-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

giovedì 22 marzo 2018

Report dei mercati




Wall Street chiude in leggero calo
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in leggero calo. Il Dow Jones ha perso lo 0,18%, l'S&P 500 lo 0,18%, il Nasdaq Composite lo 0,26%.
La Fed ha alzato i tassi di interesse di 0,25 punti base all'1,5-1,75% e prevede altri due rialzi nel corso del 2018. Ulteriori tre incrementi sono attesi nel 2019 con il costo del denaro che dovrebbe raggiungere il 2,75-3,00%.
Tra i titoli in evidenza FedEx -1,15% nonostante risultati trimestrali migliori rispetto alle attese. Nel terzo trimestre i profitti netti del colosso delle spedizioni espresso di Memphis sono rimbalzati da 562 milioni, pari a 2,07 dollari per azione, a 2,07 miliardi, e 7,59 dollari. Su base rettificata l'eps è comunque cresciuto da 2,30 a 3,72 dollari, a fronte di ricavi in aumento da 15 a 16,52 miliardi. Il consensus di Thomson Reuters era invece per 3,11 dollari di utile e 16,16 miliardi di giro d'affari.
Mulesoft +5,57%. Salesforce.com ha annunciato l'acquisto del gruppo dei software per circa 5,90 miliardi di dollari.
Winnebago Industries -5,11%. Il produttore di veicoli ricreazionali ha annunciato un giro d'affari trimestrale superiore alle attese. Nel secondo trimestre fiscale i ricavi sono aumentati a 468,4 milioni di dollari contro i 370,5 milioni di un anno prima e i 444 milioni del consensus.
General Mills -8,85%. Il gruppo alimentare ha chiuso il terzo trimestre con un giro d'affari in crescita del 2% a 3,88 miliardi di dollari e con un utile per azione adjusted a 0,79 dollari. Il Ceo Jeff Harmening ha definito i risultati "deludenti" ed ha avvertito che le pressioni sui costi impatteranno sui risultati dell'intero esercizio.
Sul fronte macroeconomico il disavanzo della bilancia delle partite correnti nel quarto trimestre 2017 si e' attestato a 128,2 mld di dollari da 101,5 mld del trimestre precedente. Gli analisti avevano previsto un deficit inferiore, pari a 125 miliardi di dollari.
La National Association of Realtors ha reso noto che a febbraio le vendite di abitazioni esistenti sono cresciute del 3% rispetto a gennaio, a 5,54 milioni di unità da 5,38 milioni. Il dato è risultato superiore al consensus fissato su un incremento dello 0,5% a 5,41 milioni di unità. A gennaio le vendite di case erano diminuite del 3,2%.
MERCATI ASIATICI
Asia contrastata ma a Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,99%
Dopo il mercoledì con il freno tirato di Wall Street (i tre principali indici Usa si sono allineati intorno a una flessione dello 0,20%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è stata contrastata ma complessivamente negativa, come confermato dal marginale declino dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso. Riflettori puntati tutti sugli Usa dopo che, come previsto, il Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie) ha alzato mercoledì i tassi d'interesse di 25 punti base in un range dell’1,50-1,75% nel primo incremento del 2018.
Il Fomc ha anche confermato di attendersi complessivamente tre aumenti dei tassi per quest'anno, mentre le prospettive per il 2019 sono salite da due a tre rialzi. Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, e in marginale ribasso, ma il biglietto verde aveva toccato una perdita dello 0,80% mercoledì in scia alla decisione della Fed ma anche su timori di una guerra commerciale lanciata da Washington. Mentre lo yen recupera moderatamente sul dollaro, a Tokyo il Nikkei 225 chiude in rialzo dello 0,99% (ha fatto peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,65%). Sul fronte macroeconomico, rallenta a sorpresa anche in marzo la crescita dell’attività manifatturiera del Giappone, che resta comunque per il diciannovesimo mese consecutivo in fase espansiva. La lettura preliminare dell&rsq uo;indice Pmi stilato da Markit/Nikkei segna infatti per il mese in chiusura un calo a 53,2 punti dai 54,1 punti della lettura finale di febbraio e contro i 54,3 punti attesi dagli economisti.
