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lunedì 12 marzo 2018

Sentendosi minacciato, Intel valuta acquisto di Broadcom

New York, 10 mar. (askanews) - A rovinare i piani di Broadcom per prendere il controllo di Qualcomm ci potrebbe essere non solo il governo americano ma anche Intel.
Il più grande produttore al mondo di chip, scrive il Wall Street Journal, starebbe valutando una serie di acquisizioni tra cui c'è anche il rivale di Singapore, che ha lanciato un'Opa ostile sul competitor americano. L'impressione è che Intel tema la possibile fusione tra Broadcom e Qualcomm, da cui nascerebbe un rivale ben più grande.
Su quella transazione da 117 miliardi di dollari ha acceso in settimana un faro il governo Usa attraverso il Committee on Foreign Investment americano (Cfius). Si tratta di un panel presieduto dal segretario al Tesoro che monitora gli investimenti stranieri negli Stati Uniti e che in passato ha bloccato vari takeover di società americane da parte di gruppi stranieri. Cfius ha ordinato a Qualcomm di posticipare di un mese l'assemblea dei suoi soci, prevista il 6 marzo, in modo tale da valutare i rischi alla sicurezza nazionale Usa che l'acquisizione da parte di Broadcom potrebbe avere.
Chiaramente Intel spera che le mire espansionistiche di Broadcom falliscano altrimenti la sua leadership potrebbe essere intaccata. Nel caso in cui il produttore di microprocessori con sede a Singapore sembri il favorito, scrive il Wsj, Intel potrebbe farsi avanti lanciato un'Opa sulla stessa Broadcom.
Le fonti del quotidiano finanziario hanno spiegato che non è affatto detto che una tale offerta sia lanciata. Tra l'altro, la complessità e la dimensione di una tale combinazione sarebbero enormi. Attualmente Broadcom ha una capitalizzazione di 104,2 miliardi di dollari contro quella di 243,6 miliardi di Intel e quella di 93,3 miliardi di Qualcomm.
Intel non ha voluto commentare i rumor. "Detto questo", ha spiegato alla Cnbc, "abbiamo fatto acquisizioni importanti negli ultimi 30 mesi - inclusi Mobileye e Altera - e la nostra attenzione è dedicata all'integrazione di queste società e a renderle di successo per i nostri clienti e per i nostri soci".
Intanto, dopo avere fatto pressing sui legislatori Usa e dopo avere fornito al Cfius delle rassicurazioni (tra cui investimenti in Usa per 1,5 miliardi di dollari), Broadcom ha fissato al 23 marzo la data per il voto dei suoi soci sul trasferimento in Usa del suo domicilio (annunciato in pompa magna dall'azienda insieme al presidente Usa Donald Trump lo scorso novembre, giusto prima del lancio dell'Opa su Qualcomm).
La data scelta cade a metà dell'analisi del Cfius e prima dell'assemblea dei soci di Qualcomm, slittata al 5 aprile. L'ultima mossa di Qualcomm è vista come un modo dell'azienda di circumnavigare i tentativi degli Usa di difendere Qualcomm e con l'azienda anche l'infrastruttura tecnologica del Paese, in primis la rete 5G in via di sviluppo.
Non appena il Wsj ha diffuso la sua indiscrezione, il titolo Intel ha perso quota nel dopo mercato a Wall Street, dove la seduta era finita in rialzo del 2,86% a 52,19 dollari. Le azioni Qualcomm sono rimaste poco mosse rispetto al prezzo di chiusura a 63,03 dollari (+1,96%). Il titolo Broadcom ha corso del 4% nell'after-hours dopo una giornata terminata in rialzo del 2,77% a 253,78 dollari.

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