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giovedì 29 marzo 2018

Report dei mercati


Usa: l'high tech soffre, Borsa chiude in calo
La Borsa di New York ha chiuso in ribasso una seduta piuttosto movimentata. Il Dow Jones ha perso lo 0,04%, l'S&P 500 lo 0,29% e il Nasdaq Composite lo 0,85%.
A pesare è stato il comparto tecnologico in scia a Intel (-3,11%) e Amazon (-4,38%). Il colosso e-commerce ha risentito di alcune indiscrezioni secondo cui il presidente Trump avrebbe intenzione di modificare l'attuale "favorevole" regime fiscale. La difficoltà di Amazon ha spinto al rialzo il settore della grande distribuzione tradizionale, quello maggiormente minacciato dallo strapotere della società di Jeff Bezos.
Segno meno anche per Apple (-1,1%) dopo che Goldman Sachs ha ridotto le stime sulle vendite di iPhone.
Tra gli altri titoli in evidenza RSP Permian +15,65%. Il gruppo petrolifero Concho Resources (-8,76%) ha annunciato l'acquisto della rivale per 8 miliardi di dollari in azioni.
Walgreens Boots Alliance +2,47%. La catena di farmacie ha annunciato una trimestrale superiore alle attese ed ha rivisto al rialzo la stima di utile per azione per l'esercizio in corso. Nel secondo trimestre l'Eps si è attestato a 1,73 dollari contro gli 1,54 dollari del consensus. Per il 2018 l'Eps è ora atteso tra 5,85 e 6,05 dollari.
Plantronics +4,76%. Il produttore di materiale audio ha messo sul piatto 1,3 miliardi di dollari (948 milioni in contanti il resto in azioni) per l'acquisto dello specialista delle apparecchiature per videoconferenze Polycom. Debito compreso l'operazione ha un valore di circa 2 miliardi di dollari.
Tesla -7,67%. L'agenzia Moody's ha tagliato il rating del produttore di auto elettriche a "B3" da "B2" con outlook negativo.
Lululemon Athletica +9,21%. Il retailer canadese d’abbigliamento sportivo ha presentato risultati relativi al quarto trimestre migliori rispetto alle attese e, soprattutto, segnati da una crescita delle vendite a perimetro costante del 12% annuo. Nei tre mesi Lululemon ha registrato profitti in calo da 136 milioni di dollari, pari a 99 centesimi per azione, a 120 milioni, e 88 centesimi. Su base rettificata, l'eps è però salito da 1,00 a 1,33 dollari, contro gli 1,27 dollari del consensus di FactSet. Le vendite nette sono salite del 18% a 928,8 milioni di dollari, contro i 912 milioni stimati dagli analisti.
Sul fronte macroeconomico il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha pubblicato i dati definitivi del PIL relativo al quarto trimestre 2017, indicando una variazione annualizzata del 2,9% dal +2,5% della stima precedente e dal 3,3% rilevato nel terzo trimestre 2016. All'aumento del PIL reale nel terzo trimestre ha contribuito positivamente la spesa per consumi personali (PCE), aumentata del 2,7%. La spesa per i consumi reali è aumentata nel secondo trimestre del 4%, dal +3,8% delle attese e della stima precedente.
L'indice Pending Home Sales (vendite di case con contratti ancora in corso) ha evidenziato un incremento del 3,1% nel mese di febbraio dopo il decremento del 5% rilevato a gennaio (rivisto al ribasso da -4,7%). Gli addetti ai lavori avevano stimato una variazione positiva pari al 2,1% mese su mese. L'indice è salito a 107,5 punti dai 104,6 punti precedenti.
MERCATI ASIATICI
Asia in rialzo. Il Nikkei 225 di Tokyo guadagna lo 0,61%
Dopo il mercoledì negativo di Wall Street, ancora spinta al ribasso dal settore tecnologico (peggiore dei tre principali indici Usa sempre il Nasdaq Composite, deprezzatosi dello 0,85%), alla riapertura degli scambi in Asia l’andamento è stato maggiormente contrastato, come confermato dalla performance altalenante dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si muove tra alti e bassi intorno alla parità. Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in declino di circa lo 0,20% a fronte del progresso intorno allo 0,30% dello yen sul biglietto verde.
In chiusura il Nikkei 225 segna comunque un rialzo dello 0,61% (ha fatto peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,26%). Sul fronte macroeconomico, le vendite retail sono salite Giappone a febbraio dell’1,8% annuo, in accelerazione rispetto al progresso dell’1,56% di gennaio ma sotto alla crescita dell’1,7% attesa dagli economisti.
In Cina, a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in rialzo di oltre l'1% entrambi, contro il guadagno intorno allo 0,50% dello Shenzhen Composite.
