-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

mercoledì 7 marzo 2018

Report dei mercati



Wall Street chiude in rialzo
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo grazie alle buone notizie sul fronte geopolitico con la Corea del Nord che si è resa disponibile a sospendere i test nucleari e missilistici. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,04%, l'S&P 500 lo 0,26% e il Nasdaq Composite lo 0,56%.
Resta alta l'attenzione degli investitori sul tema del commercio internazionale con il Presidente Trump che non sembra per ora intenzionato a rinunciare all'introduzione di dazi sull'importazione di acciaio e alluminio.
Il nervosismo ha fatto risalire l'indice della volatilità Vix a quasi 20 punti.
Nove degli undici indici settoriali S&P hanno chiuso in rialzo. Segno meno per utility e healthcare.
Tra i titoli in evidenza Target -4,44%. Il gruppo della distribuzione ha chiuso il quarto trimestre con un utile per azione adjusted inferiore alle attese a 1,37 dollari contro gli 1,38 dollari del consensus. Meglio del previsto invece i ricavi a 22,8 miliardi (consensus 22,5 miliardi) e le vendite a perimetro costante a +3,6% (consensus +3,1%).
United Parcel Service (UPS) +3,79%. Stifel Nicolaus ha alzato il rating sul titolo del gruppo delle spedizioni a buy da hold.
Ciena +10,19%. Il produttore di infrastrutture per telecomunicazioni ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel primo trimestre fiscale l'utile per azione adjusted si è attestato a 0,15 dollari su ricavi per 646,1 milioni. Gli analisti avevano previsto un Eps a 0,12 dollari su ricavi per 642 milioni.
CommerceHub +23,15%. La società di private-equity ha messo sul piatto 22,75 dollari per azione in contanti per l'acquisto del gruppo delle piattaforme per la gestione degli ordini. La proposta valorizza la società circa 1,1 miliardi di dollari.
Mylan +4,07%. Morgan Stanley ha alzato il rating sul titolo del gruppo farmaceutico a overweight da equal-weight.
Sul fronte macroeconomico il Dipartimento del Commercio U.S. ha annunciato che nel mese di gennaio gli ordini industriali sono diminuiti dell'1,4% dopo l'incremento dell'1,8% registrato a dicembre. Gli economisti avevano stimato una flessione dell'1,3% su base mensile.
L'Investor's Business Daily (IBD) e TechnoMetrica Institute of Policy and (TIPP) hanno pubblicato l'indice IBD/TIPP sull'ottimismo economico, che misura il livello di fiducia del consumatore e il suo ottimismo in relazione all'economia. L'indice si è attestato a marzo a 55,6 punti dai 56,7 punti del mese precedente. Le attese erano per un indice pari a 58,2 punti.
MERCATI ASIATICI
Asia in contrazione. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,77%
Dopo il positivo martedì di Wall Street (ma il Dow Jones Industrial Average ha limitato allo 0,04% il suo guadagno), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è invece di decisa contrazione. A spingere le vendite ancora i timori sulla possibile guerra commerciale innescata da Washington, in scia alla notizia lanciata dal New York Times, secondo cui Gary Cohn, consulente economico della Casa Bianca e direttore del National Economic Council, sarebbe prossimo alle dimissioni.
Cohn era stato tra quanti avevano espresso contrarietà per il piano del presidente Donald Trump di imporre nuovi dazi sull'import in Usa di acciaio e alluminio. Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, è sostanzialmente piatto sui minimi delle ultime due settimane mentre lo yen giapponese si è apprezzato di circa lo 0,50% sul biglietto verde. E a Tokyo il Nikkei 225 ha chiuso in declino dello 0,77% (performance simile per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,72%). Sul fronte macroeconomico, il dato preliminare relativo a gennaio dell’indice anticipatore del Giappone registra un ulteriore declino a 104,8 punti dai 106,6 punti di dicembre (lettura rivista al ribasso da 107,4 punti) e dai 107,9 punti di novembre. La lettura è peggiore rispetto ai 106,1 punti del consensus.
