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giovedì 1 marzo 2018

Report dei mercati



Borsa Usa: Dow Jones giù del 4,28% a febbraio
La Borsa di New York ha chiuso in ribasso l'ultima seduta del mese di febbraio. Il Dow Jones ha perso l'1,50%, l'S&P 500 l'1,11% e il Nasdaq Composite lo 0,78%.
A penalizzare il mercato azionario americano è stato il settore petrolifero (-2,29%) zavorrato dal declino delle quotazioni del greggio (-2,3%) dopo la pubblicazione del dato sulle scorte (superiori alle attese) negli Usa.
L'unico comparto positivo è stato quello della distribuzione grazie ai risultati trimestrali di TJX (+6,83%) e Etsy (+20,35%).
Tra i titoli in evidenza Hertz Global Holdings -5,53%. Il gruppo del noleggio auto ha comunicato risultati relativi al quarto trimestre segnati da un rosso superiore alle attese. Nei tre mesi, Hertz ha registrato profitti netti per 616 milioni, pari a 7,42 dollari per azione, ma grazie a benefici fiscali per 679 milioni legati alla riforma fiscale approvata in dicembre dal Congresso Usa. Su base rettificata Hertz ha perso 77 centesimi per azione, contro i 71 centesimi del quarto trimestre 2016 e i 60 centesimi del consensus di Thomson Reuters.
Lowe's -6,36%. Il rivenditore di articoli per la casa ha annunciato un utile trimestrale inferiore alle attese. Nel quarto trimestre l'Eps adjusted si è attestato a 0,74 dollari contro gli 87 centesimi del consensus.
Office Depot -9,31%. Il rivenditore di articoli per ufficio ha chiuso il quarto trimestre con un utile per azione adjusted superiore alle attese a 0,08 dollari contro i 7 centesimi del consensus. Peggio del previsto invece il giro d'affari, calato a 2,58 miliardi contro i 2,61 miliardi del consensus.
Celgene -9,04%. Il gruppo biofarmaceutico ha annunciato che la FDA non esaminerà la domanda di approvazione del trattamento contro la sclerosi multipla per insufficienza di dati.
Sul fronte macroeconomico Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha reso nota la seconda stima preliminare del PIL relativo al quarto trimestre 2017, indicando una variazione annualizzata del 2,5%. Nel terzo trimestre il Pil era cresciuto del 3,2% (consensus +2,5%).
L'Indice PMI Chicago (attivita' manifatturiera) nel mese di febbraio e' sceso a 61,9 punti dai 65,7 di gennaio e dai 67,8 di dicembre risultando inferiore alle attese degli addetti ai lavori, fissate su un indice pari a 64,2 punti.
L'indice Pending Home Sales (vendite di case con contratti ancora in corso) ha evidenziato una flessione del 4,7% nel mese di gennaio dopo l'incremento dello 0,5% rilevato a dicembre. Gli addetti ai lavori avevano stimato una variazione positiva pari allo 0,4% mese su mese. L'indice è sceso a 104,6 punti dai 109,8 punti precedenti.
Decisamente negativo il bilancio del mese di febbraio con il Dow Jones che ha lasciato sul terreno il 4,28%, l'S&P 500 il 3,89% e il Nasdaq Composite l'1,87%.
MERCATI ASIATICI
Marzo parte in calo in Asia. Il Nikkei 225 arretra dell'1,56%
Wall Street ha chiuso il mese di febbraio in decisa contrazione (peggiore dei tre principali indici Usa mercoledì il Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dell'1,50%) e marzo inizia sui mercati asiatici ancora in netto calo, come confermato dalla perdita intorno allo 0,50% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso (terza sessione consecutiva in flessione).
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, è in rialzo marginale ma l'indebolimento dello yen sul biglietto verde non basta a sostenere la performance di Tokyo. Il Nikkei 225 chiude infatti in declino dell'1,56% (andamento simile per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi di un netto 1,59%).
Sul fronte macroeconomico, la lettura finale dell’indice Pmi del Giappone stilato da Markit/Nikkei segna per febbraio un calo a 54,1 punti dai 54,8 punti di gennaio (54,0 punti in dicembre), che erano il livello più elevato dai 55,5 punti registrati nel febbraio 2014. Il dato è però superiore ai 54,0 punti della lettura preliminare. L’indice della fiducia dei consumatori nipponici è invece calato in febbraio a 44,3 punti dai 44,7 di dicembre e gennaio. La lettura, sotto la soglia di 50 punti che separa fiducia da pessimismo ormai dal marzo 2006, si confronta con l'incremento a 44,9 punti stimato dagli economisti.
