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lunedì 19 marzo 2018

Report dei mercati



Borsa Usa: nell'ultima settimana domina il segno meno
La Borsa di New York ha chiuso l'ultima seduta della settimana in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,29%, l'S&P 500 lo 0,17%. Piatto il Nasdaq Composite.
Seduta caratterizzata dalle scadenze tecniche di futures e opzioni, le cosiddette “quattro streghe” e da una serie di dati macroeconomici che hanno fornito indicazioni contrastanti.
Negativo invece il bilancio dell'ottava condizionata dai timori di una possibile guerra commerciale; il Dow Jones ha perso l'1,57%, l'S&P 500 l'1,04% e il Nasdaq Composite l'1,27%.
Tra i titoli in evidenza Adobe Systems +3,05%. Il gruppo dei software ha presentato risultati relativi al primo trimestre dell'esercizio 2018 segnati dal balzo dei ricavi del 24% a 2,08 miliardi di dollari, contro i 2,05 miliardi del consensus di Bloomberg. I profitti netti sono aumentati da 398,5 milioni di dollari, pari a 80 centesimi per azione, a 583,1 milioni, e 1,17 dollari.
Su base rettificata l'eps si è attestato a 1,55 dollari contro gli 1,44 dollari del consensus di Thomson Reuters. Oltre le attese anche la guidance: il chief financial officer Mark Garrett ha dichiarato infatti che Adobe prevede per l'attuale trimestre 1,53 dollari di utile e 2,15 miliardi di ricavi, contro gli 1,51 dollari e i 2,14 miliardi stimati rispettivamente dagli analisti.
Qualcomm +1,22%. Secondo indiscrezioni, l'ex Ceo Paul Jacobs avrebbe intenzione di lanciare, insieme ad alcuni investitori, una offerta di acquisto sul produttore di semiconduttori.
Tiffany -5,06 nonostante una trimestrale superiore alle attese. Nel quarto trimestre l'utile per azione adjusted del produttore di gioielli si è attestato a 1,67 dollari su ricavi per 1,33 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps a 1,64 dollari su ricavi per 1,31 miliardi.
Johnson & Johnson +0,01%. Il gruppo farmaceutico e dei beni di consumo ha comunicato di aver ricevuto una offerta di circa 2,1 miliardi di dollari dal fondo Platinum Equity per la divisione LifeScan.
Sul fronte macroeconomico la National Association of Realtors ha reso noto che i nuovi cantieri residenziali sono diminuiti a febbraio passando a 1236 mila unita' da 1329 mila unita' (-7%). Il dato e' inferiore alle attese degli analisti che si aspettavano un valore pari a 1290 mila unita'. In calo anche le Licenze edilizie a 1298 mila unita' da 1377 mila unita' (consensus 1320 mila unita') in flessione del 5,7%.
La Federal Reserve ha reso noto che nel mese di febbraio la Produzione Industriale ha evidenziato una crescita dell'1,1% rispetto al mese precedente. Il dato ha battuto le attese (+0,3%) risultando nettamente superiore al -0,3% della rilevazione precedente (rivisto dal -0,1%). Il tasso di utilizzo della capacita' produttiva si e' attestato al 78,1%, dal +77,4% della rilevazione precedente (rivisto da 77,5%) risultando superiore alle attese pari al 77,8%.
Gli esperti dell'Universita' del Michigan e di Reuters hanno pubblicato la stima preliminare dell'indice sulla fiducia dei consumatori statunitensi del mese di febbraio a 102 punti dai 99,7 punti della lettura di gennaio, attestandosi sui livelli record da quattordici anni.Le aspettative degli analisti erano fissate su un indice pari a 99,7 punti..
MERCATI ASIATICI
Asia contrastata. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,90%
Dopo la chiusura d'ottava complessivamente positiva per Wall Street (peggiore dei tre principali indici Usa venerdì era stato il Nasdaq Composite, che aveva terminato la sessione invariato), alla riapertura degli scambi in Asia al tendenza è invece decisamente contrastata, come confermato dalla perdita intorno allo 0,30% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
I riflettori sono tutti puntati sulla Federal Reserve: il mercato si attende un rialzo dei tassi d'interesse Usa dal Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) di 20 e 21 marzo. A guidare la tendenza negativa è stato il Giappone, per una combinazione di fattori. In primis un sondaggio ha evidenziato un netto calo di consenso per l'esecutivo del premier Shinzo Abe.
