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mercoledì 14 marzo 2018

Trump spaventa l'Asia e a Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,87%


Dopo il passo indietro di Wall Street (peggiore dei tre principali indici Usa martedì il Nasdaq Composite, deprezzatosi dell'1,02%), in scia alla cacciata a sorpresa dello U.S. Secretary of State Rex Tillerson (fino al 2016 numero uno di ExxonMobil), alla riapertura degli scambi in Asia l'andamento è di generalizzata flessione.
L'uscita di Tillerson arriva a meno di una settimana da quella di Gary Cohn, consulente economico della Casa Bianca e direttore del National Economic Council (e in precedenza president e chief operating officer di Goldman Sachs per un decennio), e i timori degli investitori sono per un approccio unilaterale a commercio, sicurezza nazionale e affari esteri della presidenza di Donald Trump.

Primo risultato l'indebolimento del biglietto verde: il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, è in declino seppure marginale, mentre lo yen recupera terreno. A Tokyo il Nikkei 225 ha chiuso in perdita dello 0,87% (ha fatto meglio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque dello 0,45%).
Positivi dati macroeconomici in arrivo da Pechino: la produzione industriale ha registrato infatti Cina nel periodo gennaio-febbraio un progresso del 7,2% annuo, contro il 6,2% di dicembre e il 6,1% del consensus del Wall Street Journal.

Nel bimestre le vendite retail sono invece cresciute del 9,7% annuo, in accelerazione rispetto al 9,4% di dicembre e sopra al 9,6% atteso dagli economisti. Le statistiche relative ai primi due mesi dell'anno sono abitualmente accorpate a causa delle lunghe festività del Capodanno lunare (caduto quest'anno venerdì 16 febbraio).
In chiusura, però, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno perso lo 0,57% e lo 0,44% rispettivamente, contro il declino dello 0,89% segnato dallo Shenzhen Composite. Fa decisamente peggio Hong Kong: a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng è infatti in ribasso di circa l'1,30% (e il calo è sostanzialmente uguale anche per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China).

A Sydney è stato dello 0,66% il deprezzamento dell'S&P/ASX 200, contro la perdita dello 0,34% segnata dal Kospi di Seoul.
(RR - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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