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martedì 13 marzo 2018

Report dei mercati


Borsa Usa: il Nasdaq non si ferma, Dow Jones e S&P 500 penalizzati dagli industriali
La Borsa di New York ha chiuso la prima seduta della settimana in ordine sparso alla vigilia della pubblicazione dei dati sull'inflazione. Il Dow Jones ha perso lo 0,62%, l'S&P 500 lo 0,13% mentre il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,36%. L'indice tecnologico ha toccato il nuovo record storico a 7.609,10 punti.
Dow Jones e S&P 500 sono stati penalizzati dal ribasso del comparto industriale, a sua volta zavorrato dai dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio annunciati dal presidente Trump. Martedì sarà reso noto il dato sui prezzi al consumo di febbraio. Una cifra superiore alle attese aumenterebbe i timori di un inasprimento della politica monetaria da parte della Fed.
Tra i titoli in evidenza Oclaro +27,52%. Lumentum Holdings (+4,39%) ha annunciato l'acquisto del produttore di componenti ottici per circa 1,8 miliardi di dollari. Lo specialista della fibra ottica verserà agli azionisti Oclaro 5,60 dollari in contanti e 0,0636 azioni Lumentum per un totale di 9,99 dollari per azione.
DowDuPont -1,2%. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Andrew Liveris, chairman esecutivo del gruppo chimico, lascerà la società il prossimo 1° aprile. Dovrebbe subentrargli il consigliere Jeff Fettig.
Merck & Co +0,4%. Leerink ha alzato il rating sul titolo del gruppo farmaceutico a "outperform".
Johnson Controls +0,48%. Il gruppo industriale sta studiando opzioni strategiche per la propria divisione energetica specializzata nella produzione di batterie.
Broadcom +3,57%. Secondo il Wall Street Journal, il gruppo dei semiconduttori impegnato nell'acquisto di Qualcomm, sarebbe finito nel mirino del colosso Intel (-1,28%).
Time Warner +1,57%. Ubs ha migliorato la raccomandazione sul titolo del colosso media a buy da neutral.
Netflix -3,06%. Citron Research, sito specializzato nelle vendite allo scoperto, ha espresso dubbi sulla capacità del titolo del gruppo dei video on line di mantenere le attuali quotazioni.
MERCATI ASIATICI
Andamento misto per l'Asia ma il Nikkei 225 guadagna lo 0,66%
Dopo il lunedì contrastato di Wall Street (dei tre principali indici Usa ha chiuso in positivo solo il Nasdaq, apprezzatosi dello 0,36%), l'andamento misto prosegue alla riapertura degli scambi in Asia. Mentre gli investitori attendono la pubblicazione in giornata del dato sull'inflazione Usa, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, è in marginale rialzo con lo yen giapponese che perde circa lo 0,30% nei confronti del biglietto verde.
Buona notizia per i grandi esportatori del Sol Levante che aiuta la performance di Tokyo: in chiusura il Nikkei 225 guadagna infatti lo 0,66% (ha fatto poco peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,56%). Sul fronte macroeconomico, l’indice di attività del settore terziario del Giappone ha segnato un ribasso dello 0,6% su base sequenziale in gennaio, dopo la lettura invariata di dicembre. Su base annuale l’indice ha registrato invece un incremento dell'1,6% contro l'1,3% di gennaio. In febbraio, inoltre, i prezzi alla produzione nel Sol Levante sono cresciuti del 2,5% annuo, in ulteriore rallentamento rispetto al progresso del 2,7% di gennaio ma in linea con il consensus.
L'Assemblea nazionale del popolo (il Parlamento di Pechino) ha reso noto che China Banking Regulatory Commission (Cbrc, autorità di vigilanza sul settore bancario) e China Insurance Regulatory Commission (Circ, agenzia omologa della Cbrc ma attiva nel comparto delle assicurazioni) verranno accorpate in un un'unica entità, mentre alcune funzioni verranno assunte dalla People's Bank of China (PboC, la Banca centrale). Misura che rientra in un più ampio piano di riorganizzazione delle autorità della Cina e che vedrà anche la creazione di un ente che deciderà in tema di monopoli e prezzi, unendo le funzioni di National Development & Reform Commission (Ndrc), ministero del Commercio e State Administration for Industry and Commerce (Saic).