L'andamento negativo della sessione è confermato dalla perdita di quasi lo 0,70% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso. Male anche le Borse cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno infatti perso lo 0,55% e 0,74% rispettivamente, contro la flessione dello 0,77% registrata dallo Shenzhen Composite.
A Hong Kong a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng è in declino di quasi l'1% (e la performance è sostanzialmente uguale per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China). Secondo quanto riportato dall’Australian Bureau of Statistics, il Pil dell'Australia ha registrato nel quarto trimestre 2017 un progresso del 2,4% annuo contro il 2,8% del terzo trimestre (1,8% nel secondo) e sotto al 2,5% atteso degli economisti. E a Sydney è dell'1,01% la contrazione dell'S&P/ASX 200, contro la flessione dello 0,40% segnata dal Kospi di Seoul.
Servizio CFD, il tuo capitale è a rischio
MERCATI EUROPEI
Borse europee negative
Le Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso dopo le dimissioni di Gary Cohn, principale consigliere economico della Casa Bianca e contrario all'introduzione dei dazi.
L'indice Stoxx Europe 600 cede lo 0,4%, il Dax30 di Francoforte lo 0,5%, il Cac40 di Parigi lo 0,4% e il Ftse100 di Londra lo 0,5%.
Tra i titoli in evidenza Deutsche Post -1,5%. Il gruppo tedesco dei servizi postali ha comunicato che nel quarto trimestre i profitti netti sono calati su base annua da 841 a 837 milioni di euro. L'ebit è invece cresciuto del 6,3% a 1,18 miliardi, a fronte di ricavi in aumento del 4,5% a 16,11 miliardi.
Nell'intero 2017 l'utile è aumentato del 2,8% a 2,71 miliardi di euro, a fronte dell'incremento del 5,4% del giro d'affari a 60,4 miliardi. Deutsche Post ha proposto una cedola migliorata da 1,05 a 1,15 euro per azione.
AccorHotels -0,3%. Eurazeo ha ceduto l'intera quota (pari al 4,2% del capitale) del gruppo alberghiero per 552 milioni di euro.
Rolls-Royce +8%. Il produttore di motori ha chiuso il 2017 con un utile ante imposte rettificato in crescita del 31%. In aumento anche i ricavi (+9% a 16,31 miliardi di sterline).
Aeroports de Paris +1%. Secondo indiscrezioni, lo Stato francese avrebbe deciso di cedere l'intera partecipazione (pari al 50,6% del capitale) nel gestore degli aeroporti Orly e Roissy-CDG.
Valeo -1% Jefferies ha tagliato il target price sul titolo del produttore di componenti per auto a 57 euro da 65 euro.
Sul fronte macroeconomico in Francia la bilancia commerciale a gennaio ha segnato un deficit pari a 5,6 miliardi di euro, superiore sia al dato rilevato in precedenza (3,5 mld di euro) che alle attese fissate su un deficit di 3,7 miliardi di euro.
Le esportazioni sono diminuite a 40,3 miliardi di euro dai 41,6 miliardi di euro precedenti mentre le importazioni si sono attestate a 45,8 mld dai 45,1 mld di euro del mese precedente.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana sotto la parità, Telecom debole dopo dati e piano: FTSE MIB -0,13%.
Il FTSE MIB segna -0,13%, il FTSE Italia All-Share -0,13%, il FTSE Italia Mid Cap -0,10%, il FTSE Italia STAR -0,23%.
Mercati azionari europei deboli: Euro Stoxx 50 -0,4%, DAX -0,4%, FTSE 100 -0,2%, CAC 40 +0,1%, IBEX 35 -0,3%.
Future sugli indici azionari americani in ribasso: S&P 500 -0,9%, NASDAQ 100 -0,8%, Dow Jones Industrial -1,2%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,26%, NASDAQ Composite +0,56%, Dow Jones Industrial +0,04%.
Mercato azionario giapponese negativo, il Nikkei 225 termina a -0,77%. Borse cinesi in rosso: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a -0,74%, l'indice Hang Seng a -1,03%.
