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giovedì 15 marzo 2018

Report dei mercati



Wall Street chiude in calo, pesano timori guerra commerciale
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in ribasso a causa dei timori di una guerra commerciale. Il Dow Jones ha perso l'1%, l'S&P 500 lo 0,57% e il Nasdaq Composite lo 0,19%.
Secondo alcune indiscrezioni, il presidente Trump avrebbe intenzione di imporre dazi sulle importazioni dalla Cina di prodotti tecnologici, delle telecomunicazioni e tessili.
La possibilità di una guerra commerciale ha innescato le vendite sul comparto industriale. Tra le blue chip è Boeing a registrare il maggiore ribasso (-2,48%). Male anche il settore delle risorse di base, i finanziari, ed il comparto dei beni di consumo.
Tra gli altri titoli in evidenza Express -0,14% nonostante una trimestrale superiore alle attese. Nel quarto trimestre l'utile per azione adjusted del rivenditore di abbigliamento si è attestato a 0,34 dollari su ricavi per 693,8 milioni. Gli analisti avevano previsto un Eps a 0,32 dollari su ricavi per 686 milioni. Le vendite a perimetro costante sono diminuite dell'1% contro il -1,9% del consensus.
Ford Motor +2,23%. Morgan Stanley ha alzato il rating sul titolo del gruppo automobilistico a overweight da underweight.
Broadcom -0,24%. Il gruppo dei semiconduttori ha ritirato la proposta di acquisto della rivale Qualcomm (+0,70%).
Sul fronte macroeconomico il Dipartimento del Commercio ha reso noto che le vendite al dettaglio hanno evidenziato nel mese di febbraio un calo dello 0,1% m/m, dopo un calo dello 0,1% anche a gennaio, risultando sotto le attese fissate su un incremento dello 0,3%. L'indice escluso il comparto auto è cresciuto dello 0,2% dopo l'incremento dello 0,1% precedente (rivisto da +0%). Le attese erano per un indice pari al +0,3%.
L'indice grezzo dei prezzi alla produzione ha evidenziato, nel mese di febbraio, un incremento dello 0,2% su base mensile dopo l'incremento dello 0,4% della rilevazione precedente (consensus +0,1%). Su Base annuale il PPI è salito del +2,8% dal +2,7% precedente (consensus +2,8%). L'indice core (esclusi energetici ed alimentari) è cresciuto dello 0,2% su base mensile (consensus +0,3%). Su base annuale, l'indice Core ha fatto segnare un incremento pari al 2,5%, pari alle attese, dal +2,2% della rilevazione precedente.
Le Scorte delle imprese sono aumentate dello 0,6% nel mese di gennaio, risultando pari alle attese degli analisti e in linea con la lettura precedente (rivista da +0,4%).
MERCATI ASIATICI
Seduta contrastata in Asia. Nikkei 225 in rialzo dello 0,12%
Nuova frenata mercoledì per Wall Street (peggiore dei tre principali indici Usa martedì il Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dell'1,00%), ancora in scia ai timori sulla guerra commerciale lanciata dal presidente Usa Donald Trump, e alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è rimasta negativa anche se nel corso della giornata diversi dei principali mercati della regione hanno recuperato terreno. Larry Kudlow, che rimpiazzerà Gary Cohn nel ruolo di consulente economico della Casa Bianca, ha sottolineato come Trump voglia sostenere un dollaro forte e avere un approccio più duro nei confronti della Cina.
Primo risultato è stato un ulteriore indebolimento del biglietto verde, mentre lo yen, in rialzo dello 0,30% sul dollaro, guadagna terreno per la seconda seduta consecutiva. Alla fine, comunque, nonostante il rafforzamento della valuta nipponica il Nikkei 225 di Tokyo riesce a chiudere in positivo dello 0,12% (ha fatto peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi di appena lo 0,02%).
La tendenza contrastata per i mercati d'Oriente è confermata dall'andamento dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si muove intorno alla parità, e dalla performance delle piazze cinesi. In chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 segnano infatti un declino limitato allo 0,01% e un guadagno dello 0,56% rispettivamente, contro la flessione dello 0,22% dello Shenzhen Composite.
In positivo invece Hong Kong: a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng è infatti in rialzo di circa lo 0,30% (e il progresso è sostanzialmente uguale per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China). A Sydney è stato invece dello 0,24% il deprezzamento dell'S&P/ASX 200, contro la crescita dello 0,25% segnata dal Kospi di Seoul.