Come fatto già in dicembre, la People's Bank of China (PboC) ha aumentato di cinque punti base al 2,50% i tassi d'interesse sui reverse repo a sette giorni, in scia alla decisione del Fomc. Anche la Hong Kong Monetary Authority ha alzato di 25 punti base (al 2,0%) il suo tasso di riferimento. Misure che hanno contribuito a deprimere i mercati cinesi. In chiusura, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno infatti perso lo 0,53% e l'1,00% rispettivamente, contro il calo dello 0,48% dello Shenzhen Composite.
Male anche Hong Kong: a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng è infatti in declino di circa lo 0,70% (fa meglio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, comunque in contrazione intorno allo 0,30%). Ancora di segno opposto le performance di Sydney e Seoul, con l'S&P/ASX che chiude in ribasso dello 0,22% a fronte del guadagno dello 0,44% del Kospi.
Servizio CFD, il tuo capitale è a rischio
MERCATI EUROPEI
Borse europee negative
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso all'indomani della decisione della Fed sui tassi, in un mercato condizionato dai timori di una guerra commerciale. L'indice Stoxx Europe 600 cede lo 0,6%, il Dax30 di Francoforte l'1%, il Cac40 di Parigi lo 0,8%, il Ftse100 di Londra lo 0,7% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,6%. Ieri sera il Fomc, il braccio di politica monetaria della banca centrale americana, ha alzato il costo del denaro di 25 punti base. Si tratta del primo incremento del 2018.
Tra i titoli in evidenza HeidelbergCement -1%. Il produttore di cemento ha comunicato profitti netti più che raddoppiati nel quarto trimestre da 72 a 149 milioni di euro. Nell'intero 2017 il risultato è stato una crescita dell'utile da 657 a 918 milioni, a fronte di ricavi in rialzo del 14% a 17,27 miliardi. Proposto un incremento della cedola del 19% a 1,90 euro per azione. HeidelbergCement ha sottolineato come le sinergie derivanti dall'integrazione di Italcementi abbiano già superato il target di 470 milioni (a fine 2017 si sono attestate infatti a 513 milioni).
Suez -1,5%. RBC ha tagliato il rating sul titolo del gruppo dei servizi di pubblica utilità a underperform da sector perform.
Reckitt Benckiser +6%. Il gruppo dei beni di consumo ha comunicato di avere interrotto le trattative con Pfizer in merito all'acquisizione del business nel consumer health della big pharma newyorkese. Stop che arriva per altro alla vigilia della scadenza per la presentazione delle offerte.
IG Group +1,5%. Il gruppo del trading online ha chiuso il terzo trimestre con ricavi in crescita del 16%.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana poco mossa dopo il FOMC (Fed): FTSE MIB +0,05%.
Il FTSE MIB segna +0,05%, il FTSE Italia All-Share +0,04%, il FTSE Italia Mid Cap +0,15%, il FTSE Italia STAR +0,13%.
Mercati azionari europei deboli: Euro Stoxx 50 -0,1%, DAX -0,4%, FTSE 100 -0,2%, CAC 40 -0,2%, IBEX 35 +0,2%.
Future sugli indici azionari americani in ribasso: S&P 500 -0,4%, NASDAQ 100 -0,7%, Dow Jones Industrial -0,4%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,18%, NASDAQ Composite -0,26%, Dow Jones Industrial -0,18%.
Ieri sera il Federal Open Market Committee (FOMC, il comitato della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie) ha alzato i tassi d'interesse di 25 punti base in un range dell’1,50-1,75% dopo avere fatto altrettanto in dicembre: si tratta del sesto incremento da quando nel dicembre 2015 la Fed è tornata ad alzare i tassi (dal 2006). Il FOMC ha anche alzato la stima sul PIL USA 2018 al 2,7% contro il 2,5% stimato in dicembre (successivamente è attesa però una frenata al 2,4% nel 2019 e al 2,0% nel 2020).
Mercato azionario giapponese positivo, il Nikkei 225 termina a +0,99%. Borse cinesi deboli: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a -1,00%, l'indice Hang Seng di Hong Kong a -1,09%.
Vendite su STMicroelectronics (-1,7%), Terna (-1,5%), Exor (-1,1%), Datalogic (-2,2%), Anima Holding (-2,2%).