Vendite sui titoli dei gruppi più esposti sugli USA dopo le dimissioni di Gary Cohn, principale consigliere economico di Donald Trump e in contrasto con quest'ultimo sul tema dei dazi su acciaio e alluminio. In rosso Tenaris (-2,3%), FCA (-1,6%), Buzzi Unicem (-1,8%), CNH Industrial (-1,1%).
Telecom Italia (-2,1%) in rosso dopo il 5,95% di ieri e l'approvazione da parte del cda dei dati 2017, del progetto di separazione della rete e del piano strategico DigiTIM 2018–2020. I ricavi sono saliti del 4,2% (+2,7% organico) a 19,828 miliardi di euro, leggermente meglio dei 19,774 del consenso degli analisti pubblicato sul sito del gruppo telefonico. L'EBITDA reported è sceso a 7,79 miliardi (-2,6% a/a), ben al di sotto degli 8,337 del consenso.
L’utile attribuibile ai soci della controllante si attesta a 1.121 milioni di euro, in netto calo dai 1.808 milioni dell’esercizio 2016 ma sconta oneri netti non ricorrenti per 714 milioni (in termini comparabili risulta superiore di circa 270 milioni). Il piano prevede, per quanto riguarda l'area domestic, ricavi stabili ed EBITDA in crescita media annual "low single digit" (tra +0 e +5 per cento, ndr), leggermente meglio del consenso.
L'indebitamento è previsto in calo nell'arco del piano e a 2,7x nel 2018, peggio quindi rispetto a quanto indicato in precedenza dalla società (<2,7x). Il piano verrà presentato dettagliatamente oggi in conferenza stampa. Conferito il mandato all’a.d. Amos Genish di avviare l’iter formale per la notifica ad Agcom del progetto di separazione volontaria della rete di accesso fissa, che resterà controllata al 100% da Telecom.
Un portavoce del fondo Elliott Management ha dichiarato che la quota di azioni ordinarie Telecom in suo possesso non supera il 5% (limite oltre il quale scatta l'obbligo di comunicazione per i fondi) e che la sostituzione di alcuni membri del cda gioverebbe alla compagnia telefonica. Secondo indiscrezioni di stampa Elliott ha posizioni in derivati che gli permetterebbero di salire al 9,9% e vorrebbe la rimozione di 5 consiglieri in quota Vivendi, inclusi presidente e a.d..
Brembo (+1,4% a 12,42 euro) guadagna terreno grazie a Banca IMI: raccomandazione migliorata da hold a add e target incrementato da 14,10 a 14,60 euro.
Fincantieri (+3%) guadagna ulteriore terreno dopo il +3,14% di ieri, quando aveva annunciato una lettera di intenti con il gruppo Grimaldi per il programma di allungamento e trasformazione di due cruise ferry. Nella serata di ieri il gruppo cantieristico ha comunicato di aver raggiunto un accordo con Viking per ulteriori 6 navi, che porterebbero a un totale di 16 il numero complessivo di unità costruite in partnership dalle due società, estendendo l’orizzonte della collaborazione fino al 2027. Inoltre la controllata Vard ha firmato il contratto per la progettazione e costruzione di due ulteriori navi da crociera di lusso di piccole dimensioni per l’armatore francese PONANT.
Servizio CFD, il tuo capitale è a rischio
TITOLI DEL GIORNO
FinecoBank in netto recupero martedi' dopo le flessioni delle due sedute precedenti. Le quotazioni sono salite fino a quota 9,94 euro dopo avere terminato la seduta di lunedi' a 9,574 euro. La reazione si e' avviata dopo il test lunedi' a 9,54 euro della media mobile a 50 giorni, supporto dimostratosi valido anche nella prima parte del mese di febbraio. La rottura di 10,18, massimo del 28 febbraio, sarebbe un segnale di forza incoraggiante, introduttivo a movimenti verso i 10,80 euro, lato alto del canale crescente disegnato dai minimi dello scorso novembre. Sopra quei livelli resistenza a 11,50 euro. Solo sotto 9,70 rischio di un nuovo test della media mobile a 50 giorni. La violazione di quel supporto farebbe temere discese fino ai minimi di inizio febbraio a 8,96 euro.
