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martedì 27 marzo 2018

Sorprese dal ranking delle performance del I trimestre


Si avvia a conclusione un trimestre che ha provocato scosse telluriche sui portafogli e le sensibilità di tutti gli investitori. La prima impressione che si coglie è una elevata dispersione delle performance delle principali asset class: guidano il ranking le borse emergenti e i bond EM in valuta locale, che hanno brillato malgrado i propositi bellicosi, per il commercio internazionale, dell'amministrazione Trump; al contrario, deludono i mercati azionari occidentali, malgrado il tema - ormai logoro; e vetusto, a giudicare dalla caduta inarrestabile del CESI G10...

- della «ripresa economica sincronizzata globale». Senza considerare, negli Stati Uniti, il taglio alle imposte sul reddito che dovrebbe migliorare la profittabilità aziendale. Il condizionale è d'obbligo: meglio sarebbe attendere l'inaugurazione della earnings season del primo trimestre; ma la sensazione è che il dato sia oramai acquisito.
Sta di fatto che, dei primi 25 indici azionari mondiali per capitalizzazione, soltanto tre (Brasile, Russia e Arabia Saudita) quest'anno conseguono un saldo sufficientemente positivo da essere oggetto di discussione.

Curiosamente, ciascuna delle tre piazze conosce tensioni geopolitiche che alla vigilia avrebbero dovuto raccomandare cautela agli investitori. Le uniche (otto) borse dal saldo positivo sono emergenti; eccezion fatta per l'Italia, che oggi riparte dal +0.7% conseguito al momento dall'inizio dell'anno.
Decisiva è la tenuta della solita media mobile a 200 giorni, sollecitata per la quarta volta dall'inizio dell'anno.
Dicono che al quarto tentativo, l'argine in questione risulti sufficientemente vulnerabile da sbriciolarsi con maggiore facilità. Staremo a vedere. Certo è che la perdita di questo supporto confermerebbe la natura distributiva di tutta la fase non direzionale degli ultimi sei mesi.
Certo, c'é chi sta peggio.

Tutti gli indici azionari continentali maggiori hanno da tempo penetrato la rispettiva media a 200 giorni. Esemplare la condizione dell'Eurostoxx: il quale all'inizio del mese avrebbe completato una sequenza discendente in termini di onde di Elliott, come già esaminato in passato. Ma la reazione, puntualmente, è stata contenuta dalla solita media mobile, che questa volta ha agito fisiologicamente da resistenza, ricacciando indietro i corsi e costringendo l'indice alla penetrazione del supporto/obiettivo che resse qualche settimana fa.

Si procede dunque adesso verso la successiva proiezione; con la concreta prospettiva, stavolta, di abbattere il long stop mensile.
Nota. Il presente commento è un estratto sintetico del Rapporto Giornaliero, pubblicato tutti i giorni entro le 8.20 da AGE Italia; pertanto eventuali riferimenti a studi tecnici vanno intesi riferiti ai grafici ivi riportati.
Autore: Gaetano Evangelista Fonte: News Trend Online

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