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martedì 10 aprile 2018

BORSE EUROZONA - E' il momento di puntare sulla bassa volatilità



FATTO
Nei prossimi giorni saranno verificate le capacità del mercato azionario europeo di tenere le posizioni di fronte ad un possibile peggioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Cina: dalla guerra commerciale si potrebbe passare alla guerra valutaria.

Sembra che la Banca Centrale di Pechino stia studiando una graduale svalutazione dello yuan, in risposta ai dazi in arrivo su circa 150 miliardi di esportazioni cinesi. La valuta cinese ha reagito alle indiscrezioni di Bloomberg annullando stamattina i guadagni su dollaro.

Il retroscena non è da prendere sottogamba perché nei prossimi giorni il dipartimento del Tesoro di Washington pubblicherà, all'interno di un report dedicato all'interscambio, la lista dei Paesi che manipolano la valuta per ottenere vantaggi commerciali.

Se la Cina, già accusata di essere sleale in molti ambiti, fosse bollata come "manipolatrice", si aprirebbe un nuovo fronte critico, nella relazione tra la prima e la seconda potenza economica. Secondo gli economisti di ING, che all'argomento dedicano stamattina un approfondimento, questa possibilità non è affatto remota.

Già domani, si avrà modo di verificare quali siano le intenzioni della Cina: il presidente Xi Jinping interviene al forum di Boao, la risposta cinese a Davos.

Trump ha detto che sarà sempre amico del presidente cinese, qualsiasi strada imbocchino le relazioni tra i due Paesi, ma non è detto che Xi la pensi allo stesso modo.

Le guerre commerciali, che rischiano di trasformarsi in guerre valutarie, potrebbero mettere in allarme i mercati questa settimana: un nuovo "fastidioso" risveglio della volatilità è da tenere in considerazione.

L'indice Vix (cosiddetto della paura), che misura il prezzo delle opzioni sulle azioni dell'indice S&P500, uno dei più importanti del mondo, è schizzato a quota 20 nel mese di marzo da 11 di dicembre 2017 (+80%), segnalando in parole povere che le escursioni delle borse, in un senso o nell'altro oggi sono circa doppie rispetto a un trimestre fa.

EFFETTO
Il risparmiatore che vuole alzare il livello di protezione, mantenendo in ogni caso una posizione sulle Borse europee, può prendere in considerazione il seguente ETF:

SPDR EURO STOXX Low Volatility
Codice Isin IE00BFTWP510
(ELOW.MI)

Negli ultimi dodici mesi questo strumento ha guadagnato circa il 4,5%, posizionandosi al primo posto nella classifica stilata dall'inserto Plus de Il Sole 24 Ore di questo sabato relativa alle performance degli ETF smart beta - low volatility.

Da inizio 2018 perde lo 0,8% contro il -2,5% registrato dall'indice globale Eurostoxx.

Lo strumento punta a replicare la performance delle 100 principali azioni quotate nell'Eurozona che hanno storicamente dimostrato di avere bassa volatilità, raggruppate nell'indice Eurostoxx Low Risk Weighted 100. Non distribuisce dividendo. Costo annuale 0,30%.

L'indice Eurostoxx Low Risk Weighted 100 è riuscito a performare meglio dell'indice globale a partire dal 2002, come evidenzia il grafico allegato.
















L'elenco aggiornato delle prime dieci è il seguente. Da notare la presenza della nostra ENI (ENI.MI) e l'assenza di titoli bancari
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