Debole Luxottica in scia all'annuncio dell'acquisizione del 67% di Fukui Megane Co. Ltd. Graficamente le quotazioni hanno fatto un passo indietro dopo il test il 1 marzo di un massimo a 53 euro. Il titolo non è riuscito a confermarsi oltre i massimi di dicembre e gennaio, allineati in area 52,15/52,30, circostanza che potrebbe ora alimentare lo sviluppo di una fase laterale all’interno dell’intervallo definito dai massimi e minimi della candela del 1 marzo, tra 49,40 e 53 euro. Una stabilizzazione oltre 52,30 lancerebbe definitivamente i prezzi verso il picco del 25 luglio scorso a 53,30 euro. Oltre questo ultimo ostacolo probabili estensioni verso 54,35 e a 55,60, massimi dello scorso giugno. Discese sotto 49,40 preannuncerebbero invece un affondo sui minimi di febbraio a 47,89 euro, supporti strategici nel lungo periodo.
Il cda di Telecom Italia ieri ha approvato i dati 2017, il progetto di separazione della rete e il piano strategico DigiTIM 2018–2020. L'analisi del grafico di Telecom Italia evidenzia il balzo in avanti messo a segno ieri e il superamento della resistenza di area 0,77 euro. Un consolidamento oltre questo riferimento confermerebbe il completamento del doppio minimo creatosi a partire da novembre, con i prezzi proiettati verso 0,82 in prima battuta, e quindi (in ottica di medio periodo) sul massimo della scorsa primavera a 0,9160. Discese sotto 0,71/0,72 anticiperebbero invece un approfondimento verso 0,65/0,66 e quindi sul minimo dell'estate 2016 a 0,6265.
DATI MACRO ATTESI
Mercoledì 7 marzo 2018
06:00 JPY Coincident Index (Mensile) (Gen);
06:00 JPY Leading Indicators (Mensile) (Gen);
08:45 EUR Bilancia Commerciale francese (Gen);
09:30 GBP Indice Halifax dei prezzi delle case (Feb);
11:00 EUR PIL (4° trim.);
13:00 USD Richieste di mutui MBA;
14:15 USD Variazione dell'occupazione non agricola (ADP) (Feb);
14:30 USD Produttività non agricola (Trimestrale) (4° trim.);
14:30 USD Saldo della bilancia commerciale (Gen);
22:30 USD Variazione settimanale delle scorte di petrolio API.
Servizio CFD, il tuo capitale è a rischio
HEADLINES
Gary Cohn verso dimissioni da consulente economico di Trump
Secondo quanto riportato dal New York Times, Gary Cohn, consulente economico della Casa Bianca e direttore del National Economic Council, sarebbe prossimo alle dimissioni. Cohn era stato tra quanti avevano espresso contrarietà per il piano del presidente Donald Trump di imporre nuovi dazi sull'import in Usa di acciaio e alluminio. Le dimissioni non sono ancora ufficiali, ma il quotidiano newyorkese ha citato un comunicato dello stesso Trump. "Gary è stato il mio principale consulente economico e ha svolto un lavoro eccellente guidando la nostra agenda, contribuendo a realizzare tagli fiscali e riforme storiche e rilanciare l'economia americana ancora una volta", ha dichiarato il presidente Usa. "È un talento raro e lo ringrazio per il suo servizio dedicato al popolo americano", ha aggiunto Trump. Cohn nel gennaio dello scorso anno era stato nominato da Trump e per questo aveva lasciato Goldman Sachs di cui era president e chief operating officer dal 2006.
