 unita' (scooter oltre 50 cc. piu' moto), ma a crescere sono state solo le moto (+10,1% a 23.216 unita') mentre gli scooter sono calati del 6,1% (22.850 unita').
Male anche i mezzi fino a 50 cc. che nel trimestre sono scesi del 15,8% a 3.806 unita'. Il titolo Piaggio e' sceso fino a 2,10 euro dalla chiusura di martedi' a 2,22 euro. I prezzi hanno quindi violato il forte supporto offerto a 2,20 euro dai minimi del 5 marzo, a loro volta allineati con quelli di inizio gennaio, facendo temere la ripresa del trend ribassista in atto dai massimi di novembre a 2,8580 euro.

Prossimo supporto a 1,95 euro, 61,8% di ritracciamento (Fibonacci) del rialzo in atto dai minimi di novembre 2016. La violazione di questi livelli renderebbe probabile una vera e propria inversione di trend in senso ribassista costringendo a considerare probabile il proseguimento della discese verso area 1,40/50 euro.
Solo oltre 2,30 possibile il test a 2,45 della media mobile a 200 giorni, resistenza che a marzo ha respinto piu' volte gli assalti dei rialzisti e che superata fornirebbe nuova credibilita' al rimbalzo.
(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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