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venerdì 20 aprile 2018

La prossima crisi sarà l'ultima

La notizia più importante di questo momento è quella che Bloomberg ci ha fatto conoscere qualche giorno fa: il debito totale globale è arrivato alla cifra sbalorditiva di $237,000 miliardi. La deformazione causata dai tassi d'interesse ultra bassi ha permeato ormai ogni settore dell'economia ormai, saturando di conseguenza tutti quei bilanci che potevano essere ancora ingolfati per permettere ai pianificatori monetari centrali di spostare nuovamente le bolle da un settore dell'economia ad un altro.

La repressione dei tassi d'interesse e le operazioni di supporto ai prezzi del mercato azionario da parte delle banche centrali hanno spinto le grandi aziende a sacrificare i loro bilanci puliti sull'altare dell'ingegneria finanziaria. Così facendo hanno tagliato l'investimento netto delle imprese, preoccupandosi di fare soldi attraverso le distorsioni dei mercati piuttosto che creare qualcosa di "utile" per la maggior parte dei consumatori.
E quindi hanno spostato $15,000 miliardi di flussi di cassa e capacità di indebitamento in riacquisti di azioni proprie, operazioni di fusione/acquisizione, dividendi a pioggia, ricapitalizzazioni, ecc.

C'è da meravigliarsi se la produzione industriale degli Stati Uniti sia al ​​di sotto del livello pre-crisi a fine 2007 e che la produzione industriale totale abbia percorso la linea piatta?
Queste operazioni di ingegneria finanziaria dovrebbero rappresentare il "nobile" miglioramento della produttività e delle efficienze promosse dal cosiddetto mercato aziendale.
E sarebbe così in un mondo di denaro onesto e disciplina finanziaria di libero mercato. Ma è vero esattamente l'opposto sotto l'attuale sistema gestito dai pianificatori monetari centrali all'interno dei palazzi chiamati banche centrali. Le operazioni di fusione/acquisizione, in particolare, sono diventati progetti per la costruzione di imperi sotto l'egida degli amministratori delegati,  i quali tagliano gli investimenti e i costi operativi necessari per giustificare i loro debiti.
E quando questi accordi alla fine falliscono, le montagne di avviamenti create da queste transazioni costose vengono cancellate, mentre gli impianti, le attrezzature e le persone vengono "ristrutturate" in ciò che Wall Street definisce "costi una tantum" che devono essere aggiunti agli "utili" non ricorrenti.

Allo stesso modo, il feticcio dei riacquisti di azioni proprie non riflette il libero mercato, anche se Wall Street proclama che le società stanno "restituendo il capitale agli azionisti" perché rappresenta l'uso "migliore" della liquidità disponibile.
In un mondo tecnologicamente dinamico in cui gli investimenti approvati ex-post dai consumatori attraverso l'acquisto del prodotto, sono una condizione fondamentale per una crescita sostenibile.
Il culto dei riacquisti di azioni proprie dovrebbe essere descritto come il tristo mietitore della finanza aziendale. Agli attuali tassi annualizzati, i riacquisti di azioni proprie a $800 miliardi, più di $2,000 miliardi di operazioni di funzione/acquisizione e centinaia di miliardi di LBO, ricapitalizzazioni e dividendi speciali, inonderanno i canyon di Wall Street quest'anno con $3,500 miliardi di liquidità.
Questa eruzione di ingegneria finanziaria, alimentata dalla repressione dei tassi d'interesse delle banche centrali, ha distorto inevitabilmente il tessuto produttivo delle varie economie mondiali.

Poter accedere ad una fonte presumibilmente inesauribile di prestiti a basso costo ha creato l'incentivo per stimolare quella sempiterna pulsione all'interno dell'animo umano: guadagnare il massimo col minimo sforzo. E così è sembrato quando i mercati azionari ed obbligazionari sono stati trasformati in bische clandestine, vedendo i loro prezzi guidati dalla mania di quei front-runner che compravano oggi quello che le banche centrali avrebbero comprato domani.
I carry trade in questo modo erano da leccarsi i baffi, andando ad appiattire costantemente i rendimenti di quasi tutti i titoli trattati sui mercati.
La proverbiale manna dal cielo era stata calata nientemeno che da banchieri centrali onniscienti in grado di utilizzare la cosiddetta forward guidance per prevedere dove sarebbero andati i mercati.

Si può dire che erano in missione per conto di Dio, anzi con la statistica al loro fianco loro erano Dio. Ma questa illusione dura tanto quanto la consumazione del bacino dei risparmi reali. Perché è stata proprio questa la grande menzogna spacciata dai pianificatori monetari centrali: la loro azione equivaleva nient'altro che a mangiare i propri semi piuttosto che piantarli.
L'inevitabile normalizzazione delle politiche monetarie straordinarie, quindi, è solo l foglia di fico che viene addotta ad un panorama economico in cui gli errori del passato si sono sedimentati e nuovi ne sono stati commessi.