Dall'altra, le indiscrezioni sul fatto che Apple stia investendo significativamente per prodursi in casa gli schermi dei suoi terminali mobili hanno fatto sentire il loro peso sui titoli del settore (a Tokyo, come per altro anche a Seoul, con il Kospi che ha perso lo 0,76%). In chiusura il Nikkei 225 ha perso lo 0,90% (andamento simile per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,96%). Sul fronte macroeconomico, in febbraio le esportazioni dal Giappone sono cresciute dell'1,8% annuo, in decisa frenata rispetto al progresso del 12,3% di gennaio, ma sopra all'1,4% del consensus di Bloomberg. Le importazioni sono invece aumentate del 16,5% annuo contro il 7,9% precedente e il 16,0% stimato dagli economisti.
Di segno opposto la giornata per i mercati cinesi. In chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno infatti guadagnato lo 0,29% e lo 0,44% rispettivamente, contro il rialzo dello 0,44% dello Shenzhen Composite. A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng di Hong Kong è in crescita di poco più dello 0,10% (e l'andamento è simile per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China). Chiude in positivo anche Sydney, con un rialzo dello 0,17% per l'S&P/ASX.
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MERCATI EUROPEI
Borse europee deboli
Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana all'insegna della debolezza a causa delle tensioni tra Russia e Gran Bretagna ed in vista del meeting della Fed.
L'indice Stoxx Europe 600 cede lo 0,2%, il Dax30 di Francoforte lo 0,4%, il Cac40 di Parigi lo 0,3%. Sulla parità il Ftse100 di Londra.
Tra i titoli in evidenza Henkel -4%. Il gruppo dei beni di consumo ha avvertito che le difficoltà di consegne nel mercato nord americano peseranno sui conti del primo trimestre.
Carrefour +0,4%. Deutsche Bank ha alzato il rating sul titolo del gruppo della distribuzione a hold da sell.
Euronext -0,4%. L'operatore di Borsa ha comunicato che il presidente Rijnhard Van Tets lascerà l'incarico. Al suo posto è stato nominato l'attuale vice Dick Sluimers.
Hammerson +26%. Il gruppo immobiliare britannico ha ricevuto e rifiutato una proposta di acquisto da quasi 5 miliardi di sterline dalla francese Klépierre (-3%).
Pernod Ricard -1%. Goldman Sachs ha peggiorato la raccomandazione sul titolo del gruppo delle bevande a neutral da buy.
Barclays +3%. L'investitore attivista Sherborne detiene il 5,16% dei diritti di voto del gruppo bancario britannico.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana debole, vendite su Telecom, Prysmian e auto: FTSE MIB -0,65%.
Il FTSE MIB segna -0,65%, il FTSE Italia All-Share -0,63%, il FTSE Italia Mid Cap -0,56%, il FTSE Italia STAR -0,53%.
Mercati azionari europei in rosso: Euro Stoxx 50 -0,9%, DAX -1,2%, FTSE 100 -1,1%, CAC 40 -0,9%, IBEX 35 -0,7%.
Future sugli indici azionari americani negativi: S&P 500 -0,8%, NASDAQ 100 -1,4%, Dow Jones Industrial -0,7%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,17%, NASDAQ Composite invariato, Dow Jones Industrial +0,29%.
Mercato azionario giapponese negativo, il Nikkei 225 termina a -0,90%. Borse cinesi in verde: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a +0,44%, l'indice Hang Seng di Hong Kong a +0,04%.
In rosso Telecom Italia (-1,1%) che è stata multata dall'antitrust per pratiche commerciali scorrette. Secondo indiscrezioni di stampa nel cda di giovedì Giuseppe Recchi rimetterà le deleghe su sicurezza e Sparkle.