Parallelamente verrà anche istituito un nuovo regolatore per la concorrenza. In chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno perso lo 0,49% e lo 0,88% rispettivamente, contro il declino dello 0,71% segnato dallo Shenzhen Composite. In negativo anche Hong Kong: a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng è infatti in ribasso di circa lo 0,40% (fa meglio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, che si muove appena sotto la parità). A Sydney è stato dello 0,36% il deprezzamento dell'S&P/ASX 200, contro il guadagno dello 0,42% segnato dal Kospi di Seoul.
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MERCATI EUROPEI
Borse europee poco mosse
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta senza grandi variazioni in vista della pubblicazione negli Stati Uniti del dato sull'inflazione del mese di febbraio. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,05%, il Cac40 di Parigi lo 0,2%.
Sulla parità l'indice Stoxx Europe 600 e il Ftse100 di Londra.
Tra i titoli in evidenza E.ON +4%. Il gruppo energetico tedesco ha chiuso il 2017 con un utile rettificato in crescita a 1,43 miliardi di euro da 904 milioni del 2016. Proposto un dividendo di 0,30 euro per azione che salirà a 0,43 euro il prossimo anno. Per il 2018 l'Ebitda adjusted è atteso tra 2,8 e 3,0 miliardi di euro.
Direct Line -1,5%. Deutsche Bank ha tagliato il rating sul titolo del gruppo assicurativo a hold da buy.
Rwe +1,7%. L'utility tedesca ha comunicato di avere registrato nel 2017 profitti netti per 1,9 miliardi di euro, contro il rosso di 5,7 miliardi del 2016. L'utile rettificato è aumentato da 777 milioni a 1,23 miliardi di euro, contro gli 1,22 miliardi del consensus.
L'ebitda è invece migliorato da 5,4 a 5,8 miliardi. Il board del gruppo di Essen ha proposto un dividendo 2017 di 1,50 euro per azione, comprensivo di 1,00 euro di cedola straordinaria e ha anticipato un incremento a 0,70 euro per il dividendo ordinario nel 2018.
Iliad -4%. L'operatore telecom ha annunciato un giro d'affari annuale inferiore alle attese
Veolia -2,5%. Qatari Diar, divisione di Qatar Investment Authority, ha ceduto il 4,6% del capitale del gruppo dei servizi ambientali.
Sul fronte macroeconomico in Francia L'Insee ha reso noto che l'Indice dei Salari non agricoli, che misura la variazione del numero di posti di lavoro nel corso in tutte le attivita' non agricole, e' cresciuto dello 0,3% nel quarto trimestre 2017, risultando in linea con la rilevazione preliminare e in crescita dal +0,2% rilevato nel precedente trimestre.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana positiva, brilla Unipol, Mediaset in rosso: FTSE MIB +0,33%.
Il FTSE MIB segna +0,33%, il FTSE Italia All-Share +0,36%, il FTSE Italia Mid Cap +0,53%, il FTSE Italia STAR +0,57%.
Mercati azionari europei positivi: Euro Stoxx 50 +0,3%, DAX +0,1%, FTSE 100 -0,1%, CAC 40 +0,3%, IBEX 35 +0,6%.
Future sugli indici azionari americani in lieve rialzo: S&P 500 +0,1%, NASDAQ 100 invariato, Dow Jones Industrial +0,2%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,13%, NASDAQ Composite +0,36%, Dow Jones Industrial -0,62%.
Mercato azionario giapponese positivo, il Nikkei 225 termina a +0,66%. Borse cinesi deboli: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a -0,88%, l'indice Hang Seng di Hong Kong a +0,02%.
