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mercoledì 11 aprile 2018

Banche italiane, croce e delizia


Durante la crisi del 2008, seppur evidenziando un aumento nella difficoltà a riscuotere i debiti, le banche italiane riuscivano a chiudere abbondantemente in utile i bilanci.
La seconda crisi del 2011 invece, causa l'esplosione del debito sovrano, il declassamento del rating dell'Italia e l'acquisto di debito italiano (i BTP in pancia alle banche italiane arrivarono a raddoppiare dopo il 2011), vede il crollo delle banche italiane in alcuni casi con valori di borsa dimezzati.
Pertanto, le banche hanno pagato a caro prezzo la crisi.
Il 2016 per via della crisi degli NPL, vede le banche italiane ancora in rosso.

L'inversione del trend sembra esserci stata nel 2017.
La politica delle banche, nonostante il QE in atto da parte della BCE è stata quella di ridurre i prestiti per evitare rischi eccessivi. Ancor oggi il livello dei prestiti è su livelli più bassi rispetto all'inizio della crisi.
La necessità imposta anche dalla BCE di smaltire gli NPL, ha causato la svendita di debiti a prezzi prossimi al 20-30% del prestito iniziale, con evidenti perdite sui bilanci.

Ma i casi più estremi quali MPS, Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, sono stati saldati anche dallo Stato Italiano. E' di questi giorni la notizia che quei costi andranno ad inficiare il rapporto deficit/PIL e debito/PIL dell'Italia, già su livelli stellari. Parte di quei costi Banca Intesa che ha acquisito Veneto Banca e Popolare di Vicenza è riuscita a farli risparmiare allo Stato italiano, ma il resto rappresenta debito pubblico.
La politica ha avuto un ruolo cruciale in questi anni, l'esito elettorale del 4 marzo ha visto prevalere anche un partito molto contrario alle banche, occorre vedere che scelte farà la politica per capire il futuro delle banche italiane.
La bufera sulle banche italiane non è ancora terminata, a dispetto delle quotazioni di borsa in salita e degli NPL in discesa, anche la BCE evidenzia l'eccesso di concorrenza di banche italiane che nei prossimi mesi ed anni, terminate le ricapitalizzazioni saranno costrette ad ulteriori aggregazioni riducendo la platea a 4-6 gruppi.
Fonte: News Trend Online

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