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venerdì 9 marzo 2018

Universo Crypto: fra un anno o due resteranno solo i migliori


In questi ultimi giorni la più grande delle criptomonete, il Bitcoin, è stato in grado di perdere il 10% del suo valore in mezza giornata, a (ennesima) dimostrazione della volatilità estrema del settore. Ma partendo dal Bitcoin ed allargando la visuale al resto delle valute virtuali qual è il panorama che si sta disegnando? Un'idea ci arriva da Marco Crotta, fondatore di Blockchain Caffè e del canale Youtube omonimo (Blockchain Caffè) nei quali tenta di spiegare tutto ciò che conosce della materia. 
Si parla tanto di monete virtuali ma da più parti invece si sottolinea che la vera rivoluzione è la tecnologia del Blockchain.

Lei cosa pensa al riguardo
Sicuramente l'avvento della Blockchain è un evento epocale e si stanno studiando molti impieghi alternativi di questa tecnologica. Li chiamo alternativi perchè non dobbiamo dimenticare una cosa: la Blockchain è stata inventata solo per potervi appoggiare Bitcoin (BTC).
Senza Blockchain non ci sarebbe Bitcoin e per molti versi e sotto certe condizioni è vero anche il contrario.
Quella affermazione è espressa sovente da chi non vede di buon occhio le criptovalute ma deve obiettivamente riconoscere che c'è dello straordinario in quello che è stato possibile realizzare finora e sicuramente in quello che si potrà fare in un prossimo futuro.

Ma la cosa che ancora non è compresa appieno è il complesso sistema di legami ed interdipendenze tra le varie componenti architetturali e funzionali della Blockchain, non a caso spiegare ai corsi cosa sia e come funziona una Blockchain non è un compito facile e richiede di vedere singolarmente ognuna di queste componenti per poi metterle assieme, e arrivare a capire che anche in questo caso "il tutto è maggiore della somma delle parti".
Uno di questi aspetti è che la Blockchain permette di eliminare la necessità di fidarsi, sia di una entità centrale o superiore, sia delle altre controparti, e questo è un risultato eccezionale.

Ma per arrivare a questo è necessario impostare un ingegnoso sistema di teoria dei giochi che trasformi la rivalità delle parti in causa in un vantaggio per l'intero sistema. Questo si ottiene mettendo in competizione tra loro le parti, facendogli fare a gara a chi contribuisce meglio e prima a garantire il funzionamento e il perpetuarsi della Blockchain inserendo e verificando nuovi blocchi.
Questa operazione però è laboriosa e costosa, dato che anche la difficoltà di questa operazione fa parte del design del sistema, e quindi serve una ricompensa. Questa si concretizza con l'emissione di nuovi bitcoin e con la raccolta delle fee nelle transazioni.
Se non ci fosse l'emissione di bitcoin come potrebbe stare in piedi questo gioco? Dovremmo togliere molti degli elementi del design di questa struttura e sostituirli con altri.

Non essendoci una ricompensa non avremmo la competizione, quindi mancherebbero sia l'incentivo che il risultato che questo porta, che dovrebbe essere realizzato con altri sistemi. Ma questo spesso non funziona, si finisce inevitabilmente con l'avere bisogno di una entità che svolga il lavoro non per la ricompensa ma "pro bono", e questo ha un risultato da valutare molto attentamente: si reintroduce il concetto di fiducia nell'entità che viene preposta a questo scopo, e viene quindi a perdere di senso una delle funzioni che danno senso alla Blockchain.
Non dico che non sia possibile o che sia sbagliato, ma un design di Blockchain che non preveda una criptomoneta alla base va davvero analizzato bene e con molto "adversasial thinking" prima di credere di avere tra le mani una Blockchain mentre si ha solo un database un po' esotico.
La Commissione Europea ha preferito non fissare ora le norme per regolare il settore delle criptovalute.

Un controllo sul sistema è veramente un pericolo oppure sarebbe una prova di affidabilità?
Bisogna innanzitutto capire chi sia un pericolo per chi o per cosa. Bitcoin esiste e può esistere senza l'aiuto o la supervisione di elementi esterni, di leggi, di consorzi, di burocrazia o anche solo di endorcement e approvazione da chicchessia.
L'affidabilità del sistema non può certo venire da qualcosa di cui non si ha assolutamente bisogno. Sarebbe come dire che la Ferrari ha più probabilità di vincere un gran premio perchè ha l'approvazione della Regina d'Inghilterra. Bitcoin funziona e, come si dice talvolta nel settore, "Ci siamo scordati di chiedere il permesso per farlo".