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MERCATI EUROPEI
Borse europee sopra la parità
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in rialzo nonostante i timori di una guerra commerciale. L'indice Stoxx Europe 600 guadagna lo 0,2%, il Dax30 di Francoforte lo 0,4%, il Cac40 di Parigi lo 0,3% e il Ftse100 di Londra lo 0,1%.
Tra i titoli in evidenza Munich Re +1,5%. Il gruppo delle riassicurazioni ha comunicato l'approvazione da parte del board di un nuovo piano di riacquisto di azioni proprie per 1 miliardo di euro che verrà realizzato entro l'assemblea degli azionisti del 2019. Il buyback farà seguito a quello in corso, di pari ammontare, che sarà invece completato entro l'assemblea di quest'anno, che si terrà il prossimo 25 aprile. Il colosso tedesco ha anche migliorato la guidance, alzando da 2,0-2,4 a 2,1-2,5 miliardi di euro la stima di utile consolidato di gruppo per l'attuale esercizio.
Société Générale -2,5%. La banca francese ha annunciato le dimissioni a sorpresa del vice chief executive Didier Valet. Per SocGen l'uscita di Valet rappresenta soprattutto la perdita del responsabile dell'investment banking quando è appena partito il nuovo piano triennale "Transform to Grow". Le dimissioni sono state motivate con "disaccordi in merito a una specifica questione legale". Secondo Reuters si tratta delle indagini che vedono coinvolta SocGen in merito alla possibile manipolazione del Libor.
Tesco +1,7%. Jp Morgan ha alzato il rating sul titolo del retailer britannico a overweight.
Hennes & Mauritz -4%. Il gruppo di abbigliamento ha annunciato vendite trimestrali in calo.
Sul fronte macroeconomico in Francia l'Ufficio di Statistica Insee ha pubblicato i dati finali sull'inflazione, riportando a febbraio una variazione nulla su base mensile, superiore alle attese ma in crescita dal -0,1% della rilevazione di gennaio. Su base annua l'inflazione è cresciuta dell'1,2% in linea con la rilevazione precedente. Nel mese di febbraio l'indice armonizzato dei prezzi al consumo è rimasto invariato su base mensile ed è aumentato dell'1,3% su base annuale.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana sopra la parità, bene Generali e Leonardo, bancari incerti: FTSE MIB +0,09%.
Il FTSE MIB segna +0,09%, il FTSE Italia All-Share +0,13%, il FTSE Italia Mid Cap +0,41%, il FTSE Italia STAR +0,40%.
Mercati azionari europei incerti: Euro Stoxx 50 +0,2%, DAX +0,3%, FTSE 100 +0,1%, CAC 40 +0,2%, IBEX 35 -0,2%.
Future sugli indici azionari americani in recupero: S&P 500 +0,1%, NASDAQ 100 +0,1%, Dow Jones Industrial +0,2%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,57%, NASDAQ Composite -0,19%, Dow Jones Industrial -1,00%.
Mercato azionario giapponese positivo, il Nikkei 225 termina a +0,12%. Borse cinesi in verde: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a +0,56%, l'indice Hang Seng di Hong Kong +0,34%.
Generali (+1,7%) tonica dopo aver archiviato il 2017 con utile netto a 2,11 miliardi di euro (consensus 1,97 miliardi), in crescita dell'1,4%, soprattutto grazie a minori svalutazioni e nonostante gli effetti negativi derivanti dalle dismissioni (-217 milioni) e dall'incremento del tax rate. I premi sono scesi leggermente (-0,2%) a 68,54 miliardi di euro (consensus 70,1 miliardi). Il cda proporrà all'assemblea un dividendo da 0,85 euro per azione, in crescita di oltre il 6% rispetto alla cedola da 0,80 euro dell'anno precedente.
Leonardo (+1,6%) guadagna terreno dopo la pubblicazione dei dati 2017 (sostanzialmente in linea con le attese), con ricavi in calo del 4% e utile netto ordinario a 274 milioni di euro, quasi dimezzato rispetto ai 507 milioni del 2016. I risultati del quarto trimestre sono stati però migliori del consensus Bloomberg con ricavi a 3,543 miliardi di euro (consensus 3,602) e utile netto ordinario a 2 milioni di euro (consensus -43 milioni).
Confermata la guidance 2018, con ricavi sostanzialmente stabili e un netto calo del Free Operating Cash Flow a causa del profilo finanziario del programma EFA Kuwait.
Bancari incerti dopo che BCE e Commissione Europea hanno pubblicato i rispettivi documenti relativi alle modifiche delle regole sulle coperture dei crediti deteriorati: analisti e operatori stanno valutando i possibili effetti sui titoli del settore. L'indice FTSE Italia Banche cede lo 0,2%, l'EURO STOXX Banks segna -0,1%.
