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martedì 24 aprile 2018

Borse a due velocità: deludono i dati macro. STM soffre a Milano


Dopo due sedute consecutive in calo, la piazza azionaria giapponese è riuscita a trovare gli spunti giusti per risalire la china. L'indice Nikkei 225 è salito dello 0,86%, snobbando la chiusura debole di Wall Street e beneficiando invece dell'indebolimento dello yen nei confronti del dollaro.
Contrastate le Borse europee che dopo un avvio incerto non riescono a muoversi tutte nella stessa direzione.
Il Ftse100 e il Dax30 salgono rispettivamente dello 0,27% e dello 0,35%, mentre il Cac40 resta indietro con un frazionale calo dello 0,07%. 
Sul fronte macro in Francia è stato diffuso l'indice relativo alla fiducia delle imprese che ad aprile è sceso da 110 a 109 punti, mentre le attese erano per una conferma della lettura precedente.
A deludere anche l'indice IFO in Germania che ad aprile è calato da 114,7 a 102,1 punti, a fronte della previsione di un ribasso meno marcato a 103 punti.


In Italia invece la fiducia dei consumatori a marzo è scesa da 117,,5  117,1 punti, superando le aspettative del mercato che si era preparato ad un ribasso a 116,8 punti.
Intanto si muove nel segno dell'incertezza Piazza Affari dove il Ftse Mib dopo un massimo intraday a 24.004 punti si è riportato a ridosso di area 23.950, con un frazionale ribasso dello 0,08%.
Tra le blue chips più penalizzate dalle vendite troviamo STM che accusa una flessione di quasi il 2% dopo che ieri AMS, uno dei fornitori di Apple, ha lanciato un alert sui ricavi di quest'anno che saranno più bassi del previsto, complice un calo della domanda.
In rosso dell'1,21% Mediaset in attesa dei risultati del primo trimetre, mentre cala dello 0,27% Saipem dopo che il gruppo ha chiuso i primi tre mesi dell'anno con una perdita netta di 2 milioni di euro, a fronte di ricavi in calo meno del previsto.


Nel settore oil si mantiene a galla ENI ce oscilla intorno alla parità, mentre Tenaris arretra di quasi mezzo punto, malgrado il recupero del petrolio in direzione dei 69 dollari al barile.
A due velocità i bancari con Bper Banca e Banco BPM in rosso rispettivamente del 2,05% e dello 0,8%, mentre Unicredit resta sui valori del close di ieri, preceduto da Intesa Sanpaolo e Ubi Banca che guadagnano lo 0,15% e lo 0,33%, ma ad avere la meglio nel settore è Mediobanca con un progresso dello 0,62%.
La migliore blue chip è Salvatore Ferragamo con un rialzo del 2,58%, e nel comparto del lusso si muovono in positivo anche Moncler e Luxottica, con un vantaggio rispettivamente dello 0,65% e dello 0,31%. 
Sul fronte macro Usa oltre all'indice Redbook relativo alle vendite al dettaglio nelle maggiori catene Usa, si segnala l'indice S&P Case-Shiller che a febbraio dovrebbe mostrare una variazione positiva del 6,3% su base annua, rispetto al 6,4% del mese precedente.


Per le vendite di nuove case a marzo si prevede un incremento da 618mila a 629mila unità, mentre l'indice relativo alla fiducia dei consumatori ad aprile dovrebbe calare da 127,7 a 125 punti. 
Da segnalare prima dell'apertura di Wall Street i risultati del primo trimestre di 3m e di Biogen con un eps atteso a 2,3 e a 5,95 dollari, mentre Caterpillar e Coca-Cola dovrebbero riportare un utile per azione pari rispettivamente a 2,11 e a 0,46 dollari.
Per i conti di Eli Lilly e Lockheed Martin si prevede un eps pari a 1,13 e a 3,43 dollari, mentre dalle trimestrali di United Technologies e Verizon Communication ci si attende un utile per azione di 1,52 e di 1,1 dollari.


A mercati chiusi si guarderà ai conti di Amgen e di Texas Instruments che per non deludere le attese dovranno centrare l'obiettivo di un eps pari a 3,24 e a 1,11 dollari.
Fonte: News Trend Online

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