Per Brainard (Fed) il rialzo dei tassi Usa potrebbe accelerare
Lael Brainard, tra i membri del Board of Governors della Federal Reserve (Fed) considerati più “colombe”, martedì, parlando a una conferenza organizzata da Money Marketeers of New York University, ha dichiarato che il rialzo graduale dei tassi d'interesse Usa è "appropriato", in particolare grazie allo stimolo economico che potrebbe derivare dalla riforma fiscale voluta dal presidente Donald Trump, e anzi potrebbe subire un'accelerata. "La congiuntura macroeconomica di oggi è l'immagine speculare di quella che abbiamo affrontato un paio di anni fa", ha sottolineato Brainard. "Nel periodo precedente i forti venti contrari hanno indebolito lo slancio della ripresa e hanno appesantito il percorso delle politiche. Oggi, con i venti contrari che si spostano in coda, la tendenza potrebbe invertirsi", ha concluso.
Tasso d'inflazione calato al 2,2% in gennaio nei Paesi Ocse
L’Organisation for Economic Co-operation and Development (Oecd, in italiano Ocse) ha comunicato martedì che il tasso d'inflazione medio nei suoi 35 Paesi membri è calato in gennaio al 2,2% annuo dal 2,3% di dicembre (2,4% in novembre). Declino legato soprattutto alla frenata dal 6,2% al 4,7% per la crescita dei prezzi dell'energia. Tra i singoli Stati, in gennaio l'inflazione è calata in Germania e Canada, cresciuta in Giappone e Francia e rimasta stabile in Usa, Gran Bretagna e Italia.
Australia: crescita Pil rallenta al 2,4% nel quarto trimestre
Secondo quanto riportato dall’Australian Bureau of Statistics, il Pil dell'Australia ha registrato nel quarto trimestre 2017 un progresso sequenziale dello 0,4% contro lo 0,6% del periodo precedente (0,8% nel secondo trimestre) e lo 0,5% del consensus. Rallenta anche su base annuale l'espansione dell’economia australiana, con una crescita del Pil del 2,4% contro il 2,8% del terzo trimestre (1,8% nel secondo) e sotto al 2,5% atteso degli economisti.
Giappone: indice anticipatore in declino a 104,8 punti
Secondo quanto comunicato dall’Ufficio di Gabinetto nipponico, il dato preliminare relativo a gennaio dell’indice anticipatore del Giappone registra un ulteriore declino a 104,8 punti dai 106,6 punti di dicembre (lettura rivista al ribasso da 107,4 punti) e dai 107,9 punti di novembre. La lettura è peggiore rispetto ai 106,1 punti del consensus. L’indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell'economia, è parimenti peggiorato a 114,0 punti dai 119,7 punti di dicembre (117,9 punti in novembre) e contro i 115,3 punti stimati dagli economisti.
Giappone: riserve estere cresciute anche in febbraio
Secondo quanto comunicato dal ministero delle Finanze del Giappone, le riserve estere del Sol Levante sono cresciute in febbraio a 1.261 miliardi di dollari dai 1.268 miliardi di gennaio (1.264 miliardi in dicembre) e contro i 1.232 miliardi del febbraio 2017.
Disclaimer
Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte di Financial Trend Analysis S.r.l. nè di alcuno. Questa analisi non costituisce in alcun modo un servizio di consulenza finanziaria, né offerta al pubblico: le informazioni pubblicate sono di natura standardizzata e generale e non costituiscono pertanto una precisa raccomandazione ad investire, ad acquistare o vendere alcuno degli strumenti finanziari analizzati. FTA Online non è e non sarà responsabile di qualsivoglia perdita o danno in cui si possa incorrere in seguito all'affidamento sul contenuto dell'analisi. Si ricorda che le analisi fornite non costituiscono un'indicazione utile delle prospettive future degli strumenti finanziari esaminati; si ra mmenta inoltre, che i Mercati Finanziari sono estremamente volatili e gli investitori possono incorrere in elevate perdite che, nel caso di utilizzi di margini, possono uguagliare o superare l'investimento originario. FTA Online svolge ogni sforzo affinché le informazioni contenute in questo report siano accurate, ma non si assume la responsabilità per errori, ritardi o qualsiasi forma di imprecisione delle informazioni contenute. Eventuali decisioni di investimento che ne dovessero conseguire sono assunte, da parte dell'utente, in piena autonomia ed a proprio esclusivo rischio.
Servizio CFD, il tuo capitale è a rischio




Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.