Niente è stato aggiustato, invece tutto è stato deformato. Non è stata la lungimiranza dei banchieri centrali ad innescare la pseudo-ripresa degli ultimi nove anni, bensì la loro sfrontatezza ad andare ad intasare gli ultimi barlumi di sanità di mercato attraverso politiche espansive ed anti-cicliche spericolate.
Ma suddetta pseudo-ripresa era tanto effimera quanto l'evanescenza delle parole proferite dai banchieri centrali durante le loro conferenze stampa.

Proprio perché, come abbiamo visto, chi ha beneficiato della loro manna è stato chi s'è trovato nei canyon dei mercati azionari/obbligazionari; Main Street è rimasto fino all'ultimo a bocca asciutta. Di conseguenza il Picco del Debito è stato adesso esteso a quasi tutto il tessuto economico e l'inversione delle politiche straordinarie detonerà quelle attività artificiali che sono prosperate grazie ai tassi d'interesse ultra bassi.
Con il debito globale in aumento del 42%, o oltre $70,000 miliardi sin dalla crisi finanziaria globale come notato in apertura, i tassi d'interesse non hanno bisogno di aumentare al livello raggiunto nel 2007 e nel 2008 per innescare una crisi.
Quando si hanno $230,000 miliardi di debiti, ogni rialzo dell'1% dei tassi costa all'economia mondiale $2,300 miliardi in pagamenti degli interessi annuali.

Il costo di servire così tanto debito è già superiore ai profitti aziendali di tutto il mondo... e sta aumentando. Il rischio va oltre un rapido crash a Wall Street e uno shock improvviso per il sistema finanziario. Gli Stati Uniti non sono l'unico Paese che distribuisce denaro falso.
Quando gli Stati Uniti spendono soldi all'estero, gli stranieri ricevono dollari. Le banche centrali estere devono creare più delle proprie valute per comprare questi dollari. È così che il mondo intero è stato inondato dalla "liquidità" e perché i mercati azionari mondiali (azioni, obbligazioni e immobili) sono generalmente cresciuti negli ultimi 30 anni.

Le banche centrali straniere hanno amplificato la stampa monetaria della FED con la propria stampa di denaro.
E ora, la liquidità si sta prosciugando. La FED non sta più canalizzando contanti e credito. Anziché acquistare più obbligazioni (quantitative easing), lascia che quelle nel suo bilancio giungano a maturazione senza comprarne di nuove (quantitative tightening).
E mentre i tassi sono ancora vicini ai minimi storici, la FED ha iniziato a "rialzarli".
Anche altre banche centrali stanno iniziando a tirare i remi in barca. Non ci vorrà molto prima che provochino il panico.

PERCHÉ I TASSI AUMENTANO

Nelle scienze naturali uno scienziato può isolare vari elementi, tuttavia non conosce le leggi che li governano.

Tutto ciò che può fare è fare ipotesi facendo riferimento alla legge che governa il comportamento dei singoli elementi. Contrariamente alle scienze naturali, gli elementi relativi all'azione umana non possono essere isolati e suddivisi in elementi semplici. Le realtà dell'azione umana è composta da fatti storici complessi che sono emersi da molti fattori causali.
Malgrado ciò possiamo definire la caratteristica distintiva e il significato dell'azione umana. Ad esempio, le persone sono impegnate in una varietà di attività: possono svolgere lavori manuali, guidare automobili, camminare per strada, o cenare nei ristoranti. La caratteristica distintiva di queste attività è che sono tutte "finalizzate a qualcosa".
Inoltre possiamo stabilire il significato di queste attività: il lavoro manuale può essere un mezzo affinché alcune persone possano guadagnare denaro, il che a sua volta consente loro di raggiungere vari obiettivi come comprare cibo o vestiti.

Mangiare in un ristorante può essere un mezzo per stabilire relazioni d'affari. Guidare una macchina può essere un mezzo per raggiungere una destinazione particolare. In altre parole, le persone operano all'interno di un quadro di scopi e mezzi; usano i secondi per raggiungere i primi.
Possiamo anche stabilire da quanto sopra che le azioni sono consapevoli e finalizzate.
In qualsiasi momento, le persone hanno un'abbondanza di scopi che vorrebbero raggiungere, ciò che limita la loro soddisfazione è la scarsità di mezzi. Quindi una volta che sono disponibili i mezzi, è possibile soddisfare un numero maggiore di scopi (gli standard di vita delle persone aumentano).

Ciò naturalmente implica anche che con più mezzi a disposizione, diminuisce il costo di investirli per soddisfare gli scopi prefissi. Dal punto di vista tecnic Autore: Francesco Simoncelli Fonte: News Trend Online

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