Avvio di seduta in netto rialzo per Unipol (+4% a 4,14 euro) grazie a Kepler Cheuvreux: raccomandazione migliorata da hold a buy con prezzo obiettivo a 4,60 euro.
Italgas (+2,5%) guadagna ulteriore terreno dopo il +2,37% di ieri in scia a dati 2017 migliori delle attese. I ricavi si sono attestati a 1.124,2 milioni di euro (+4,3%, consensus 1,1 miliardi), EBITDA adjusted a 781,2 milioni di euro (+14,1%, consensus 748 milioni) e utile netto adjusted a 296,4 milioni di euro (+34% rispetto al 2016, consensus 279 milioni). Il cda proporrà alla prossima assemblea la distribuzione di un dividendo pari a 20,8 centesimi di euro per azione, in aumento del 4% rispetto a quello distribuito per l’esercizio 2016.
Netto calo per Mediaset (-2,8% a 3,19 euro): JP Morgan ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da neutral a underweight e ridotto il target da 3,20 a 3,10 euro.
Banca Carige (+4,4%) accelera al rialzo dopo il +2,27% di ieri messo a segno grazie all'intervista rilasciata dall'a.d. Paolo Fiorentino al Secolo XIX. Il manager si è detto felice per i primi risultati gestionali del 2018, ha confermato l'obiettivo di ritorno all'utile nell'attuale esercizio e la vendita di circa 1,4 miliardi di euro di crediti deteriorati.
Saras (+2,7%) in ulteriore progresso dopo il +7,65% di ieri in scia ai dati 2017 e al piano industriale 2018-2021. Lo scorso esercizio è andato in archivio con un utile netto pari a 240,8 milioni di euro (+23% a/a, 217,4 milioni e +39% a/a in termini comparabili).
Il cda proporrà all'assemblea un dividendo pari a 0,12 euro per azione (0,10 un anno fa). Il piano "si fonda su uno scenario di riferimento che incorpora un mercato petrolifero favorevole all’industria della raffinazione supportato da una robusta domanda di prodotti raffinati e che, a partire dalla seconda metà del 2019, beneficerà degli effetti della regolamentazione sul contenuto di zolfo nei fumi dei motori marini": previsti 800 milioni di euro di investimenti, generazione di cassa dalla gestione operativa complessiva durante l’orizzonte di piano a circa 1.950÷2.050 milioni, pagamento di dividendi compresi tra il 40% ed il 60% dell’utile netto comparabile.
A una domanda sull'eventuale impatto sulle forniture dall'Iran in caso di nuove sanzioni USA (posta durante la conference call con gli analisti), il vice presidente esecutivo e d.g. Dario Scaffardi ha risposto che Saras non avrà problemi a trovare fonti alternative, come del resto già accaduto in passato nei casi di Libia e dello stesso Iran. Riguardo al ruolo di presidente ricoperto da Gian Marco Moratti, recentemente scomparso, la società ha ritenuto di non procedere a una nomina, "in considerazione dell’imminenza dell’Assemblea Generale chiamata, inter alia, a nominare il nuovo Consiglio".
Anche Biesse (+2,9%) estende il rialzo di ieri in scia ai dati 2017: ricavi netti pari a 690,1 milioni di euro (+11,6% a/a), EBITDA (ante eventi non ricorrenti) a 89,5 milioni (+17,9% a/a), utile netto a 42,8 milioni (+45,3% a/a). Al 31 dicembre 2017 la posizione finanziaria netta di Gruppo risulta positiva per 30,3 milioni di euro in miglioramento di 25,4 milioni rispetto allo stesso periodo 2016. Il cda proporrà all'assemblea un dividendo pari a 0,48 euro per azione (0,36 nell'esercizio precedente).