E funziona. Bitcoin non ha alcun bisogno del controllo, è del tutto indipendente e svincolato, e non va dimenticato che la sua struttura è stata anche progettata per essere resistente a blocchi di parte della rete, a censure e a ostacoli di vario genere, quindi sarà molto interessante capire come si pensa di porre in essere eventuali controlli e norme: mettere una norma su carta è una cosa, ma fare in modo che abbia qualche effetto è tutto un'altro paio di maniche.
La ragione per cui si parla di controllo tradisce un aspetto spesso sottovalutato e messo in secondo piano: Bitcoin non è solamente un evento economico o tecnologico, è soprattutto un evento politico e sociale.

C'è un nuovo player in gara e nell'iniziale indifferenza generale e tra mille considerazioni superficiali ha dimostrato in ormai 10 anni di avere tutte le carte in regola per farsi notare. Disturba il suo essere del tutto indipendente, non manovrabile dalle politiche economiche degli stati, che non può essere vincolato, distribuito e accessibile da chiunque in ogni parte del mondo.
Ci sono circa 3 miliardi di persone al mondo che hanno accesso alla rete cellulare ma non a servizi bancari: per tutte queste Bitcoin è una forte risposta ad un'esigenza che la finanza "classica" non vuole prendere in considerazione perchè giudicata non profittevole.
Bisognerebbe poi capire cosa si vuole controllare e perchè.

Ci sono due argomenti che va per la maggiore: 1) controllare le fluttuazioni dei prezzi 2) controllare che non ci siano attività criminali che usano le criptovalute in genere. Trovo piuttosto ipocrita e risibile il tentativo di dare giustificazioni etiche di questo tipo. La fluttuazione dei prezzi è quella che è stata sfruttata (e volutamente causata) per fare alcune operazioni di forte speculazione sul prezzo, e non penso che il peso decisionale di grosse realtà finanziarie verrà superato dal nobile pensiero di proteggere qualche investitore sprovveduto dal perdere i propri risparmi: stiamo parlando di cifre che hanno diversi ordini di grandezza di differenza.

Per il discorso dell'uso criminale va ricordato che alcune agenzie di sicurezza nazionali ed internazionali hanno già chiarito che le criptovalute sono si usate nel mondo del crimine, ma molto molto meno di quanto sia tutt'ora usato il contante e di quanto questo venga "regolarmente" fatto passare per conti correnti e banche, quindi si tratta di un classico caso di travi contro pagliuzze.
Bitcoin è affidabile "by design" perchè si basa sulle due cose più sicure e verificabili al mondo: matematica e crittografia.

Oltre a questo Bitcoin trae la sua affidabilità da una totale trasparenza e disponibilità dei dati di ogni singola transazione fatta dalle origini. Io personalmente ho un nodo a casa Quale banca permette altrettanto?
Ora presenta qualche difficoltà al momento legate al "troppo successo" ma le soluzioni sono già all'orizzonte e sono sviluppi che probabilmente porteranno la tecnologia della Blockchain a livelli ancora più alti di quelli che vediamo ora.

Per quello che riguarda le fluttuazioni, è opinione diffusa che queste verranno gradualmente a ridursi man mano che aumenterà la diffusione e l'adozione presso il pubblico.
Ethereum, Ripple, Bitcoin e tante altre protagoniste. Nello sconfinato universo cripto a sopravvivere saranno solo le più forti?
L'offerta è ampia e bisogna dire che di 1600 tra criptovalute e token disponibili un buon 95%, ad essere generosi, non ha ragione di esistere e auspicabilmente verrà presto condannata all'oblio.

Ma è tutto sommato normale, siamo in una fase di hype e quindi molte realtà si buttano in questo mercato spesso senza avere le competenze e la capacità, ma soprattutto un piano ed una reale motivazione. E' molto simile a quello che si vedeva agli inizi del 2000 con la famosa bolla delle Dot-Com.
Se proprio si vuole parlare di bolla in questo contesto forse l'esplosione di monete, token e progetti senza una base è l'unica accezione innegabile.
Dopo questa fase, che forse durerà ancora un'anno o due, si sgonfierà questa grande offerta e rimarranno solo i player più forti, dove con forza non bisogna per forza intendere solo il market-cap sottostante, ma anche e soprattutto i vantaggi tecnologici e sociali che questa porta.

Tra questi fattori sicuramente c'è la scalabilità, la facilità d'uso, la diffusione e l'adozione presso il pubblico, la versatilità, la sicurezza e la capacità di rispondere a tutte le altre esigenze degli utenti. Ha completamente senso l'ipotesi per cui esisteranno alcune monete fortemente specializzate per alcuni utilizzi e/o per alcuni settori.
Una cosa è certa: le criptovalute sono ormai una realtà e non ce ne libereremo facilmente.

