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martedì 10 aprile 2018

I protagonisti del nuovo futuro della Cina


L'ascesa della Cina come potenza economica mondiale è un dato indiscutibile a prescindere dalla presenza di un hard o soft landing all'orizzonte. E lo stesso dicasi del fabbisogno energetico che da qui in futuro sarà necessario a Pechino per mantenere il suo status. Come sottolinea il report di Maxx Chatsko, l'Agenzia internazionale dell'energia prevede che il consumo energetico cinese, già ai vertici della classifica globale, raddoppierà tra il 2040 e il 2040.

Il primo pensiero tra le risorse energetiche va a quelle atomiche.

Il paese ha 38 reattori nucleari in funzione oggi e 20 in costruzione secondo la World Nuclear Association, un numero che rappresenta il 35% di tutti i reattori in costruzione a livello globale. Quando tutti i reattori saranno in azione, la nazione deterrà circa 88 gigawatt di capacità di energia nucleare.
È esattamente il catalizzatore che molti investitori hanno cercato per Cameco ( NYSE: CCJ ) specializzato nella ricerca di uranio e che ha subito un forte calo della domanda (-34%)proprio a causa della chiusura degli impianti in Giappone, negli Stati Uniti e Germania.

A poco sono serviti i tagli ai costi e ai siti meno produttivi. Sfortunatamente, la Cina sta acquistando la maggior parte della sua fornitura di uranio dal Kazakistan , il principale fornitore mondiale. Il che tarpa le ali direttamente alla fonte.
Per questo motivo la maggior parte degli analisti resta dell'idea che il GNL offra migliori opportunità per gli investitori.
Nel 2017 il commercio mondiale di GNL ha superato le proiezioni del 26%. Il principale catalizzatore: proprio le importazioni cinesi, che sono arrivate a poco meno di 40 milioni di tonnellate l'anno scorso. Contro le 10 del 2010 e le 20 del 2015 anche se, volendo allargare l'orizzonte, il paper ricorda come l'aumento della domanda di gas in Cina sia stato costante per tutto l'ultimo secolo, a prescindere dagli ambizioni piani sull'energia nucleare che potrebbero non essere attuabili nell'immediato.
Royal Dutch Shell ( NYSE: RDS-A ) ( NYSE: RDS-B ) è uno dei titoli meglio posizionati sulle future scelte cinesi visto che è presente in Australia a sua volta grande fornitrice di Pechino.

Nello specifico con il progetto Prelude situato a circa 125 miglia al largo della costa dell'Australia, produrrà qualcosa come 3,6 milioni di tonnellate di GNL, che potrebbero fornire tutta la domanda annuale di gas naturale di Hong Kong. L'altra preferenza di Chatsko va a Total SA ( NYSE: TOT ) che ha recentemente acquisito Engie.
Una mossa che permetterà al colosso dell'energia francese di diventare la seconda società al mondo nel GNL, aiutato anche da una partecipazione azionaria nell'impianto LNG sulla costa del Golfo Americano, che avrà una capacità totale di 15 mtpa. Dando l'acquisizione per certa, le operazioni integrate di GNL potranno generare un flusso di cassa operativo di $ 3 miliardi entro il 2020.

Altro leader ma questa volta nel LNG americano è Cheniere Energy ( NYSEMKT: LNG ) il quale può vantare l'accordo annunciato a inizio febbraio per la fornitura a lungo termine con China National Petroleum Corporation per la spedizione di 1.2 mtpa in Cina dal 2023 al 2043 dall'impianto Sabine Pass e successivamente dal suo impianto di liquefazione Corpus Christi, che è ancora in costruzione.
Le spedizioni inizieranno quest'anno. Il punto di forza dell'accordo non è solo un contratto sul lungo periodo ma anche il fatto che si snoda su tariffe prevalentemente fisse; tutto questo fornisce una sicurezza indispensabile per poter tagliare i debiti cntratti dall'azienda per la costruzione dei terminali, infrastrutture costose per antonomasia.
Fonte: News Trend Online

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