Bancari in ordine sparso. Bene Bper Banca (+0,8%) e UBI Banca (+0,4%), in flessione Banco BPM (-0,7%) e Intesa Sanpaolo (-0,3%).
Debole Credito Valtellinese (-1,7%) dopo che Credit Agricole ha smentito le indiscrezioni di interesse per l'istituto presieduto da Miro Fiordi e per Banca Carige (-1,2%). Fiordi ieri ha dichiarato che sul tema m&a non c'è fretta dopo l'aumento di capitale da 700 milioni di euro appena chiuso con successo.
In netto rialzo l'altra banca della Valtellina, BP Sondrio (+5%), dopo che ieri la Corte Costituzionale ha respinto le obiezioni di legittimità al decreto per la trasformazione delle popolari in SpA. La Sondrio è l'ultima, con BP Bari, a non aver effettuato il passaggio alla nuova forma societaria e, secondo quanto riferito da Repubblica, ora deve accelerare i tempi.
In verde i petroliferi con il greggio poco sotto i massimi da inizio febbraio toccati ieri sera. I future maggio 2018 segnano per il Brent 69,35 $/barile (da 69,85 circa), per il WTI 65,20 $/barile (da 65,60 circa). Bene Eni (+0,6%) e soprattutto Saipem (+1%) che ha annunciato l'acquisto per 275 milioni di dollari della DP3 Lewek Constellation, una nave da costruzione di tubazioni rigide e flessibili in acque profonde e sollevamento fino a 3000 tonnellate. Fisiologico calo per Tenaris (-0,5%) dopo il +3,56% di ieri.
Bene Mediaset (+0,9%), Brembo (+1,1%), Fincantieri (+4,7%) e Rai Way (+2,6%).
Positiva Telecom Italia (+0,6%). Oggi il cda si riunisce per accogliere la rinuncia di Giuseppe Recchi alle deleghe su sicurezza e Sparkle, deleghe che passeranno, secondo il Corriere della Sera, a Franco Bernabè. Anche il presidente Arnaud De Puyfontaine potrebbe rimettere le deleghe, seppur temporaneamente, dopo le richieste di rimpasto del board da parte di Elliott Management. Il fondo USA ha comunicato a Consob e governo (che ha immediatamente dichiarato che non eserciterà il golden power) di detenere il 5,74% di Telecom (3,75% direttamente e 1,99% in derivati).
Il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha espresso parere favorevole sul piano di Elliott per la rete (quotazione, vendita parziale, apertura capitale a soggetti terzi), dato che è coincidente con l'interesse pubblico. Intanto l'antitrust ha bloccato in via cautelare ma con "ragioni di estrema gravità e urgenza" l'aumento delle tariffe deciso da Telecom, Vodafone, Wind Tre e Fastweb dopo l'obbligo di ritorno alla fatturazione mensile. Le compagnie avevano annunciato quasi in contemporanea un identico aumento delle bollette dell'8,6% (a iniziare dal 24 marzo): l'autorità ipotizza quindi l'esistenza di accordi tra gli operatori: questi ultimi hanno sette giorni per presentare memorie scritte e documenti a sostegno delle proprie istanze.
Servizio CFD, il tuo capitale è a rischio
TITOLI DEL GIORNO
FCA in deciso rialzo mercoledi'. Le quotazioni sono rimbalzate dal test il 19 e 20 marzo in area 16,80 della trend line che sale dai minimi dello scorso agosto, coincidente in questa fase con la media mobile a 100 giorni. La rottura di 17,42, massimo dell'8 marzo, segnala la ripresa del rialzo in atto dai minimi del 5 marzo, primo obiettivo a 17,90, successivo a 18,43 euro. Solo in caso di rottura anche di quei livelli diverrebbe probabile una estensione del rimbalzo verso i massimi di gennaio di area 20,20 euro. Discese al di sotto di area 16,70/80 potrebbero anticipare non solo la ricopertura del gap rialzista del 6 marzo con base a 16,25 euro ma anche il proseguimento del ribasso fino a 15,55 euro, base del gap rialzista del 4 gennaio.