E' un po' come i telefoni cellulari negli anni 90: all'inizio erano persino malvisti si pensava che sarebbero stato usati da una elite e/o da operatori che necessitavano di essere reperibili h24, poi la storia si è svolta in modo del tutto diverso.
L'ultimo fenomeno è Ripple con un rialzo che nelle scorse giornate ha fatto riflettere. Cosa è successo?
Ripple (XRP) ha visto il suo massimo storico a 2.80€ circa il 7 Gennaio 2018, 2 mesi dopo, siamo già ridiscesi sotto l'euro. Anche per Ripple le fluttuazioni possono essere ampie ed avvenire in poco tempo. Questo nel caso di Ripple è spesso dovuto all'annuncio dell'adozione del token XRP da parte di una banca o di un'istituto di credito, e alla successiva smentita o ridimensionamento della notizia.
Questo accade perchè con Ripple è facile confondersi: bisogna fare molta attenzione per capire se ci si sta riferendo al token XRP, all'azienda Ripple o al set di strumenti che questa sviluppa. Si dice impropriamente che "Ripple è la criptomoneta delle banche", ma il diavolo si nasconde nei dettagli. L'azienda Ripple sta sviluppando un set di prodotti fintech (XCurrent, RippleNet, ILP...) per aiutare le banche a superare i limiti di SWIFT permettendo scambi di valuta tra le banche in modo estremamente più veloce ed economico. Oltre a questi ha emesso il proprio token XRP che sarà utilizzabile all'interno di questi strumenti, ma non c'è alcun vincolo in tal senso.
Le banche a quanto pare sono interessate a questi prodotti ma non al token XRP, questo perchè i prodotti dell'azienda Ripple possono benissimo funzionare anche con dollari, euro e altra moneta che al momento è già utilizzata dalle banche e questo pone XRP in una posizione svantaggiata essendo di fatto un passaggio accessorio e superfluo. Un recente report di Bloomberg ha sottolineato come soltanto una banca svedese, tra le poche che adottano i prodotti di Ripple, stia effettivamente usando il token XRP per questo scopo, tutte le altre usano moneta diversa.

 FonIl token XRP ha una storia piuttosto travagliata che fa storcere il naso a molti coiners, ma a prescindere dalle opinioni soggettive di ognuno, va detto che la fortuna del token XRP è del tutto slegata da quella dell'azienda che l'ha fondata e venduta.
Il colosso resta, però, il Bitcoin: è possibile fare delle previsioni nonostante la volatilità del settore?
No, non è possibile. E' un esercizio futile in cui molti si cimentano con questo o quello strumento di analisi ma al momento stiamo parlando di un fenomeno molto piccolo per il contesto a cui ci stiamo riferendo, e questa è sia la causa principale della volatilità, sia il motivo della impossibilità concreta di fare previsioni sul medio-lungo periodo. Il valore di Bitcoin è al momento molto influenzato da elementi afferenti all'analisi fondamentale, siano essi avanzamenti nella tecnologia o le affermazioni e le ritrattazioni di Dimon. Non solo, Bitcoin è molto diverso da tutto quello che abbiamo visto prima, motivo per cui molti degli strumenti e dei ragionamenti che si possono fare in altri mercati qui non si possono applicare nello stesso modo. Questo fa si che molti esperti provenienti da altri specifici settori si siano lanciati in previsioni che poi sono state puntualmente smentite dai fatti
Chi vuole provare ad investire o a scommettere su questo settore deve essere consapevole che i rischi non sono pochi, che bisogna investire solo quello che si è disposti a perdere, e soprattutto che non lo si può fare solo spinti dal desiderio di guadagni facili e veloci: bisogna studiare molto.
Il mio parere personale, per quello che vale, è che sicuramente nel nostro futuro ci sarà Bitcoin, un suo discendente ancora migliore o comunque una o più criptovalute. Sicuramente questo cambiamento sarà epocale perchè sposta moltissimi dei rapporti di forza e degli equilibri che si sono costruiti fino a qui e molti cambiamenti saranno inevitabili.Per questo è fondamentale seguire questo settore, ma soprattutto formarsi una competenza su quello che sta alla base: il sottostante tecnologico. Ma bisogna fare attenzione perchè le fonti attendibili sono poche. Se è vero che questo cambiamento sta arrivando e sarà quantitativamente e qualitativamente radicale, tutti coloro che non saranno pronti resteranno indietro. Stiamo parlando di cambiamenti assimilabili a quelli derivanti dalla diffusione del web dagli anni 2000 in poi: un cambiamento che ha creato e distrutto posti di lavoro, creato e fatto chiudere aziende, modificato le nostre abitudini di spesa, modo di lavorare, di comunicare, di informarci.
L'unica previsione a mio avviso sensata e questa: Bitcoin, Blockchain e/o le loro evoluzioni faranno parte del nostro futuro, motivo per cui è meglio iniziare a conoscerle e fare parte del cambiamento piuttosto che subirlo e venirne cambiati.
: News Trend Online

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