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lunedì 23 aprile 2018

Buffett non investe in oro. Perchè?


Diversificazione del portafoglio, copertura contro l'inflazione ma anche un valore aggiunto perché (si sa) l'oro non perde mai la sua brillantezza sul lungo periodo, anche se capitano momenti di difficoltà. Eppure uno dei più grandi investitori di tutti i tempi, Warren Buffett a capo di un colosso come la Berkshire Hathaway ( NYSE: BRK-A ) ( NYSE: BRK-B ), colosso da lui creato, non prende in considerazione l'oro.

Cosa preferisce Warren Buffett

Solitamente Warren Buffett preferisce le società, quelle solide oppure quelle i cui fondamentali o le potenzialità sono ancora forti ma che, per un motivo o per l'altro, si trovano in cattive acque.

D'altra parte tutti conoscono la sua celebre frase: sii avido quando tutti hanno paura e timoroso quando tutti dono avidi. Per l'oracolo di Omaha evidentemente l'oro e gli altri metalli preziosi non hanno la capacità di “produrre”altri beni. Anche per questo motivo lui da sempre predilige, per l'appunto, le attività produttive perché, oltre al valore in aumento nel tempo, creano de facto altre potenziali leve di investimento come, per esempio, i dividendi, i premi assicurativi, gli affitti immobiliari.

Grande simpatia sembra esserci anche per gli investimenti denominati in valuta che hanno il vantaggio della liquidità, il che significa che possono essere rapidamente venduti al loro valore di mercato completo se necessario. Aziende da acquistare e partecipazioni in grandi colossi del mercato hanno portato il portafoglio della Berkshire ad avere (ad aprile 2018) oltre 60 società controllate.
Ma perché tanta diffidenza su un bene che, paradossalmente, sembra essere il più sicuro di tutti visto che ha una storia millenaria ed è visto come elemento di ricchezza e valore dalla notte dei tempi? Nella sua lettera del 2011 agli azionisti della Berkshire Hathaway , Buffett ha sottolineato che l'oro è l'investimento da chi teme i lati negativi della carta moneta, primo fra tutti l'inflazione.

Perchè l'oro non piace a Buffett

Ma se da un lato ha ragione nel guardare all'inflazione e alla perdita di potere d'acquisto come un fattore negativo, dall'altra ammette che l'oro non è "procreativo".

In altre parole, l'oro non produrrà mai altro oro, o qualsiasi altra cosa di valore. Al contrario, fa notare Matthew Frankel, un pozzo petrolifero produrrà un flusso di capitale prezioso, con il quale si potranno avere degli utili e anche dei dividendi.
Lo stesso dicasi per una società che produce vestiti o altri beni di consumo. Ma un'oncia d'oro sarà la stessa fra 400 anni. Inoltre Buffett ha sempre avuto una domanda spiazzante per tutti: a cosa serve l'oro? IN altre parole: qual è il suo uso pratico? Se il rame e l'alluminio, altri beni “improduttivi” nell'ottica di Buffett dal momento che non producono nulla, vengono largamente utilizzati nell'industria, l'oro non ha questa caratteristica.

Azi, il suo uso in quest'ambito è minimo. L'osservazione da lui fatta è lampante: l'oro viene estratto dalla terra e poi seppellito in una banca e sorvegliato. Per lo più a pagamento. 
Perciò, fatto pari il valore del capitale in mano a due gruppi immaginari di investitori, il primo con tutto l'oro del mondo in portafoglio e il secondo con l'equivalente in terreni, e azioni, i secondi avrebbero il valore del momento ma anche i frutti (in tutti i sensi) creati da un lato dalla terra e dall'altro dagli investimenti del capitale generato dalle industrie cui facevano capo le azioni.

Fonte: News Trend Online

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