Vendite su Prysmian (-1,8%). Alcuni fondi (detentori del 6,2% circa del capitale ordinario del gruppo) hanno depositato una lista di minoranza di candidati indipendenti per il rinnovo del cda in programma nella prossima assemblea dei soci (il 12 aprile).
Debole il settore auto con FCA (-1,2%), Pirelli & C (-1,6%), Brembo (-1,1%), Ferrari (-1,1%).
Avvio di seduta incerto per Salini Impregilo (-0,6%), reduce dal +9,99% di venerdì in scia ai dati 2017: ricavi in crescita del 5,8% a circa 6,5 miliardi di euro (6,35 miliardi e +3,6% su base adjusted) e utile netto adjusted pari a 117,4 milioni (+66,9% rispetto al 2016).
Salini ha annunciato di essersi aggiudicata un contratto da 203 milioni di euro per l'estensione di una linea della metropolitana di Parigi fino all'aeroporto di Orly.
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TITOLI DEL GIORNO
Molto bene Eni nella seduta di venerdì, salito sui massimi da inizio febbraio dopo la presentazione del Piano Strategico per il periodo 2018-2021. Da un punto di vista grafico Eni ha inviato venerdì un segnale di forza significativo nel breve termine: il superamento di 13,91 euro ha comportato infatti il completamento di un doppio minimo disegnato da area 13,25, figura dalle implicazioni rialziste che potrebbe sviluppare movimenti di ampiezza almeno pari al doppio minimo stesso verso obiettivi a 14,60 circa e target intermedio a 14,35 circa, lato superiore del gap ribassista del 5 febbraio. Sotto 13,64, base del gap rialzista del 12 marzo, verrebbero invece vanificati i recenti sforzi costringendo i corsi a ripiegare in direzione della base del doppio minimo. Sotto 13,25 giungerebbero nuovi indizi di debolezza per il test a 13 euro, riferimento strategico non solo nel breve periodo.
Buona performance venerdì per UniCredit (+1,26% a 17,22 euro). L'analisi del grafico evidenzia l'ampio movimento laterale in essere dalla scorsa estate, movimento che ha interrotto il recupero originato dal minimo dell'estate precedente, quella del 2016. Una vittoria oltre i massimi allineati a 18,20/18,40 euro riattiverebbe la tendenza ascendente in direzione del picco del marzo 2016 a 20,70 circa. Discese sotto 16,30/16,40 preannuncerebbero invece un test del minimo di inizio gennaio a 15,47, supporto decisivo per scongiurare il completamento di un potenziale doppio massimo e del conseguente avvio di un'ampia correzione (primo obiettivo in area 14).
Astaldi chiude la settimana in netta flessione. Le quotazioni sono scese fino a 2,338 euro risalendo poi in area 2,35, complice anche la buona tenuta del mercato nel suo complesso, comunque decisamente al di sotto della chiusura di giovedì a 2,456 euro. Le quotazioni hanno avvicinato i minimi del 28 febbraio, a 2,28 euro, già testati anche il 14 marzo, mettendo quindi a rischio la tenuta del tentativo di rimbalzo visto nelle ultime settimane. Sotto i 2,28 euro probabile un nuovo test dei minimi di novembre 2017 a 1,921 euro. Supporto successivo a 1,51/52 euro. Solo la tenuta di area 2,24/28 e la rottura a 2,63 della media mobile a 50 giorni allontanerebbero il rischio di proseguimento del ribasso prospettando un test di 2,65 e di 2,95 euro.
DATI MACRO ATTESI
Lunedì 19 Marzo 2018
Riunione G20 (giorno 1);
00:50 GIA Riassunto opinioni riunione BoJ;
00:50 GIA Bilancia commerciale feb;
01:01 GB Indice Rightmove (prezzi abitazioni) mar;
02:30 CINA Indice prezzi abitazioni feb;
10:00 ITA Produzione industriale gen;
11:00 ITA Bilancia commerciale gen;
11:00 EUR Bilancia commerciale gen..
