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giovedì 12 aprile 2018

Crolla il rublo, intanto Londra invia i sottomarini in Siria


La Siria continua a creare incertezze sui mercati. Alle 11.20, infatti Piazza Affari registrava un attivo dello 0,4% pari a 23.100 punti ma sia il Ftse 100 di Londra che il Dax di Francoforte ondeggiavano sulla parità con una propensione al territorio negativo seppur in maniera frazionale (-0,01%).
Unica eccezione, in negativo, il passivo dello 0,05% del Cac di Parigi. 

La situazione

Ma non sono solo i mercati a pagare il pegno delle tensioni internazionali. Anche la Russia deve subire le conseguenze di una situazione che ha contribuito a creare in prima persona: il rublo, infatti, ha iniziato una lunga escalation che lo ha portato a perdere il 5% sul dollaro.

Numeri alla mano, alle 11.30 circa il cambio USD/RUB era pari a 62,1565 in calo dello 0,42% mentre l'EUR/USD arrivava a 1,2338. 
A conferma della situazione anche l'aumento del rendimento sui decennali di Mosca arrivati all'8%, il tutto in una nazione che ha una Banca Centrale in lotta con la sua stessa moneta tanto da portare il tasso di interesse al 7,25% su un'inflazione al 2,4%.
A potenziare la deflagrazione è stato anche l'atteggiamento politico del Cremlino che ha assunto un approccio addirittura minaccioso confermando il possibile abbattimento di tutti i missili Usa lanciati contro la Siria e la distruzione anche delle basi dalle quali sono stati inviati. Dichiarazioni che hanno peggiorato la tensione già presente da tempo tra i due paei e a cui Washington ha risposto confermando nuove sanzioni all'ex Unione Sovietica.

Tutti elementi che hanno fatto salire anche i CDS a 5 anni al 10% dal 6% registrato a marzo con un rialzo quasi raddoppiato nel giro di pochi giorni. A poco sono servite le rassicurazioni dei vertici russi che confermavano sostegno alle aziende colpite dalle sanzioni: in apertura di settimana il mercato russo vedeva nomi come En+ e Rusal perdere, la prima il 19 % sulla borsa di Mosca e la seconda, attiva nel settore dell'alluminio quindi un argomento ancora più delicato, addirittura il 50% sulla borsa di Hong Kong e un 23% sul listino russo, tanto da far parlare di un possibile default tecnico in seguito al protrarsi delle sanzioni.

May invia i sottomarini

Tornando alla Siria, le ultime notizie vogliono l'invio da Londra di sottomarini nella zona antistante la Siria da parte della marina inglese.

Il premier britannico Theresa May ha infatti confermato la possibilità di un attacco imminente già da questa notte sebbene lei stessa abbia precisato che il governo non abbia ancora preso una decisione ufficiale su un'eventuale partecipazione ad un'azione congiunta con Francia e Usa nell'ambito di una rappresagli a contro il regime di Assad.
Non aiutano le parole del neo segretario di Stato Mike Pompeo “Stiamo ricostruendo il nostro esercito già di per sé potente e rifinanziando il nostro arsenario nucleare. Abbiamo imposto sanzioni dure ed espulso più diplomatici e agenti russi dagli Usa che in ogni altra epoca, inoltre stiamo finanziando e addestrando la resistenza in Ucraina e Georgia.”
Fonte: News Trend Online

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