L'analisi del grafico di Telecom Italia evidenzia il rally originato dal minimo di inizio febbraio e la correzione vista nelle ultime due settimane. Una vittoria oltre 0,8168 euro preannuncerebbe un attacco al recente massimo a 0,8436, riferimento oltre il quale verrebbe riattivato il movimento ascendente verso 0,9160 almeno (massimo del maggio scorso). Discese sotto 0,77/0,78 creerebbero invece le premesse per un'inversione del trend: conferme in tal senso alla violazione di 0,71.
Elica in lieve progresso mercoledì. Graficamente il titolo si è scontrato con un ostacolo tenace a 2,30/2,31 circa, trend line che scende dai massimi di novembre, coincidente con la media mobile a 50 giorni. Oltre questa resistenza le quotazioni potrebbero spingersi fino a 2,50 circa, quota pari al 50% del ribasso partito a fine ottobre, ed eventualmente fino a 2,62, livello di Fibonacci successivo. Al contrario, sotto 2,18 circa, minimi allineati di ottobre e novembre, rischio di ripresa delle pressioni ribassiste verso 1,97/2 euro.
DATI MACRO ATTESI
Giovedì 22 Marzo 2018
01:30 GIA Indice Markit PMI manifatturiero preliminare mar;
05:30 GIA Indice attività industriali gen;
08:45 FRA Indice fiducia imprese mar;
09:00 FRA Indice Markit PMI manifatturiero preliminare mar;
09:00 FRA Indice Markit PMI servizi preliminare mar;
09:30 GER Indice Markit PMI servizi preliminare mar;
09:30 GER Indice Markit PMI manifatturiero preliminare mar;
10:00 EUR Indice Markit PMI composito preliminare mar;
10:00 EUR Indice Markit PMI manifatturiero preliminare mar;
10:00 EUR Indice Markit PMI servizi preliminare mar;
10:00 GER Indice IFO (fiducia imprese) mar;
10:00 EUR Bilancia partite correnti gen;
10:00 EUR Bollettino economico BCE;
10:30 GB Vendite al dettaglio feb;
13:00 GB Riunione BoE;
13:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;
14:00 USA Indice FHFA (prezzi abitazioni) gen;
14:45 USA Indice Markit PMI manifatturiero preliminare mar;
14:45 USA Indice Markit PMI servizi preliminare mar.
15:00 USA Indice anticipatore (Conference Board) feb.
Servizio CFD, il tuo capitale è a rischio
HEADLINES
Giappone: indice attività industriali cresce dell'1,8% annuo
Il ministero nipponico di Economia, Commercio e Industria ha reso noto che l’indice delle attività industriali è calato in Giappone in gennaio su base mensile rettificata dell'1,8% dopo l'incremento dello 0,6% di dicembre (e quello dell'1,0% in novembre) e contro la flessione dell'1,7% stimata dagli economisti. Su base annuale l’indice è invece cresciuto dell'1,8% dall'1,9% di novembre e dicembre (1,8% era stata la lettura anche relativa a ottobre).
Giappone: Pmi Markit/Nikkei rallenta in marzo a 53,2 punti
Rallenta a sorpresa anche in marzo la crescita dell’attività manifatturiera del Giappone, che resta comunque per il diciannovesimo mese consecutivo in fase espansiva. La lettura preliminare dell’indice Pmi stilato da Markit/Nikkei segna infatti per il mese in chiusura un calo a 53,2 punti dai 54,1 punti della lettura finale di febbraio (54,8 punti in gennaio, livello più elevato dai 55,5 punti del febbraio 2014). Il dato si confronta con l'incremento a 54,3 punti atteso dagli economisti.
La Fed aumenta i tassi e alza la stima di crescita del Pil
Come ampiamente previsto, mercoledì il Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie) ha alzato i tassi d'interesse di 25 punti base in un range dell’1,50-1,75% dopo avere fatto altrettanto in dicembre. Il primo incremento del 2018 è quindi il sesto da quando nel dicembre 2015 la Fed era tornata per la prima volta dal 2006 ad alzare i tassi. "Le prospettive economiche si sono rafforzate negli ultimi mesi", ha sottolineato il Fomc, che ha confermato di attendersi complessivamente tre aumenti dei tassi per quest'anno, mentre le prospettive per il 2019 sono salite da due a tre incrementi. Un'accelerata che dovrebbe portare i tassi al 2,90% entro la fine del 2019, contro il 2,70% stimato in precedenza. Il primo meeting con Jerome Powell in veste di chairman della Fed ha visto anche un miglioramento dell'outlook economico: l'istituto centrale di Washington prevede infatti che il Pil Usa cresca del 2,7% nel 2018 contro il 2,5% stimato in dicembre (successivamente è attesa però una frenata al 2,4% nel 2019 e al 2,0% nel 2020).