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HEADLINES
Giappone: in febbraio export in crescita oltre il consensus
Gennaio quindicesimo mese consecutivo di crescita per l’export dal Sol Levante. Secondo quanto comunicato dal ministero delle Finanze nipponico, infatti, in febbraio le esportazioni dal Giappone sono cresciute dell'1,8% annuo, in decisa frenata rispetto al progresso del 12,3% di gennaio (9,3% in dicembre), ma sopra all'1,4% del consensus di Bloomberg. Le importazioni sono invece aumentate del 16,5% annuo contro il 7,9% precedente (14,9% in dicembre) e il 16,0% stimato dagli economisti. Il risultato è stato un surplus della bilancia commerciale di appena 3,4 miliardi di yen, contro gli 804,5 miliardi del febbraio 2017 e gli 89,1 miliardi del consensus di Bloomberg. In gennaio, invece, era stato registrato un deficit (primo disavanzo in otto mesi) di 943,4 miliardi di yen.
Cina: prezzi delle case cresciuti del 5,2% annuo in febbraio
Ventinovesimo mese consecutivo di progresso per i prezzi delle case nelle maggiori città della Cina, dopo una striscia negativa che era durata 14 mesi. Secondo quanto comunicato dall’Ufficio nazionale di statistica di Pechino, infatti, nei 12 mesi al 28 febbraio l’incremento dei prezzi è stato del 5,2% annuo, in accelerazione rispetto al 5,0% precedente (5,3% nell'intero 2017). Secondo i calcoli di Reuters, su base mensile il progresso è invece stato dello 0,2% in febbraio, dopo l'incremento dello 0,3% di gennaio (0,4% in dicembre). Tra le 70 città monitorate 44 hanno registrato incrementi mensili contro le 52 di gennaio (57 in dicembre).
La Corea del Nord incontrerà Seoul e Washington in Finlandia
Il ministero degli Esteri di Seoul ha comunicato che un funzionario della Corea del Nord incontrerà a Helsinki una delegazione Usa e una sudcoreana, senza specificare la data, che comunque dovrebbe essere prima della fine di maggio, quando si dovrebbe invece tenere il summit tra Pyongyang e Washington. Secondo l'agenzia stampa Yonhap, all'incontro dovrebbe partecipare Kathleen Stephens, ex ambasciatrice Usa a Seoul. Anche se Washington ha tenuto a sottolineare che il meeting in Finlandia non fa parte del processo che condurrà a un incontro tra Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un, si tratta in ogni caso di un ennesimo passo verso una distensione dei rapporti tra le due Coree dopo il "disgelo" dell'Olimpiade invernale di Pyeongchang il mese scorso.
Gran Bretagna: Bcc alza stima crescita del Pil 2018 all'1,4%
La British Chambers of Commerce (Bcc) ha rivisto al rialzo la sua stima di crescita dell'economia della Gran Bretagna, citando la solidità dei consumi delle famiglie grazie alla ripresa nei salari. L'outlook sulla crescita del Pil 2018 è stato rivisto dall'1,1% all'1,4%, quello del 2019 dall'1,3% all'1,5% mentre l'espansione è attesa all'1,6% nel 2020.
Nuova Zelanda. Rallenta la crescita del Settore dei Servizi
In Nuova Zelanda, secondo quanto comunicato da BusinessNZ, l'Indice BNZ-BusinessNZ del settore dei Servizi, è sceso di 0,7 punti a febbraio attestandosi a quota 55.00. Si tratta del terzo calo consecutivo, ma l'indicatore si mantiene comunque ben al di sopra dei 50 punti che segnano il confine tra contrazione ed espansione.
Turchia: vendite retail crescono del 10,7% annuo in gennaio
Secondo quanto comunicato dal Türkiye ?statistik Kurumu (l’Ufficio nazionale di statistica di Ankara), in gennaio le vendite retail sono cresciute in Turchia per il secondo mese consecutivo, registrando un incremento dell'1,2% mensile, in rallentamento rispetto al 2,6% di dicembre ma contro il declino dello 0,2% di novembre (flessione rivista al rialzo rispetto allo 0,7% comunicato in precedenza). Su base annuale l'espansione è stata invece 10,7% contro l'8,9% di dicembre e il 4,1% di novembre.
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