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giovedì 5 aprile 2018

CNH Industrial in rally: per gli analisti è un buon affare ora

MPS balza in avanti dopo incontri con investitori della City

05/04/2018 14:59
Banca MPS (+8,8%) balza in avanti all'indomani della serie di incontri tra il top management di Rocca Salimbeni e gli investitori della City. A Londra l'a.d. Marco Morelli e il direttore finanziario Andrea Rovellini, secondo quanto riferiscono fonti finanziarie citate da MF, sono riusciti a trasmettere fiducia sul raggiungimento degli obiettivi del piano di ristrutturazione.
Morelli ha ribadito che l'ipotesi di un nuovo aumento di capitale non è allo studio e che il piano di riduzione degli NPE (Non Performing Exposure, crediti deteriorati) è credibile, con una possibile revisione al rialzo del target.

FCA accelera al rialzo dopo ok cda a separazione Magneti Marelli

05/04/2018 14:57
FCA (+5,4%) accelera al rialzo dopo che il cda ha dato l'ok formale al "piano per separare le attività di Magneti Marelli" e distribuzione delle azioni ai soci FCA. Il board "prevede che la separazione sarà completata per fine 2018 o inizio 2019 e che le azioni di Magneti Marelli saranno quotate presso la Borsa di Milano".
Sergio Marchionne, CEO di FCA ha affermato che "La separazione di FCA e Magneti Marelli è un ingrediente chiave del Business Plan 2018-2022 che verrà pubblicato in giugno".

CNH Industrial in rally: per gli analisti è un buon affare ora

05/04/2018 13:44
Tra le blue chips meglio intonate oggi a Piazza Affari troviamo anche CNH Industrial che sfrutta a dovere l'andamento positivo del mercato e si sintonizza bene con la vivacità che sta interessando tutti i protagonisti della galassia Agnelli, a partire da Fca che mette a segno la migliore performance nel Ftse Mib, con un rally di quasi il 6%. 
CNH Industrial sta vivendo una seduta speculare a quella della vigilia, archiviata con un ribasso di quasi tre punti e mezzo percentuali.

Una flessione che viene quasi interamente recuperata oggi, visto che il titolo passa di mano a 9,834 euro, con un rally del 3,1% e circa 2 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 3,5 milioni di pezzi.

CNH penalizzato di recente dall'addio del CEO e dalla guerra sui dazi

Nell'ultima decade di marzo CNH Industrial è stato penalizzato in primis dalla notizia relativa alle dimissioni del CEO, Richard Tobin, il quale resterà in carica fino al 27 aprile prossimo, giorno in cui saranno approvati i risultati del gruppo relativi al primo trimestre dell'anno in corso.
La notizia dell'uscita dell'AD era senza dubbio inattesa e ha portato un po' di incertezza sul titolo, come previsto dagli analisti di Mediobanca Securities, i quali però ritengono che non ci saranno grandi cambiamenti per la strategia del gruppo.
Intanto a condizionare negativamente l'andamento di CNH Industrial nelle ultime settimane è stata anche la battaglia commerciale tra Stati Uniti e Cina.

Secondo Mediobanca però il titolo ha reagito in maniera eccessiva e anche alla luce del recente calo gli analisti credono che i livelli attuali offrano un interessante punto di ingresso, in vista dei risultati trimestrali che saranno diffusi dal gruppo a fine aprile.

Mediobanca non vede impatti per il gruppo dai dazi già annunciati

Per gli esperti dell'istituto di Piazzetta Cuccia, CNH Industrial non dovrebbe registrare alcun impatto materiale dai dazi annunciati fino ad ora.

La preoccupazione degli investitori è che le nuove tariffe della Cina sull'import di alcuni prodotti Usa, tra cui carne di maiale e soia, potrebbero avere ricadute sul reddito degli agricoltori americani, riducendo di conseguenza la loro capacità di spesa.
Mediobanca però non vede un impatto rilevante, visto che le vendite di soia rappresentano il 12% del totale del reddito cash degli agricoltori Usa e anche ipotizzando vendite pari a zero in Cina, si avrebbe un'incidenza sul reddito degli stessi del 3%.


Ancora più contenuto l'impatto legato alla vendita di carne di maiale, calcolato dagli analisti nell'ordine dello 0,1%, sempre ipotizzando zero vendite alla Cina, ma si tratta di uno scenario poco realistico.

Le ripercussioni legate alle nuove tariffe su acciaio e alluminio Usa

Quanto invece ai dazi annunciati da Trump a inizio marzo su acciaio e alluminio, Mediobanca ha stimato che i costi totali dell'acciaio rappresentino il 5% dei costi dei beni venduti da CNH Industrial, di cui il 20% relativo all'acquisizione della materia prima negli Stati Uniti. 
Nel peggiore dei casi, assumendo un aumento del costo dell'acciaio del 25%, senza nessun addebito ai clienti, si avrebbe un impatto del 4% sull'utile netto del gruppo stimato per quest'anno.


Gli analisti però prevedono un incremento dei costi di circa il 10%-15%, con un'incidenza quindi più contenuta, al 2%, sui profitti di CNH Industrial.
Anche per questi motivi, e alla luce dello sconto a cui tratta il titolo rispetto alla rivale Deere, gli esperti di Mediobanca confermano una strategia bullish, con una raccomandazione "outperform" e un prezzo obiettivo a 13 euro.
Fonte: News Trend Online

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