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venerdì 27 aprile 2018

Alitalia, vendita slitta a ottobre. Lufthansa: "Così com'è non ci interessa"

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Senza un governo espressione del risultato delle urne la vendita di Alitalia, che doveva chiudersi entro fine mese, slitta alla fine di ottobre e conseguentemente il termine per la restituzione del prestito ponte da 900 milioni di euro è rimandato al 15 dicembre. Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi l'atteso decreto per il rinvio delle scadenze per la vendita dell'ex compagnia di bandiera, una decisione che "è conseguente alla situazione politica che stiamo vivendo - ha detto il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda -  ci sono state delle offerte, ora si arriva a una fase di negoziazione più stretta che ha bisogno di un governo nel pieno delle sue funzioni".
"Una fase di negoziazione più stretta presuppone che ci sia un governo, che su questo abbia possibilità di esprimere il proprio orientamento. E' una questione di praticabilità oggettiva della cessione di Alitalia in questa situazione, oltretutto in campagna elettorale sono state espresse opinioni molto diverse sulla vendita di Alitalia", ha ricordato il ministro.
Tra l'altro dal momento dell'accordo per la vendita al trasferimento dell'asset ci vorrebbero 6 mesi, tra antitrust europeo e due diligence" per cui va data "la possibilità agli investitori di interloquire con il nuovo governo". Tra l'altro l'Antitrust Ue lunedì ha annunciato l'apertura di un' "indagine approfondita" sul prestito ponte, per valutare se il prestito all'ex compagnia di bandiera costituisce aiuto di Stato e se sia conforme alle norme Ue in materia di aiuti alle compagnie in difficoltà.
Prestito che, ha riferito Calenda, non è stato intaccato. "Il prestito è sostanzialmente intatto - ha spiegato - I commissari hanno ben operato. Ma è importante dire che la situazione di Alitalia resta nel lungo periodo fragile" perché "è un'azienda piccola che per ridurre le perdite deve fare investimenti significativi, nuovi aerei e un accordo sindacale da concludere nella fase di trasferimento".
Tutto da vedere, dunque, nei prossimi mesi. "Gli interlocutori che abbiamo non sono disponibili ad andare avanti prima che ci sia il nuovo governo". Lo scorso 23 aprile erano arrivate tre offerte per Alitalia. Una è di Lufhtansa, che attraverso il direttore finanziario di Lufhtansa Ulrik Svensson ha ribadito: "Nella situazione in cui Alitalia sembra oggi per noi non c'è assolutamente alcun interesse", ha detto in una call con gli analisti, "abbiamo consegnato un concept paper, è importante sottolineare che non è un'offerta è un concept paper di un'Alitalia molto diversa che potrebbe apparire con costi inferiori e un numero inferiore di aerei e persone".
Una prospettiva che non piace ai sindacati, che nel pomeriggio di giovedì hanno firmato l'accordo sulla proroga del contratto al 31 ottobre. "Riguardo le manifestazioni di interesse per l'acquisto di Alitalia, la Uiltrasporti non fa il tifo per nessuno - spiega il segretario generale Claudio Tarlazzi -  ma certamente lo faremo per chi presenterà il progetto migliore per i lavoratori e per il Paese. Un piano fatto solo di tagli non può essere un progetto di sostegno alle esigenze dell'Italia" che chiede "l'allontanamento definitivo di qualsiasi ipotesi di spacchettamento e di ridimensionamento delle attività e degli organici Alitalia".
Antonella Scutiero

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