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venerdì 23 marzo 2018

Terna recupera all'indomani del piano. I giudizi degli analisti

 
In una giornata segnata dalle vendite a Piazza Affari, troviamo diverse blue chips che riescono a salire in controtendenza. Tra tutte spicca Terna (Amsterdam: TX6.AS - notizie) che, dopo aver archiviato la sessione di ieri con un affondo di quasi il 4%, si riscatta almeno in parte quest'oggi, mettendo a segno la seconda migliore performance nel paniere del Ftse Mib. Il titolo, dopo qualche incertezza iniziale, ha imboccato la via dei guadagni e ora viene scambiato a 4,658 euro, con un vantaggio dell'1,9% e oltre 5,5 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 6,6 milioni di pezzi.
I risultati dell'esercizio 2017
Terna ieri ha diffuso i risultati del 2017 e presentato il nuovo piano industriale 2018-2022, ma è stato penalizzato dalle vendite, complice il sentiment negativo sul mercato.
Il titolo oggi risale la china dopo che il gruppo ha chiuso il 2017 con un utile netto in rialzo dell'8,7% a 688,3 milioni di euro, a fronte di ricavi in aumento del 6,9% a 2,248 miliardi di euro.
Il margine operativo lordo ha evidenziato un incremento del 3,8% a 1,603 miliardi di euro, mentre l'Ebit è cresciuto del 4% a 1,077 miliardi. A fine 2017 l'indebitamento netto di Terna si è ridotto a 7,8 miliardi di euro rispetto ai 7,98 miliardi del 2016, mentre gli investimenti complessivi hanno mostrato una crescita del 21% a 1,034 miliardi di euro.
Sulla base di questi risultati il Cda di Terna ha deciso di proporre all'assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo pari a 0,22 euro per azione.
I target del piano strategico 2018-2022
Quanto al piano industriale, Terna prevede di raggiungere nel 2022 ricavi pari a circa 2,55 miliardi di euro, a fronte di un margine operativo lordo di 1,9 milioni di euro, con una crescita media annua di oltre il 3% per entrambi gli indicatori a partire dal 2017.
Previsto anche un miglioramento dell'utile netto con una crescita media annua di circa il 3% che dovrebbe condurre ad un utile per azione di circa 0,38 euro a fine piano.
Il valore della Rab raggiungerà i 17,5 miliardi di euro nel 2022 e sarà garantito un operating cash flow di circa 6,3 miliardi di euro nell'arco del piano, che contribuirà alla flessibilità necessaria per realizzare gli investimenti previsti, sostenendo al contempo un'attrattiva politica di dividendi.
Con riferimento a quest'ultima, dal 2018 al 2020 si prevede un dividendo per azione con una crescita media annua del 6% rispetto alla cedola riferita al 2017, mentre per il 2021 e il 2022 si parla di un payout del 75% con una cedola minima garantita, pari a quella di competenza dell'esercizio 2020.
Terna prevede di realizzare nei prossimi 5 anni investimenti per 5,3 miliardi di euro in Italia, in aumento di oltre il 30% rispetto al business plan precedente. La struttura finanziaria di Terna restera' solida e il rapporto Debito Netto/Rab rimarrà al di sotto del 60% nell'arco del piano.
I giudizi di Equita SIM e di Societè Generale
Secondo gli analisti di Equita SIM le principali novità del piano industriale sono il piano di investimenti per la rete, il contributo delle attività non regolate a livello di Ebitda, la crescita attesa per l'utile per azione e per il dividendo, anche se la cedola di quest'anno è inferiore alle stime degli analisti.
Questi ultimi segnalano che Terna tratta a premio, ma in linea con quelli storici, e presenta un rapporto prezzo-utili ragionevole di 13 volte e uno yield del 5,1% che sale al 5,7% nel 2020, il più elevato del settore in Italia, ma più basso rispetto a quello delle società regolate europee.
La SIM milanese definisce Terna il titolo più interessante tra le aziende regolate, ma gli analisti mantengono una raccomandazione "hold", con un prezzo obiettivo a 5,2 euro, per via dello sfavorevole scenario dei tassi e il mood negativo legato ai rischi regolatori in Europa.
Cauti anche i colleghi di Societè Generale che oggi hanno reiterato la raccomandazione "hold" sul titolo, con un target price alzato da 4,95 a 5,14 euro. Quest'ultima mossa è stata decisa per tenere conto di una crescita più veloce della Rab e dell'Ebitda.
Gli esperti hanno ridotto dello 0,3% le stime per quest'anno sul margine operativo lordo, alzandole però dell'1,2% per il 2019 e del 3% per il 2020.
Indicazioni bullish da Citigroup (NYSE: C - notizie) e Macquarie
Indicazioni bullish arrivano da Citigroup che invita ad acquistare con un fair value a 5,5 euro: secondo la banca americana la debolezza mostrata ieri dal titolo offre una buona opportunità per un posizionamento long.
A puntare su Terna è anche Macquarie che ha un rating "outperform", confermato dopo il nuovo piano industriale che secondo gli analisti contempla più spese per investimenti, maggiore crescita e un dividendo più alto.
Fidentiis promuove il titolo 
Infine, una promozione è arrivata da Fidentiis, i cui analisti hanno cambiato strategia sul titolo da "hold" a "buy", con un range di valutazione pari a 5,1-5,3 euro. Per il broker Terna ieri con il suo business plan ha presentato obiettivi solidi e raggiungibili, tutti superiore alle attese dei suoi analisti.

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