A Hong Kong l'Hang Seng è in crescita dello 0,40% circa. Unica voce fuori dal coro tra i principali indice della regione è Sydney, con la perdita dello 0,52% segnata dall'S&P/ASX 200. Progresso di circa mezzo punto percentuale, invece, per il Kospi di Seoul.
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MERCATI EUROPEI
Borse europee in leggero rialzo, brilla Renault
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in leggero rialzo in attesa di alcuni importanti dati macroeconomici. L'indice Stoxx Europe 600 guadagna lo 0,1%, il Dax30 di Francoforte lo 0,1%, il Cac40 di Parigi lo 0,3%, il Ftse100 di Londra lo 0,1%.
Tra i titoli in evidenza TomTom -5,5%. Lo specialista dei sistemi di navigazione ha negato di aver incaricato Deutsche Bank di cercare acquirenti. Il titolo ieri aveva chiuso in rialzo del 10,43% dopo le indiscrezioni.
Sodexo -15%. Il gruppo della ristorazione collettiva ha rivisto al ribasso le stime dell'esercizio fiscale 2017-2018 dopo un secondo trimestre inferiore alle attese.
Renault +6%. Secondo Bloomberg, il gruppo automobilistico francese potrebbe fondersi con la giapponese Nissan.
Kering +0,8%. Il gruppo del lusso ha comunicato di avere raggiunto l'accordo per la cessione a Stella McCartney del controllo dell'omonimo brand.
Swiss Re +2,5%. Secondo quanto riportano fonti citate da Bloomberg, SoftBank Group sarebbe vicina all’accordo per acquisire una quota del riassicuratore svizzero.
Voltalia +4%. Il gruppo delle energie rinnovabili ha chiuso il 2017 con risultati in forte crescita.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana poco sopra la parità: FTSE MIB +0,15%.
Il FTSE MIB segna +0,15%, il FTSE Italia All-Share +0,17%, il FTSE Italia Mid Cap +0,28%, il FTSE Italia STAR +0,25%.
Mercati azionari europei in verde: Euro Stoxx 50 +0,6%, DAX +0,3%, FTSE 100 +0,1%, CAC 40 +0,3%, IBEX 35 +0,6%.
Future sugli indici azionari americani sopra la parità: S&P 500 +0,2%, NASDAQ 100 +0,5%, Dow Jones Industrial +0,2%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,29%, NASDAQ Composite -0,85%, Dow Jones Industrial -0,04%.
Mercato azionario giapponese in verde, il Nikkei 225 termina a +0,61%. Borse cinesi positive: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a +1,34% circa, l'indice Hang Seng di Hong Kong al momento segna +0,3% circa.
Telecom Italia (+0,6%) positiva in avvio dopo l'ok del collegio dei sindaci alla richiesta di integrazione dell’ordine del giorno della prossima assemblea del 24 aprile 2018 presentata da Elliott Management: questo potrebbe consentire al fondo, qualora ottenesse voti sufficienti, di nominare 6 consiglieri su 15, 5 potrebbero andare ad Assogestioni e solo 4 (compreso l'a.d. Amos Genish) a Vivendi.
Il cda sarebbe in tal modo pienamente legittimato e l'assemblea calendarizzata per il 4 maggio, dopo le dimissioni di 7 consiglieri in quota ai francesi, diverrebbe inutile. Queste ultime novità riaccendono l'appeal speculativo sul titolo dato che l'assemblea del 24 aprile (e i rapporti di forza che da essa emergeranno) potrebbe diventare decisiva e portare a un cambiamento nel controllo del gruppo telefonico.
Recuperano i titoli industriali dopo le ultime flessioni: CNH Industrial (+1,1%), Pirelli (+0,7%), Ferrari (+0,6%), Prysmian (+0,6%), Brembo (+0,6%), Leonardo (+0,5%).
Buzzi Unicem (+0,3%) in lieve rialzo dopo il -2,45% di ieri con minimo da novembre 2016 a 18,60 euro toccato subito dopo la pubblicazione dei dati definitivi 2017 e delle prospettive 2018: soprattutto queste ultime sembrano essere le responsabili dell'improvviso affondo del titolo. Lo scorso esercizio è andato in archivio con ricavi in crescita del 5,1% a/a a 2,806 miliardi di euro, MOL ricorrente a +4,7% a/a a 576,4 milioni di euro, utile netto a 394,6 milioni di euro dai 148,7 milioni del 2016, grazie "soprattutto ad una riduzione di 166 milioni delle passività fiscali differite, indotto dal taglio dell’aliquota in Stati Uniti d’America". Il dividendo proposto sale a 12 centesimi per azione ordinaria e 20,4 centesimi per azione di risparmio (da 10 centesimi nel 2016 per entrambe le categorie).