Per quanto riguarda l'evoluzione dei nuovi ordini, Biesse evidenzia "diffusi segnali di miglioramento" del contesto macro internazionale: per quanto riguarda i settori Legno, Vetro&Pietra il miglioramento visto nel 2017 proietta "un moderato ottimismo per il 2018", mentre "le analisi sull’evoluzione dei settori inerenti alla divisione Meccatronica" appaiono molto più positive.
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TITOLI DEL GIORNO
Performance positiva in avvio di ottava per Biesse. Il titolo è salito lunedì nell'intraday fino a quota 48,66 andando poi a stabilizzarsi in area 47,60, comunque bene al di sopra della chiusura di venerdì a 46,44 euro. A 48,50 i prezzi hanno tentato la rottura del picco record del 9 gennaio, operazione che per il momento non si può dire riuscita: solo una chiusura di giornata al di sopra di area 48,50 sarebbe da leggere come un segnale di ripresa dell'uptrend di medio periodo dopo la fase correttiva laterale vissuta in questo primo scorcio di 2018. Oltre area 48,50 diverrebbe possibile il raggiungimento dei 56 euro. Resistenza intermedia a 53 euro circa. Discese fino a 45,60, area di transito della media mobile a 50 giorni, non metterebbero in discussione le possibilità di estensione del rialzo, al di sotto di quei livelli invece rischio di ritorno sulla base della fase laterale disegnata dai prezzi negli ultimi mesi, a 41 euro circa.
Cattolica Assicurazioni tonica ieri in scia alle parole dell'a.d. Alberto Minali. Graficamente le quotazioni hanno messo a segno un rimbalzo dopo essere tornate sui livelli di inizio anno a circa 9,15 euro, conservando pressoché intatto il supporto offerto a 9,50 circa dalla media mobile a 100 giorni. Per inviare segnali di miglioramento duraturi il titolo dovrà però riportarsi stabilmente oltre la linea che scende dai massimi di gennaio, coincidente a 9,80 circa con la media mobile a 50 giorni. La rottura di questi riferimenti tecnici invierebbe un importante segnale che potrebbe favorire il ritorno sui massimi di gennaio a 10,96 euro. Sotto 9 euro la struttura grafica di breve termine verrebbe compromessa con conseguente approdo sui supporti a 8,75/8,80 euro, minimi allineati di novembre e dicembre, e più in basso a 8,135, lato alto del gap rialzista del 6 ottobre.
Saras in forte rialzo ieri dopo i dati 2017 e il piano industriale 2018-2021. L'analisi del grafico di Saras evidenzia l'avvicinamento, grazie al rally di ieri, del titolo al massimo di fine febbraio a 1,8550 euro: in caso di vittoria su questo riferimento il rimbalzo dal minimo del mese scorso acquisirebbe vigore, prospettando un attacco all'ex supporto a 1,93 circa. Oltre questo ultimo ostacolo si creerebbero i presupposti per il ritorno sul massimo di fine ottobre a 2,3940. Discese sotto area 1,68 preannuncerebbero invece un nuovo pericoloso test di 1,5650, minimo di metà febbraio.
DATI MACRO ATTESI
Martedì 13 Marzo 2018
00:50 GIA Indice prezzi acquisti beni imprese feb;
05:30 GIA Indice attività settore terziario gen;
07:30 FRA Variazione n° occupati trim4;
09:00 SPA Inflazione finale feb;
09:00 SPA Indice prezzi alla produzione feb;
10:00 ITA Tasso disoccupazione trim4;
13:30 USA Inflazione feb:
21:30 USA Scorte settimanali petrolio (API).
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HEADLINES
Giappone: indice terziario in ribasso dello 0,6% sequenziale
Secondo quanto comunicato dal ministero nipponico di Economia, Commercio e Industria, in Giappone l’indice di attività del settore terziario ha segnato un ribasso dello 0,6% su base sequenziale in gennaio, dopo la lettura invariata di dicembre (rivista al rialzo dal declino dello 0,2% comunicato in febbraio), il progresso dell'1,1% di novembre e contro la flessione dello 0,3% del consensus. Su base annuale l’indice ha segnato invece un incremento dell'1,6% contro l'1,3% di gennaio (lettura rivista al rialzo dall'1,1%) e l'1,6% registrato anche in novembre.