Deboli a Milano Banca MPS (-0,7%), UniCredit (-0,4%), Intesa Sanpaolo (-0,1%). In verde Banco BPM (+0,6%), Credito Valtellinese (+3%).
Atlantia (-1,2%) perde ulteriore terreno dopo il -2,53% di ieri in scia all'accordo vincolante con ACS (-0,9%) su Abertis (invariata a 18,61 euro): Hochtief (-1% controllata da ACS) lancerà l'annunciata OPA (ma tutta in contanti) a 18,36 euro su Abertis e successivamente cederà l’intera partecipazione per un controvalore identico a quello pagato nella stessa OPA (e nell’eventuale squeeze-out o de-listing) a una società veicolo che verrà capitalizzata per 7 miliardi di euro da Atlantia e ACS.
Il veicolo avrà un assetto azionario con Atlantia al 50% + 1 una azione, ACS al 30% e Hochtief al 20% meno un’azione al fine di permettere il consolidamento contabile dello stesso e di Abertis da parte di Atlantia. L'accordo prevede inoltre un investimento da 2,5 miliardi di Atlantia in azioni Hochtief, un patto parasociale e un accordo di collaborazione strategica.
In rosso FCA (-0,5%) che a febbraio ha visto le immatricolazioni di autoveicoli nella UE calare del 4,3% a/a, contro il +4,3% del mercato, con quota in flessione dall'8% al 7,4%. Si conferma sotto pressione il marchio Fiat (-8,8%), mentre prosegue la cavalcata di Jeep (+52,2%).
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TITOLI DEL GIORNO
L'analisi del grafico di Generali evidenzia il rimbalzo della scorsa settimana, movimento che ha portato il titolo a ridosso delle resistenze a 15,55/15,60 euro. L'eventuale superamento di questi ultimi ostacoli lancerebbe i prezzi verso il massimo di fine gennaio a 16,48, mentre discese sotto area 15,10 preannuncerebbero un test del recente minimo a 14,53.
Reply è stato respinto da una resistenza determinante in area 54, massimi di febbraio praticamente allineati ai top di settembre. I prezzi hanno invertito la rotta prima ancora di raggiungere questo ostacolo, inviando un segnale di debolezza che potrebbe estendere la flessione fino a 48,20 circa, base del canale che sale dai minimi di novembre 2016. Solo il cedimento di questo limite modificherebbe gli equilibri di medio periodo proiettando target a 42,50/43, in corrispondenza dei minimi dello scorso novembre.
Volatilità estrema ieri per Mondadori (+1,18% a 1,89 euro) che, dopo un avvio spumeggiante all'indomani della pubblicazione dei dati 2017, inverte la rotta e scende in profondo rosso, per poi riemergere nel finale. Solo discese al di sotto dei minimi del 5 marzo a 1,812, coincidenti con il 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi di settembre 2016, potrebbero però mettere in discussione il tentativo di rimbalzo visto da inizio mese facendo temere la ripresa del trend ribassista scaturito dal doppio massimo disegnato in area 2,55/58 tra ottobre e gennaio. Supporto successivo a 1,451, sui minimi di giugno 2017. La tenuta di area 1,81 e la rottura dei 2 euro permetterebbero invece la ripresa del rimbalzo prospettando il test di 2,11, media mobile a 50 giorni, e di area 2,550/58, resistenza critica anche in ottica di medio periodo.
DATI MACRO ATTESI
Giovedì 15 Marzo 2018
08:45 FRA Inflazione finale feb;
13:30 USA Indice Empire State Manufacturing mar;
13:30 USA Indice Philadelphia Fed (manifatturiero) mar;
13:30 USA Indice prezzi importazioni feb;
14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;
15:00 USA Indice NAHB (mercato immobiliare residenziale) mar;
21:00 USA Acquisti netti att. finanziarie (l/term.) gen.
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HEADLINES
Russia: economia in espansione del 2,0% annuo in gennaio
Secondo quanto comunicato mercoledì dal ministero per lo Sviluppo economico di Mosca, l'economia della Russia ha registrato un'espansione del 2,0% annuo in gennaio, in accelerazione rispetto al progresso dell'1,4% di dicembre. Era invece dell'1,8% la crescita del Pil stimata dagli economisti. Per quanto riguarda l'inflazione, invece, il ministero ha dichiarato di attendersi che rimanga sotto al target del 4% della Banca centrale di Mosca per tutto il 2018 e potrebbe calare sotto quota 2% in giugno
Nuova Zelanda: al 2,9% annuo crescita Pil quarto trimestre
Secondo quanto comunicato da Statistics New Zealand, nel quarto trimestre il Pil neozelandese è progredito su base annuale del 2,9% contro il 2,7% del terzo trimestre (2,8% nel secondo) ma sotto al 3,1% del consensus. Su base sequenziale, invece, l'economia della Nuova Zelanda ha registrato un'espansione dello 0,6% come nel terzo trimestre (1,0% nel secondo), anche in questo caso sotto allo 0,8% atteso dagli economisti.
