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mercoledì 11 aprile 2018

La Siria impensierisce i mercati


Fosche nubi all'orizzonte: gli Usa si starebbero preparando ad un attacco in Siria e per riuscire nell'impresa l'amministrazione Trump sarebbe in cerca di appoggio.

Le provocazioni

Di fronte a tutto questo la Russia risponde immediata: in caso di attacco da parte degli Usa Mosca risponderà adeguatamente.
Secondo l'ambasciatore russo in Libano, Alexander Zasypkin, infatti, i missili che partirebbero per la Siria sarebbero inevitabilmente intercettati dai russi e le basi di partenza a loro volta distrutte. Da qui in poi è un susseguirsi di provocazioni anche attraverso messaggi social, con Twitter, nuova sala stampa della Casa Bianca, attraverso cui è lo stesso Trump a specificare ancora: "La Russia giura di abbattere tutti i missili inviati in Siria.

Preparati Russia perché arriveranno, belli e nuovi e "intelligenti!" Non dovresti essere alleata di un animale che si diverte a uccidere il suo popolo!"

La reazione dei mercati

I mercati avvertono la tensione e alle 12.45 già viravano al ribasso dopo una mattinata incerta.
Piazza Affari tentenna a -0,20% pari a 23.131 punti, il Dax scende a -0,6%, il Cac 40 di Parigi a -0,44% e il Ftse 100 di Londra a -0,17%.
Ieri il presidente cinese Xi Jinping aveva confermato l'apertura della Cina ai mercati internazionali e, cosa ancora più sorprendente in un'atmosfera da guerra commerciale, aveva annunciato il taglio ai dazi sulle auto importate.

Una serie di misure che permettevano al presidente Usa Donald Trump di considerare vinta, almeno per il momento, la battaglia con Pechino. Ma se la guerra commerciale tra Usa e Cina è stata, per il momento, archiviata, una ben più grave e sanguinosa potrebbe esplodere in Siria. Dopo l'ultimo attacco con armi chimiche che ha causato la morte di oltre 100 persone molte delle quali bambini, gli Usa hanno deciso coinvolgere Francia e Gran Bretagna per una possibile ritorsione.
Immediata la reazione della Russia che ieri ha bloccato una risoluzione dell'Onu che chiedeva una commissione di indagine sugli attacchi chimici di Douma e che dimostri come il governo di Bashar Assad abbia violato la risoluzione Onu 2118 che prevede la distruzione delle armi chimiche presenti in Siria in modo da permettere l'applicazione del Capitolo VII della Carta Onu ovvero quello che autorizza l'uso della forza nel caso in cui la pace collettiva venga minacciata.

Ma Mosca deve combattere anche un altro punto debole, quello del rublo che tocca i minimi dal 2016 penalizzato anche dalla ripresa dell'euro.

Il pericolo nei cieli siriani

Intanto l'Eurocontrol, l'organizzazione europea per la sicurezza dei voli, ha emanato un'allerta sulla zona dello spazio aereo nella regione a causa di "possibili attacchi missilistici sulla Siria nelle prossime 72 ore".
Già da ieri un cacciatorpediniere Usa con missili guidati si stava dirigendo verso le acque siriane; si tratterebbe della risposta forte promessa dal presidente Trump al regime di Assad ma anche della dimostrazione che il disimpegno militare annunciato dallo stesso Trump nelle settimane scorse non avrebbe favorito Assad dandogli mano (quasi) libera.
Una tensione che si proietta anche sui mercati partiti già con una debolezza di fondo in attesa delle parole di Mario Draghi a Francoforte e ancora di più per la pubblicazione delle minute da parte della Fed riguardanti l'ultima riunione in cui si è deciso l'aumento del costo del denaro e che è stata anche la prima dell'era Powell.

Una dimostrazione del rifiuto del rischio arriva anche dall'aumento dell'oro che arriva a sfiorare i 1.350 dollari per oncia. A salire è anche il petrolio con il Brent che si è portato oltre i 71 dollari al barile proprio a causa dell'aumento delle tensioni nella zona mediorientale.
Fonte: News Trend Online

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