Per il 2018 il gruppo di Casale Monferrato si attende "un probabile rientro in territorio positivo del margine operativo lordo in Italia, risultati in miglioramento in Europa Centrale ed Orientale, mentre in Stati Uniti d’America, a causa della debolezza del dollaro, ci attendiamo una diminuzione abbastanza significativa": complessivamente si prevede che "il margine operativo lordo ricorrente dell’intero 2018 possa esprimere una variazione favorevole di qualche punto percentuale rispetto all’esercizio precedente, fatte salve le incertezze legate all’andamento dei tassi di cambio".
Correggono le utility dopo i forti rialzi di ieri: Snam (-1,2%), Terna (-0,8%), A2A (-0,6%), Italgas (-0,7%), Enel (-0,4%).
Non si ferma l'ondata di vendite su Fincantieri (-4,9%) dopo il -14,49% di ieri in scia alla pubblicazione dei dati 2017 e del piano industriale 2018-2022. I dati sono risultati leggermente superiori alle attese e i target del piano complessivamente in linea. Il titolo era reduce dal corposo rally messo a segno dai minimi di inizio mese: è verosimile ipotizzare che molti operatori abbiano deciso di prendere profitto dopo l'uscita delle notizie, uno schema classico sui mercati finanziari.
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TITOLI DEL GIORNO
L'analisi del grafico di Buzzi Unicem evidenzia l'affondo di ieri sotto il minimo di fine agosto a 19,00 euro e il recupero nel finale di seduta, grazie al quale il titolo è riuscito a evitare la conferma in chiusura della rottura del supporto e il conseguente completamento dell'ampio doppio massimo in formazione dalla scorsa primavera. Il quadro tecnico resta però in bilico: una chiusura inferiore a 19,00 creerebbe le premesse per un'accelerazione ribassista verso 17,00/17,50 almeno (appoggio successivo in area 14,50). Primi segnali positivi sopra 20,10/20,20 per 21,60/21,80.
Momento cruciale da un punto di vista grafico per STMicroelectronics, tornato a mettere sotto assedio il supporto dinamico offerto in area 17,95 dalla trend line che sale da metà 2016. Fino a che i prezzi rimarranno al di sopra di questo riferimento, il calo potrà essere visto come temporaneo creando le premesse per un nuovo test di area 20,30/20,40, massimi di marzo e punto di passaggio della linea tracciata dai top dello scorso novembre. Oltre questa soglia diverrebbe credibile un nuovo confronto con le resistenze a 20,70, picco di gennaio, e 21,59, top del 7 novembre. Sotto i minimi di ieri a 17,55 invece la struttura tecnica attuale verrebbe compromessa favorendo un pieno ritracciamento del prolungato rialzo partito a giugno 2017 per target negativi a 16,80/16,90, minimi d febbraio e quota pari al 50% di ritracciamento del rialzo degli ultimi sei mesi.
Retelit si è spinto fino a toccare un massimo intraday a 2,078 euro stabilizzandosi poi in area 2,05 euro. La chiusura di martedì era stata registrata a 1,99 euro. Il rialzo delle ultime ore ha permesso di confermare la rottura della resistenza offerta a 1,975 euro contro la quale i prezzi si stavano scontrando dal 15 marzo. Il superamento dei 2 euro dovrà però essere seguito dalla rottura decisa in area 2,075 (massimo del 28 marzo) del lato alto del canale crescente che parte dai minimi di inizio dicembre 2016 per poter parlare di ripresa della tendenza rialzista di medio lungo periodo. Oltre quei livelli si aprirebbero spazi di rialzo fino a 2,65 euro circa (obiettivo ottenuto con il metodo del raddoppio del canale) con resistenze intermedie a 2,30 e 2,45 euro. Sotto 1,93 invece rischio di test a 1,86 della media mobile a 20 giorni. La violazione di quei livelli potrebbe portare al raggi ungimento del supporto critico di area 1,65 euro.
DATI MACRO ATTESI
Giovedì 29 Marzo 2018
01:50 GIA Vendite al dettaglio feb;
08:00 GB Indice Nationwide (prezzi abitazioni) mar;
09:55 GER Variazione n° disoccupati mar;
09:55 GER Tasso di disoccupazione mar;
10:00 ITA Indice prezzi alla produzione feb;
10:30 GB Credito al consumo feb;
10:30 GB PIL finale trim4;
14:00 GER Inflazione preliminare mar;
14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;
14:30 USA Consumi e redditi personali feb;
14:30 USA Inflazione PCE feb;
15:45 USA Indice PMI Chicago (manifatturiero) mar;
16:00 USA Indice fiducia consumatori (Univ. Michigan) finale mar.
