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lunedì 9 aprile 2018

Bitcoin: Soros cambia la prospettiva d’investimento

Cambi di rotta nelle politiche d’investimento del guru ungherese
Il Bitcoin continua a scendere.
Oggi tocca quota 6891 dollari, in calo di 4,45 punti percentuali solo nell’ultima settimana.
Se da un lato non sorprende un trend decrescente cui la moneta digitale più famosa al mondo ha tristemente abituato nel 2018, dall’altro non sorprende neanche la decisione del guru della finanza, George Soros, d’ investire nella criptovaluta nakamotiana.
Non può non ricordarsi il diktat pronunciato dal vate ungherese in cui affermava che le criptovalute fossero “una tipica bolla”; adesso sembra che questa bolla sia diventata un’interessante opportunità d’investimento.
Vediamo perché.
Nel discorso tenuto da Soros a Davos, non più tardi di fine gennaio, si registra una perdita valoriale del Bitcoin di ben 41 punti, arrivando fino a 6600 dollari. Una flessione da non sottovalutare per il magnate naturalizzato statunitense, che se in un primo momento si era mostrato propenso ad abbracciare la tecnologia della blockchain, oggi sembra auspicare un’apertura verso il mondo cripto a 360°.
È notizia recente (Bloomberg) che Adam Fisher, n.1 del Soros Fund Management con delega ai grandi investimenti, abbia ricevuto luce verde per iniziare a operare il trading sulle criptomonete.
Ovviamente si tratta di rumours, non essendoci conferme da fonti ufficiali.
Quel che colpisce è come una simile voce sia venuta fuori, essendo difficile creare ad arte false notizie contro un personalità importante come Soros.
Al riguardo, giova ricordare come Soros non sia stato affatto al di fuori del mondo cripto negli ultimi anni.
Sì perché, proprio alla fine del 2017 ha acquisito partecipazioni rilevanti in Overstock.com,  portale on line settore discount che da agosto dello stesso anno ha inaugurato il trend di venditori retail che accettano pagamenti in BTC.
Divenendo il terzo azionista di Overstock, il magnate ungherese ha in qualche maniera significato un certo interesse indiretto verso le criptovalute, per cui non sembra incoerente la scelta (tutta da dimostrare) di cominciare a investire su Bitcoin e affini ora che il comparto fintech naviga verso mari in tempesta.
L’interesse non manifesto di Soros verso la tecnofinanza si intuisce anche riportando che lo stesso tycoon aveva lanciato un progetto di exchange per valute digitali attraverso Ico. Tale iniziativa è stata bocciata dalla Sec, con la conseguenza che il titolo di Overstock ha conosciuto un crollo del 40%.
Tutto questo porterebbe a pensare a un interesse non manifesto e celato (neanche troppo) di una delle personalità più importanti in ambito finanziario a livello globale. Spesso si è consumata molta letteratura giornalistica su balene e speculatori vari in riferimento al mondo cripto.
Adesso sembrerebbe che quell’alone complottista, spesso esagerato, che ha alimentato il dibattito sulle monete digitali, trovi un minimo di cittadinanza negli avvenimenti recenti.
È presto per dirlo ma, se altri, come Warren Buffett, sono rimasti coerenti e non hanno mai cambiato la propria prospettiva di investimento, a breve si potrebbe assistere a sorprendenti cambi di rotta in seno ai grandi gruppi d’investimento.
Questo, sempre aspettando quella futura ma presente regolamentazione che non tarderà ad arrivare.

This article was originally posted on FX Empire

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