Cina: PboC alza i tassi di cinque punti base in scia alla Fed
La People's Bank of China (PboC) ha aumentato di cinque punti base al 2,50% i tassi d'interesse sui reverse repo a sette giorni. La mossa è arrivata in scia all'ampiamente anticipata decisione del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie), che mercoledì ha alzato i tassi Usa all’1,50-1,75% (nel primo incremento del 2018). Anche la Hong Kong Monetary Authority ha aumentato di 25 punti base (al 2,0%) il suo tasso di riferimento.
Nuova Zelanda: tassi d'interesse ancora invariati all’1,75%
La Reserve Bank of New Zealand ha lasciato invariati i tassi d’interesse ai minimi dell’1,75% dopo averli tagliati di 25 punti base nel novembre 2016 (nella sesta revisione al ribasso dal giugno 2015), in linea con le attese del mercato (tutti gli economisti che componevano il consensus di Bloomberg avevano previsto la decisione). Come già dichiarato in precedenza l'istituto centrale della Nuova Zelanda ha confermato che "la politica monetaria rimarrà accomodante per un periodo considerevole", in una congiuntura caratterizzata dalla perdita d'inerzia della ripresa economica e dalla debole inflazione. Pochi economisti prevedono un rialzo dei tassi prima del 2019 e secondo Dominick Stephens di Westpac, citato da Bloomberg, è improbabile che la Reserve Bank intervenga prima della fine del prossimo anno.
Brasile: istituto centrale taglia tassi d’interesse al 6,50%
Il Banco Central do Brasil (l’istituto centrale di Brasilia) mercoledì ha tagliato di 25 punti base al 6,50% i tassi d’interesse, nella dodicesima riduzione consecutiva. La misura era attesa dagli economisti ma a sorpresa è arrivata l'anticipazione di una probabile nuova riduzione nella prossima riunione del Comitê de Política Monetária (Copom, la commissione che si occupa di politiche monetarie) in maggio. "Per quanto riguarda il prossimo incontro, in questo momento la Copom ritiene appropriato un moderato allentamento monetario aggiuntivo", ha dichiarato il Banco Central. "La commissione giudica che questo ulteriore stimolo attenui il rischio di una convergenza ritardata dell'inflazione verso gli obiettivi", si legge ancora nel comunicato ufficiale. Dichiarazioni che vanno in direzione opposta rispetto a quelle rilasciate in febbraio, quando la Copom aveva anticipato la fine d ell'aggressivo programma di allentamento che ha portato i tassi benchmark al livello più basso dal 1999, quando venne istituito il Sistema Especial de Liquidação e Custodia (Selic).
Disclaimer
Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte di Financial Trend Analysis S.r.l. nè di alcuno. Questa analisi non costituisce in alcun modo un servizio di consulenza finanziaria, né offerta al pubblico: le informazioni pubblicate sono di natura standardizzata e generale e non costituiscono pertanto una precisa raccomandazione ad investire, ad acquistare o vendere alcuno degli strumenti finanziari analizzati. FTA Online non è e non sarà responsabile di qualsivoglia perdita o danno in cui si possa incorrere in seguito all'affidamento sul contenuto dell'analisi. Si ricorda che le analisi fornite non costituiscono un'indicazione utile delle prospettive future degli strumenti finanziari esaminati; si ra mmenta inoltre, che i Mercati Finanziari sono estremamente volatili e gli investitori possono incorrere in elevate perdite che, nel caso di utilizzi di margini, possono uguagliare o superare l'investimento originario. FTA Online svolge ogni sforzo affinché le informazioni contenute in questo report siano accurate, ma non si assume la responsabilità per errori, ritardi o qualsiasi forma di imprecisione delle informazioni contenute. Eventuali decisioni di investimento che ne dovessero conseguire sono assunte, da parte dell'utente, in piena autonomia ed a proprio esclusivo rischio.
Servizio CFD, il tuo capitale è a rischio



Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.