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martedì 17 aprile 2018

Intesa: l'accordo con Intrum piace a tutti. Raffica di buy


Prosegue il buon momento in Borsa di Intesa Sanpaolo che, approfittando della positiva intonazione del mercato in generale, continua a spingersi in avanti, salendo per la quarta seduta consecutiva. Dopo aver archiviato la giornata di ieri con un progresso di circa lo 0,3%, il titolo quest'oggi passa di mano a 3,123 euro, a poca distanza dai massimi intraday, con un vantaggio dell'1,53% e oltre 37 milioni di azioni trattate fino ad ora, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 93 milioni di pezzi.

Firmato accordo con Intrum su Npl

Intesa Sanpaolo guadagna terreno dopo aver annunciato ieri, confermando le indiscrezioni circolate nei mesi scorsi, di aver ricevuto un’offerta vincolante da parte di Intrum per l’acquisto dell’attività di servicing, oltre che di un portafoglio di non performing loans da 10,6 miliardi di euro.

L'accordo vincolante è stato firmato questa mattina dopo il via libera del Board della banca.
I termini del deal, in parte già scontati, sono leggermente migliori delle attese secondo gli analisti di Equita SIM. 
Nel dettaglio si tratta di due operazioni e la prima prevede che Intesa Sanpaolo ceda il 51% della piattaforma di servicing ad Intrum ad una valutazione (per l’intera società) di 500 milioni di euro, realizzando una plusvalenza netta di 400 milioni di euro.
La società gestirà i 34 miliardi di euro di sofferenze di Intesa Sanpaolo che trasferirà anche 600 dipendenti.

Il prezzo corrisponde ad un multiplo sulle masse di circa 150 punti base e secondo gli analisti di Equita SIM la valutazione sembra leggermente più favorevole rispetto a quella registrata in operazioni recenti o a quella implicita nei prezzi di mercato dei competitors.

Cessione di un portafoglio di Npl da 10,6 mld di euro 

La seconda operazione riguarda la cessione e la cartolarizzazione di un rilevante portafoglio di crediti in sofferenza di Intesa Sanpaolo.
Quest'ultima venderà 10,6 miliardi di euro di crediti non performanti ad un prezzo di 3,1 miliardi di euro, corrispondenti ad una valutazione di 29 centesimi. 
La cessione dovrebbe perfezionarsi entro novembre, non sono note le asset class cedute, ma secondo Equita SIM è ragionevole ipotizzare che la transazione si perfezioni con una securitization e l’utilizzo di GACS.

Il commento di Equita SIM 

Assumendo che i non performing loans garantiti siano il 70% degli asset del veicolo, il prezzo di cessione di 29 centesimi secondo la SIM milanese è leggermente migliore di quello che risulterebbe dalle condizioni di mercato, anche tenendo conto della dimensione dell’operazione che rappresenta il terzo maggiore ticket sul mercato dopo Banca Monte Paschi e Unicredit.
Secondo gli analisti di Equita SIM la cessione di crediti no performanti consente ad Intesa Sanpaolo di abbassare del 30% lo stock e raggiungere la metà dell’obiettivo di taglio di 26 miliardi delle esposizioni non performanti previsto dal piano industriale.
Non cambia intanto la strategia della SIM milanese che sul titolo mantiene fermo il rating "hold", con un prezzo obiettivo a 3,4 euro.

Cauta la view di Mediobanca

Cauto anche il giudizio di Mediobanca Securities che non modifica il suo rating "neutral", con un target price a 3,3 euro.

Gli analisti giudicano positivamente il deal che è in linea con le priorità di Intesa Sanpaolo, ossa ridurre il profilo di rischio e utilizzare la plusvalenza al fine di sostenere il dividendo 2018.

Bullish la strategia di diverse banche d'affari 

A puntare su Intesa Sanpaolo è invece Bank of America-Merrill Lynch che invita ad acquistare con un target price a 3,5 euro.
Gli analisti evidenziano che il prezzo di cessione dei 10,8 miliardi di crediti non performanti, pari a 0,29 euro, è ben più elevato dei 13 centesimi ottenuti da Unicredit nell'operazione Fino.
Gli analisti fanno notare inoltre che Intesa Sanpaolo ha sempre realizzato ritorni più elevati del settore bancario, grazie al focus sull'efficienza e sul taglio dei costi e al forte management.


Anche per questo motivo il titolo resta il preferito di Bank of America nel settore bancario europeo.
Una conferma bullish arriva anche da Citigroup che dopo aver definito come positiva la notizia relativa all'offerta di Intrum, ha reiterato il rating "buy" su Intesa Sanpaolo, con un fair value a 3,5 euro.
La stessa indicazione "buy" giunge dai colleghi di Ubs che fissano un prezzo obiettivo a 3,35 euro, puntando l'accento sul mix interessante di ritorni in crescita e capacità di dividendo.

La banca elvetica segnala che l'accordo con Intrum ha impatti positivi in termini di conto economico di Intesa Sanpaolo.  
Secondo gli esperti di Credit Suisse il deal potrebbe ridurre l'Npe ratio lordo della banca dall'11,9% al 9,6%, con un impatto limitato sulla copertura delle esposizioni non performanti.

La banca elvetica definisce conservativa la plusvalenza di 400 milioni di euro attesa da Intesa Sanpaolo, su cui gli analisti ribadiscono la raccomandazione "outperform", con un target price a 3,6 euro.
Fonte: News Trend Online

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