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venerdì 6 aprile 2018

JP Morgan: in arrivo la peggior minaccia per l'economia mondiale

Venti di guerra tra Usa e Cina, guerra che si sta svolgendo sui mercati. Per JP Morgan Chase International l'intensificarsi delle tensioni e la crescente serie di provvedimenti tariffari tra le due maggiori economie del mondo rischia di tradursi in aumenti sulle tariffe commerciali per centinaia di miliardi di dollari.
Il tutto senza contare le conseguenze anche dirette sulle rispettive economie.

La view di JPMorgan 

Jacob Frenkel, presidente di JPMorgan Chase International non ha dubbi e dichiara
"Penso che oggi l'aumento delle tariffe commerciali fra Usa e Cina sia il più grande pericolo per l'economia mondiale".
Immediatamente dopo è arrivata la rassicurazione: non è ancora una vera propria guerra dal momento che, in considerazione dell'intero ammontare degli scambi tra le due nazioni, si può considerare quanto finora fatto a livello di una schermaglia ma, aggiunge immediatamente, questo non deve far dimenticare un altro grande precedente, quello del disastro del 1931 ovvero quando, per proteggere i posti di lavoro statunitensi, si creò invece un forte catalizzatore per la Grande Depressione.

Un precedente che, sottolinea il numero uno di JPMorgan Chase International deve essere evitato a tutti i costi.
"Un mondo così interdipendente, così interconnesso, non può permettersi di spararsi a vicenda, altrimenti andando avanti secondo la logica dell'occhio per occhio si rischia di rendere tutto il mondo cieco" 
Nel frattempo, il banchiere, che in precedenza era anche consulente economico del Fondo monetario internazionale, ha elogiato le politiche economiche interne dell'amministrazione Trump, in particolare i tagli delle imposte sulle società, il rimpatrio delle entrate mantenute all'estero e la deregolamentazione, tutte misure che sono state accolte con grande entusiasmo da parte delle imprese.

Le ultime evoluzioni

Anche perché, ricorda ancora Frenkel, per avere una ripresa effettiva e vigorosa è necessario che alla base ci siano aziende sane che si espandono, assumono e investono nella ricerca e nel futuro. 
Le polemiche e soprattutto i primi provvedimenti di Pechino contro i dazi voluti dal presidente Usa Donald Trump non sono serviti a nulla: l'inquilino della Casa Bianca risponde colpo su colpo arrivando a raddoppiare la posta.

Nella notte il tycoon ha infatti annunciato altre misure per ulteriori dazi pari a 100 miliardi di dollari sulle importazioni cinesi. Una mossa che ha spaventato i mercati perché presa come ritorsione per le “ingiuste decisioni di Pechino”quindi il primo step dell'effetto domino tanto tenuto.
La prima reazione registrata è quella di un calo del dollaro e di un rafforzamento dello yen (107,374 da 107,37) mentre resta invariato l'euro/dollaro (1,2230 da 1,2238). Un atteggiamento, quello delle valute, che nasce anche in seguito alla risposta della Cina, pronta a reagire a sua volta a quanto fatto da Washington in queste ultime ore e, quindi, ad adottare “nuove contromisure per la difesa dei propri interessi”.
Fonte: News Trend Online

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