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mercoledì 18 aprile 2018

Gestori ancor più cauti. Mercato toro verso la fine: ecco quando


Sulla scia delle indicazioni già emerse in occasioni delle rilevazioni precedenti, i gestori assumono un atteggiamento sempre più prudent sui mercati azionari. 
Dal consueto sondaggio mensile realizzato da Bank of America-Merrill Lynch, ad aprile è emerso che i fund manager riservano uno spazio più ampio alla liquidità in portafoglio, visto che la quota detenuta in cash è salita al 5% rispetto al 4,6% di marzo.

Una mossa da ricondurre principale all'aumento delle tensioni geopolitiche su più fronti nelle ultime settimane. Non a caso dal sondaggio è emerso che quasi il 40% degli interpellati vede il principale rischio per i mercati finanziari nella minaccia di una guerra commerciale. 
Tra i fattori di pericolo poco più del 20% dei fund manager teme un possibile errore da parte della Fed e della BCE nell'adozione di una politica monetaria più restrittiva.

Solo il 10% tema una crisi di liquidità provocata dalla struttura dei mercati cui seguono altri rischi quali un crash dei titoli tecnologici, un sell-off sul credito per via di un balzo del tasso Libor, e infine una svalutazione inaspettata dello yuan. 
Contestualmente all'aumento della quota cash in portafoglio, si è avuta una netta riduzione di quella destinata alle azioni, basti pensare che ad aprile si è scesi al 29%, il livello più basso degli ultimi 18 mesi, rispetto al 41% di marzo.


Questa minore esposizione all'equity è da ricondurre ad una aspettativa più contenuta sui profitti societari e sulla crescita economica. Dall'indagine di questo mese è emerso infatti che solo il 5% degli intervistati è pronto a scommettere su un rafforzamento della congiuntura globale nei prossimi 12 mesi.
Con riferimento allo stesso arco temporale, oltre l'80% prevede invece un incremento dell'inflazione. 
A livello settoriale i fund manager segnalano di non essere mai stati così sovrappesati sui tecnologici nell'ultimo decennio. Il 64% di loro ha fatto sapere che tale strategia sarà prontamente modifica, con un passaggio ad "underweight", nel caso in cui ci dovessero essere interventi in termini di antitrust, tassazione e regolamentazione.


Quanto invece alle operazioni di trading più attive, si segnala la scommessa long sui titoli del settore tecnologico, anche se la stessa è in contrazione ad aprile rispetto ai mesi passati. A seguire troviamo le operazioni short sul dollaro, mentre ci si muove in direzione opposta, cioè long, sui corporate bond, stando alle indicazioni pervenute da oltre il 10% degli interpellati.

Dal sondaggio realizzato da Bank of America-Merrill Lynch, questo mese emerge indubbiamente un atteggiamento decisamente meno bullish sull'azionario. Per i gestori il mercato toro iniziato nel 2009 non è ancora finito, ma la conclusione dello stesso non dovrebbe avvenire molto più in là nel tempo.


Se da una parte l'idea è che il picco dei mercati non sia stato ancora raggiunto, dall'altra è diffusa la convinzione che ciò possa avvenire tra la seconda metà dell'anno in corso e il prossimo. 
In particolare il 40% degli interpellati vede la morte del toro nel secondo semestre del 2018, mentre il 39% prevede che ciò avvenga non prima del 2019 o anche oltre. 
Fonte: News Trend Online

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