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mercoledì 18 aprile 2018

Banche Italiane: per Société Générale si può essere ottimisti


Buone notizie per le banche italiane da tempo in lotta con i crediti deteriorati e le nuove norme europee: Société Générale vede di buon occhio l'intero settore anche in virtù di quel +7% registrato da gennaio.

Il quadro della situazione

A quanto pare il fantasma delle elezioni prima e della stasi politica poi, non sembra avere destabilizzato più di tanto l'ottimismo degli esperti, un ottimismo che potrebbe proseguire nel resto dei prossimi mesi.

La conferma arriverebbe anche dalla revisione, in positivo, di rating e target price dei maggiori istituti tricolore. Il primo della lista è Banco Bpm consigliato per l'acquisto (Buy) con target price di 4,10 euro, ottimismo che resta nonostante la revisione in calo del 5% dell'utile per azione (eps) rettitificato nel 2018-2020 e che si basa anche su un rendimento al 5,2% nel 2018 e al 5,9% nel 2019.
Sul podio anche Bper Banca anche lei un Buy (t.p 6 euro) e anche per lei un ribasso, questa volta del 4%, sulla stima dell'utile per azione rettificato 2018-2020. La cedola conferma un 3% nel 2018 e un 4,2% nel 2019. Tra i Buy anche Ubi Banca (target fissato a 5 euro) con rendimento al 3,9% nel 2018 e 5,7% nel 2019.
Entusiasmo in calo per Intesa SanPaolo che si ferma ad un rating Hold con prezzo obiettivo 3,10 euro, troppi i costi presenti tra le voci di spesa e poco sembra aver influenzato la cedola al 6,3% nel 2018 e 7,2% nel 2019.

Hold anche per Unicredit (t.p 18,5 euro) che presto, secondo le previsioni degli esperti, dovrà affrontare minori ricavi. Per la banca italiana si parla di un rendimento del 2% nel 2018 e al 3,6% nel 2019.

La view di Dbrs

Gli istituti di credito tricolore sono anche sotto lo sguardo anche degli analisti di Dbrs i quali, di fronte ad una crescita economica modesta, si potrà invece sperare in una ripresa del mondo del lavoro, in una maggiore competitività delle imprese e ad una politica monetaria accomodante anche dopo la fine del Qe.

Per quanto riguarda invece il sistema bancario, le attese prevedono un rafforzamento generalizzato soprattutto grazie al lavoro fatto per ridimensionare l'alto livello di Npl, livello che resta comunque superiore alla media europea con l'11,8% del'Italia contro il 4% dell'Europa. Indispensabile resta però un ridimensionamento anche del numero degli istituti, attualmente troppo numerosi rispetto al resto dell'Unione Europea ma per un'azione completa a sua volta è altrettanto necessario ripulire i conti anche delle banche più piccole, solitamente preda degli istituti maggiori i quali, però, non sarebbero più disposti ad azioni di acquisizione verso piccoli soggetti i cui conti non sarebbero affidabili.
Crescita sostenibile, dunque, che non dovrebbe essere influenzata più di tanto, dall'incertezza politica.
Fonte: News Trend Online

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