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HEADLINES
Giappone: vendite retail crescono dell’1,8% annuo in febbraio
Quarto progresso consecutivo per le vendite al dettaglio in Giappone, dopo lo stop registrato in ottobre che aveva fatto seguito a una striscia di incrementi durata undici mesi. Secondo quanto comunicato dal ministero nipponico di Economia, Commercio e Industria, le vendite retail sono infatti salite in febbraio dell’1,8% annuo, in accelerazione rispetto al progresso dell’1,56% di gennaio (rivisto al ribasso dall’1,6% comunicato lo scorso mese), ma sotto alla crescita dell’1,7% attesa dagli economisti. Su base mensile rettificata stagionalmente il dato è invece per un rialzo dello 0,4% dopo il declino dell’1,6% di gennaio (rivisto al rialzo dalla flessione dell’1,8% comunicata in febbraio) e contro lo 0,6% d’incremento del consensus.
Gran Bretagna: fiducia consumatori GfK sui massimi da maggio
Secondo il sondaggio realizzato da GfK (la società di ricerca con base a Norimberga) l’indice della fiducia dei consumatori della Gran Bretagna è migliorato in marzo a -7 punti dai -10 punti di febbraio (-9 punti in gennaio), livello più basso dal dicembre 2013. Il dato è superiore ai -10 punti del consensus, si attesta sui massimi dai -5 punti del maggio dello scorso anno, ma segna comunque il venticinquesimo mese consecutivo in territorio negativo.
Sudafrica: Mpc taglia tassi su minimi di due anni del 6,50%
Il Monetary Policy Committee (Mpc) della Reserve Bank del Sudafrica giovedì ha tagliato i tassi d’interesse di 25 punti base al 6,50% (dopo averli ridotti dello stesso ammontare nel luglio scorso), sui minimi di due anni. La decisione è stata presa a maggioranza, con quattro dei sette membri del comitato che hanno votato a favore. La Reserve Bank ha anche migliorato ulteriormente l'outlook economico, dopo averlo già fatto nel meeting di gennaio, portando dall'1,4% all'1,7% la stima di crescita del Pil sudafricano nel 2018, abbassando però dall'1,6% all'1,5% la previsione relativa al 2019.
Svizzera: Credit Suisse Cfa Indicator sotto quota 20 punti
Frena anche in marzo l'ottimismo degli esperti dei mercati finanziari sull’outlook economico della Svizzera. Il Credit Suisse Cfa Society Switzerland Indicator (indice delle aspettative degli analisti relative al prossimo semestre) è infatti calato nel mese in chiusura a 16,7 punti dai 25,8 punti di febbraio e contro i 34,5 punti di dicembre (secondo livello più elevato, dopo i 34,7 punti registrati lo scorso luglio, dal gennaio 2014). L’indice è sceso sotto quota 20 punti per la prima volta dal marzo 2017
SoftBank tratta acquisto del 25% del riassicuratore Swiss Re
Secondo quanto riportano fonti citate da Bloomberg, SoftBank Group sarebbe vicina all’accordo per acquisire una quota di Schweizerische Rückversicherungs-Gesellschaft (Swiss Re), per una valutazione del riassicuratore elvetico di 37 miliardi di franchi (31,4 miliardi di euro), contro i poco più che 33 miliardi (28 miliardi di euro) della chiusura di mercoledì a Zurigo. Il gruppo nipponico starebbe trattando l’acquisto del 25% del capitale di Swiss Re a un prezzo unitario di 100-105 franchi, pari a un premio del 16% rispetto allo scorso 7 febbraio, quando erano state confermate le indiscrezioni del Wall Street Journal sulla possibile operazione. Swiss Re aveva chiuso in rialzo dell’1,26% la seduta di mercoledì a Zurigo, a 95,16 franchi di valore.
Nex in rally a Londra. Cme offre 4,35 miliardi per il takeover
Nex Group ha chiuso in rally del 9,77% mercoledì a Londra dopo avere comunicato di essere impegnata in trattative avanzate per il possibile takeover da parte di Cme Group. Il colosso Usa di derivati e future (nato nel 2007 dalla fusione di Chicago Mercantile Exchange e Chicago Board of Trade e che controlla anche Nymex, Comex e il 24,4% di S&P Dow Jones Indices) ha presentato un'offerta non vincolante di 10 sterline per azione (il titolo ha chiuso la seduta a quota 9,72 sterline), per una valutazione di Nex di 3,8 miliardi (4,35 miliardi di euro al cambio attuale). Cme Group ha successivamente chiuso con un declino limitato allo 0,10% la seduta al Nasdaq.
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