Indonesia: in febbraio export in progresso dell'11,76% annuo
Secondo quanto comunicato da Badan Pusat Statistik (l’Ufficio nazionale di statistica di Jakarta), in febbraio le esportazioni dall’Indonesia sono cresciute dell'11,76% annuo, in ulteriore accelerazione rispetto al 7,86% di gennaio (e al 6,93% di dicembre) ma sotto al 12,40% del consensus. Le importazioni sono invece rimbalzate del 25,18% annuo, in lieve rallentamento rispetto al 26,44% di gennaio (17,83% in dicembre) e contro il 26,00% atteso dagli economisti. La bilancia commerciale dell'Indonesia si è quindi attestata su un deficit di 110 milioni di dollari, in netta contrazione rispetto ai 670 milioni di gennaio (270 milioni in dicembre) ma contro il surplus di 1,26 miliardi del febbraio 2017.
Già coperta l'Ipo di Dws (Deutsche Bank) a Francoforte
Già interamente coperta l'Ipo di Dws a Francoforte anche se, come nota Reuters, abitualmente il successo di un collocamento azionario necessita di una domanda doppia rispetta all'offerta. Secondo quanto riportato mercoledì da uno dei bookrunner, citato da Reuters, Deutsche Bank ha già ricevuto richieste per tutte le azioni offerte nell'Ipo di Dws (brand assunto dallo scorso dicembre dalla divisione asset management del colosso bancario tedesco). Il bookbuilding è iniziato mercoledì e proseguirà comunque fino al prossimo 22 marzo. Il successivo 23 marzo avverrà il deubtto sul listino. Deutsche Bank, che domenica scorsa aveva comunicato la forchetta di prezzo per il collocamento di Dws, aveva chiuso in declino dello 0,90% mercoledì a Francoforte, contro il guadagno dello 0,14% del Dax.
Olanda: crescita export sui minimi da maggio al 5,5% annuo
Secondo quanto comunicato dal Centraal Bureau voor de Statistiek (Cbs, l’Ufficio centrale di statistica olandese), in gennaio le esportazioni dai Paesi Bassi sono cresciute del 5,5% annuo, in ulteriore rallentamento rispetto al progresso del 6,6% di dicembre (e del 9,4% in novembre). Si tratta della lettura pià bassa dal 3,1% del maggio 2017. Le importazioni dall'Olanda sono invece aumentate del 9,3% annuo, contro l'8,3% di dicembre (e il 5,3% di novembre).
Usa: per Barney Frank la Dodd-Frank può essere alleggerita
Barney Frank, l'ex deputato democratico del Massachusetts che insieme al collega del Connecticut Chris Dodd aveva dato il nome alla Dodd-Frank, ha dichiarato mercoledì che la riforma del sistema finanziario del 2010 ha aree in cui può essere alleggerita. Parlando all'assemblea annuale della Futures Industry Association a Boca Raton, in Florida, Dodd ha sottolineato come l'obiettivo della riforma fosse meglio regolare le banche che accorpavano mutui tossici in obbligazioni cartolarizzate per poi commercializzarli. Come riporta il Financial Times, Frank ha sottolineato che appoggerebbe un alleggerimento delle norme per le banche di dimensioni più piccole. "Istituti con meno di 10 miliardi di dollari di asset, disposti a mantenere i prestiti sui loro libri non dovrebbero preoccuparsi", ha precisato, aggiungendo però che la storica legislazione ha retto bene nonostante i tentativi di cancellarla. "I nemici non sono stati in grado di demonizzarla abbastanza da smantellarla", ha detto al Financial Times a margine della conferenza. Le parole di Frank arrivano in una fase in cui il Congresso Usa sta discutendo una modifica della Dodd-Frank. Mercoledì, infatti, il Senato ha approvato con 67 voti favorevoli e 27 contrari una norma che esonera le banche con meno di 250 miliardi di dollari di asset da una supervisione più severa (la soglia attuale è invece di 50 miliardi). La modifica dovrà però ora passare al vaglio della House of Representatives e il suo iter è tutt'altro che scontato.
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