-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

venerdì 23 marzo 2018

Risposta della Cina a Trump. Ma Pechino spera ancora nel dialogo

 
Si acuisce la tensione sulle borse internazionali: se ieri l'Asia ha registrato un netto e diffuso calo ovunque, oggi è l'Europa a risentire della firma sulle misure restrittive per il commercio cinese in Usa. Poco prima delle 14, infatti, Piazza Affari vedeva un passivo pari a -0,7% (22.233 punti) come anche il Ftse 100 fermo a -0,54%, il Dax a -1,4% e il Cac40 a -1,2%. 
L'esenzione Ue
A poco sono servite le esenzioni, se non altro momentanee, che il presidente Usa Donald Trump ha deciso in ultima istanza di riservare all'Ue. Un risultato che è stato limitato anche grazie al risultato ottenuto da Bruxelles che, dopo trattative e negoziati ha annunciato attraverso il suo rappresentante del Commercio internazionale Robert Lighthizer, l'elenco di chi, come l'Ue, ha avuto la grazia. Nell'elenco sono presenti Messico e Canada, presenze già note e protagonisti di una serie di contatti dal oemnto che, con ogni probabilità, Trump vuole usare l'arma dei dazi per strappare condizioni più favorevoli ai paesi coinvolti. Ma oltre questi anche Australia, Europa, Brasile, Argentina, Corea del Sud. Resta ancora aperta la battaglia con Pechino, battaglia che rischia di trasformarsi in una guerra visto che nonostante la strategia esercitata dal tycoon e caratterizzata da complimenti misti a minacce la Cina ha deciso di rispondere colpo su colpo.
Numeri alla mano, secondo Trump, si parla di un deficit commerciale di 500 miliardi di dollari con il Dragone il quale è accusato di attuare una cera e propria strategia su più fronti. Prima di tutto limitare le libertà di investimento delle aziende Usa all'interno dei suoi confini e, spesso, di appropriazione di brevetti e tecnologie con mezzi impropri se non addirittura con acquisizioni facilitate da finanziamenti di stato, gli stessi che permetterebbero alle società cinesi di poter invadere il mercato con prodotti a basso prezzo senza dover risentirne.
Per questo motivo l'amministrazione Trump proporrà un +25% sulle tariffe applicate ai settori merceologici maggiormente interessati come l'aerospaziale, le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, i macchinari industriali e l'hitech Usa vittima di ingerenze attuate attraverso acquisizioni. Target richiesto da Trump: dazi per 60 miliardi di dollari.Immediata la risposta della Cina: 128 prodotti Usa.
La risposta della Cina
Tra questi carne di maiale, frutta, tubi di acciaio, scarti in alluminio, vino ed etanolo (valore stimato 3 miliardi di dollari) previsti in aumento. Nello specifico si parla di due gruppi distinti soggetti a due tariffazioni differenti: +15% (in risposta alla stessa cifra adottata dagli Usa per l'alluminio), +25% (corrispondente a quanto aumentato da Washington sull'acciaio). Come già detto in passato da Chen Fuli, vice capo del dipartimento Trattati e Norme del ministero del Commercio, “appena gli Usa ufficializzeranno le loro decisioni noi prenderemo provvedimenti adeguati”.
Ma Trump a casa sua deve combattere anche contro un altro nemico: il suo staff. Dopo i rumors che volevano il presidente in rotta di collisione con il proprio consigliere per la sicurezza nazionale, H.R McMaster, rumors anticipati dal Washington Post e smentiti dalla casa Bianca, ieri è arrivata la conferma dei fatti: McMaster è stato licenziato e sostituito dall'exambasciatore Usa all'Onu John Bolt. La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbero state le congratulazioni fatte da Trump a Vladimir Putin in occasione della sua recente conferma come presidente della Russia con oltre il 76% delle preferenze dei votanti. Un gesto che era stato fortemente sconsigliato dall'intero entourage, in primis proprio McMaster, e prontamente ignorato da Trump.

Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.