-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

martedì 17 aprile 2018

C’è voglia di rimbalzo, nonostante tutto


Come era abbastanza prevedibile, i mercati hanno sostanzialmente snobbato il bombardamento missilistico del weekend da parte di USA, Francia e Gran Bretagna su tre obiettivi siriani, classificandolo al pari di uno spettacolo di fuochi artificiali dimostrativi, che forse metterà la parola fine alla presenza occidentale nei giochi di guerra che si svolgono da parecchi anni in Siria.
Anche perché Trump non ha mancato di ribadire la volontà di rimpatriare “molto presto” i 2000 soldati USA oggi presenti in Siria, scontrandosi anche con Macron, che invece ritiene che la presenza occidentale nella regione debba essere confermata, ed è disposto persino a mandare truppe francesi in appoggio a quelle americane.
Se a questo aggiungiamo anche le contestazioni che in patria ha subito Theresa May per aver attuato il blitz senza autorizzazione dell’ONU, abbiamo la chiara impressione che l’Occidente, ancora una volta, mette in mostra disunione e confusione geopolitica e riesce a trovare accordi solo quando si debbono consumare le scorte missilistiche per dare un po’ di beneficio all’industria delle armi.
Il teatro siriano, che Trump vuole abbandonare, a differenza di quanto vorrebbero fare i suoi generali, non è affatto pacificato, ora che Assad ha il pieno controllo della parte occidentale al confine con il Libano e l’ISIS è stato sostanzialmente cacciato.

Esistono due bracieri di conflitto pronti a divampare quando gli americani se ne andranno dalla regione. Uno è costituito dalla presenza dell’Iran, alleato ingombrante di Assad, che nella regione vuole avere una presenza stabile, a differenza dei russi, che si accontentano di esercitare un’influenza esterna.
Ora, con la riconquista piena dei territori occidentali da parte di Assad, la presenza iraniana arriva fino a contatto con Israele, che sembra molto innervosito da una presenza ostile così ravvicinata, e non permetterà che l’Iran fornisca armamenti sofisticati alle truppe libanesi di Hezbollah, da sempre nemiche di Israele.

I recenti attacchi aerei mirati da parte di Israele in Siria sono pertanto destinati ad intensificarsi.
Il secondo fronte che rimane aperto è a Nord-Ovest, nei territori ancora controllati dalle milizie curde, che hanno dato un contributo determinante alla vittoria contro l’ISIS e che sono alla ricerca di uno stato per il popolo curdo ed in eterno conflitto con la Turchia di Erdogan, che ha già mostrato le sue intenzioni bellicose con la conquista di Afrin.
E’ verosimile che senza gli americani a fare da cuscinetto protettivo per i curdi, Erdogan voglia proseguire l’avanzata ed occupare l’ampia zona nord-occidentale siriana, per sconfiggere definitivamente i curdi, che definisce terroristi come l’ISIS.
In questo crogiuolo di ostilità reciproche incrociate, è ben difficile che la Siria esca dalle preoccupazioni geopolitiche tanto presto.

Anzi, tutto fa pensare che la resa dei conti tra i molti attori presenti nella regione porti in futuro nuove puntate di guerra e generi altre imponenti ondate di profughi.
Ma i mercati, si sa, hanno la vista sempre più corta e si preoccupano solo del giorno per giorno.
Pertanto ieri, soprattutto quelli americani, hanno in qualche modo festeggiato i fuochi d’artificio missilistico.
Hanno contribuito alla festa anche le prime trimestrali bancarie, molto positive, che hanno dato sostegno del rimbalzo dei listini. L’indice principale SP500 ha potuto così completare ieri quel che le incertezze di venerdì avevano impedito, ovvero il superamento delle prime importanti resistenze.

Infatti con un rialzo di +0,81%, ha ripreso il cammino rialzista ed ha chiuso la seduta a 2.678, al di sopra della resistenza di 2.675. Lo sfondamento è stato anche più significativo nella prima parte della seduta, in cui si è raggiunto un massimo oltre 2.686, ma la seconda parte ha visto qualche presa di beneficio da parte di chi si attendeva le nuove sanzioni americane alla Russia, promesse dalla rappresentate all’ONU Haley, che però non sono arrivate.
Ora anche i grafici sembrano appoggiare l’ipotesi di estensione del rimbalzo, almeno nel breve periodo, sempre che non arrivino notizie in grado di annullare la positività che le trimestrali di questa settimana dovrebbero infondere ai listini.
SP500 oggi ha innanzitutto il compito di confermare il superamento della resistenza di 2.675, attuato ieri, e dirigersi verso i prossimi obiettivi.

Il primo è la media mobile a 50 periodi, che passa nei pressi di 2.690 ed è orientata al ribasso. Il secondo è il gap rimasto ancora aperto dal 22 marzo scorso nell’area compresa tra 2.696 e 2.710. Il terzo è a 2.740, dove transita la trendline discendente che unisce i due massimi da cui sono partite le due violente gambe ribassiste di febbraio e di marzo.
Le borse europee sono partite in rialzo, ma poi hanno perso la baldanza iniziale, frastornate dal caos comunicativo delle cancellerie occidentali, ed hanno chiuso con modesti e non preoccupanti cali.

La migliore è stata ancora una volta Piazzaffari, con il Ftse-Mib che è riuscito a chiudere invariato, grazie al contributo positivo dei bancari, trascinati dalla ottima trimestrale presentata da Bank of America, che ha aumentato i profitti grazie al taglio fiscale di Trump. Che cosa c’entri la trimestrale di Bofa con le banche italiane, che peraltro non hanno alcun taglio fiscale che ne favorisca gli utili, è un mistero che è tempo perso cercare di risolvere.

Le borse vivono di pretesti. E tra questi secondo me c’è anche la pantomima dei due baldi giovani Salvini e Di Maio, che continuano a mettere in luce il loro alto profilo istituzionale, inscenando al Vinitaly di Verona (…che abbiano ecceduto nelle degustazioni?) una lite tra comari a breve distanza.
Ora Mattarella dovrà dare un incarico esplorativo, probabilmente a Casellati, avvocato di Berlusconi oltre che paracadutata alla Presidente del Senato Casellati, servitrice dello Stato e del Berlusca. Così passerà il tempo in attesa del risultato delle elezioni in Molise e Friuli, dopo di che Salvini dovrebbe mollare la banda d’Arcore e sposare Di Maio.

Così i tempi della crisi si allungano. La love story dei mercati con il mesto Gentiloni, usato sicuro, può pertanto continuare.
Autore: Pierluigi Gerbino Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.