Giappone: crescita prezzi produzione rallenta al 2,5% annuo
Secondo quanto comunicato dalla Bank of Japan (BoJ), in febbraio i prezzi alla produzione nel Sol Levante sono cresciuti del 2,5% annuo, in ulteriore rallentamento rispetto al progresso del 2,7% di gennaio (3,1% in dicembre) ma in linea con il consensus. Su base sequenziale la lettura è stata invece invariata dopo l'incremento dello 0,3% di gennaio (0,1% in dicembre) e quello dello 0,2% stimato dagli economisti.
Cina: autorità bancaria e assicurativa verso la fusione
L'Assemblea nazionale del popolo (il Parlamento di Pechino) ha reso noto che China Banking Regulatory Commission (Cbrc, autorità di vigilanza sul settore bancario) e China Insurance Regulatory Commission (Circ, agenzia omologa della Cbrc ma attiva nel comparto delle assicurazioni) verranno accorpate in un un'unica entità, mentre alcune delle loro funzioni verranno assunte dalla People's Bank of China (PboC, la Banca centrale). Misura che rientra in un più ampio piano di riorganizzazione delle autorità e che vedrà anche la creazione di un ente che deciderà in tema di monopoli e prezzi, unendo le funzioni di National Development & Reform Commission (Ndrc), ministero del Commercio e State Administration for Industry and Commerce (Saic). Parallelamente verrà anche istituito un nuovo regolatore per la concorrenza.
India: crescita produzione industriale accelera al 7,5% annuo
Secondo quanto comunicato lunedì dal Central Statistics Office (Cso, l’ente di statistica di New Delhi), in gennaio la produzione industriale è cresciuta in India del 7,5% annuo, in accelerazione rispetto al 7,1% di dicembre (8,8% in novembre). Il dato, in espansione per l'ottavo mese consecutivo, è superiore al 6,4% del consensus. Nel periodo aprile-gennaio (primi dieci mesi dell'esercizio fiscale 2017-2018) l'espansione della produzione industriale è stata del 4,1% contro il 3,7% di aprile-dicembre.
India: tasso d'inflazione calato al 4,44% annuo in febbraio
Secondo quanto comunicato lunedì dal Central Statistics Office (Cso, l’ente di statistica di New Delhi), in febbraio il tasso d'inflazione in India è calato al 4,44% annuo dal 5,07% di gennaio (5,21% in dicembre). Il dato, inferiore al 4,70% del consensus, si confronta con il 3,65% del febbraio 2017. L'outlook sull'inflazione della Reserve Bank of India è per una crescita del 5,10% nell'intero primo trimestre dell'anno (quarto trimestre dell'esercizio 2017-2018).
Trump blocca l'Opa da 117 miliardi di Broadcom su Qualcomm
Il presidente Usa Donald Trump lunedì ha emesso un ordine esecutivo che vieta a Broadcom di perseguire l'Opa ostile da 117 miliardi di dllari nei confronti di Qualcomm, citando possibili minacce alla sicurezza nazionale di Washington. Trump, sulla base delle raccomandazioni del Committee on Foreign Investment in the United States (Cfius, ente presieduto dal segretario del Tesoro, e che comprende rappresentanti di 16 tra ministeri e agenzie governative, il cui scopo è valutare le implicazioni sulla sicurezza nazionale di investimenti stranieri in società Usa), ha dichiarato che "ci sono prove credibili" che lo portano a credere che Broadcom attraverso il controllo di Qualcomm "potrebbe prendere provvedimenti che minaccino di compromettere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti". Broadcom aveva chiuso in rally del 3,57% lunedì al Nasdaq contro il declino dello 0,35% di Qualcomm (che ha poi toccat o una perdita superiore al 4% in after market).
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