Dati macroeconomici in arrivo anche per Pechino: l’attività manifatturiera in Cina in febbraio resta per il nono mese consecutivo sopra la quota di 50 punti che separa espansione da contrazione (dopo i 49,6 punti segnati nel maggio 2017). La lettura relativa al mese appena chiuso dell'indice Pmi elaborato da Markit/Caixin si è attestata infatti a 51,6 punti dai 51,5 punti di dicembre e gennaio (50,8 punti in novembre) e contro le stime degli economisti per una frenata a 51,3 punti.
E in chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno guadagnato lo 0,44% e lo 0,63% rispettivamente, contro il rialzo dell'1,23% registrato dallo Shenzhen Composite. Hong Kong è maggiormente allineata al resto dell'Asia: a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng resta comunque in positivo di circa lo 0,10% (andamento opposto per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in ribasso intorno allo 0,20%).
A Sydney è dello 0,71% la perdita dell'S&P/ASX 200 mentre Seoul è rimasta chiusa per la celebrazione del Samiljeol (il Movimento del 1° marzo 1919 che diede di fatto l’avvio dell’indipendenza della Corea dal Giappone)
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MERCATI EUROPEI
Borse europee negative
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso. L'indice Stoxx Europe 600 cede lo 0,4%, il Dax30 di Francoforte lo 0,4%, il Cac40 di Parigi lo 0,3% e il Ftse100 di Londra lo 0,3%.
Pesa la chiusura negativa ieri a Wall Street e l'andamento negativo del comparto petrolifero.
Tra i titoli in evidenza Carrefour -6%. Il colosso della distribuzione ha comunicato di avere registrato nel 2017 una perdita netta di 531 milioni di euro, contro i 746 milioni di utile del 2016. Il gruppo francese ha attribuito il rosso a 1,3 miliardi di euro di aggravi straordinari, legati a svaluzioni in Italia e sul marchio Dia. Risultati che hanno comunque spinto Carrefour a tagliare la cedola annuale del 34% rispetto al 2016.
Beiersdorf -2,5%. Il proprietario del marchio Nivea ha fornito un outlook 2018 giudicato "prudente" dagli analisti.
Adecco -5%. Il titolo del gruppo del lavoro interinale scivola dopo la pubblicazione dei risultati del quarto trimestre. L'utile netto è cresciuto del 38% a 297 milioni di euro mentre il giro d'affari è aumentato del 3% a 6,057 miliardi. Proposto un dividendo di 2,50 euro per azione contro i 2,40 euro di un anno prima.
WPP -7%. Il gruppo pubblicitario ha chiuso il 2017 con ricavi in calo dello 0,9% a perimetro costante. Il dato è inferiore alla guidance (rivista al ribasso tre volte nel corso del 2017).
Sul fronte macroeconomico nel Regno Unito, l'Indice Nazionale dei Prezzi delle Abitazioni (Nationwide Housing Price Index), che misura la variazione mensile nel prezzo medio per una abitazione con un mutuo ipotecario, a febbraio ha registrato un decremento pari allo 0,2% rispetto al mese precedente, dopo l'incremento dello 0,2% a gennaio e dello 0,8% a dicembre (consensus +0,2%). Su base annuale l'indice si e' attestato su un valore pari a +2,2%, risultando inferiore al dato precedente (pari al +3,2%) e alle attese (+2,6%).
In Spagna il Pil nel quarto trimestre è cresciuto dello 0,7% rispetto al trimestre precedente, in linea alla precedente stima ma in calo dal trimestre precedente (+0,8%). Rispetto allo stesso periodo del 2016 il Pil è cresciuto del 3,1%, in linea con le attese.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana sotto la parità in avvio: FTSE MIB -0,18%.
Il FTSE MIB segna -0,18%, il FTSE Italia All-Share -0,16%, il FTSE Italia Mid Cap +0,03%, il FTSE Italia STAR -0,34%.
Mercati azionari europei deboli: Euro Stoxx 50 -0,2%, DAX -0,5%, FTSE 100 -0,2%, CAC 40 -0,2%, IBEX 35 -0,5%.
Future sugli indici azionari americani positivi: S&P 500 +0,3%, NASDAQ 100 +0,4%, Dow Jones Industrial +0,2%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -1,11%, NASDAQ Composite -0,78%, Dow Jones Industrial -1,50%.
Mercato azionario giapponese negativo, il Nikkei 225 termina a -1,56%. Borse cinesi in verde: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a +0,63%, l'indice Hang Seng di Hong Kong a +0,65%.
Campari (-1,8%) perde ulteriore terreno e tocca i minimi da maggio 2017, ancora penalizzata dai target 2018 ritenuti troppo prudenti indicati dalla società nell'incontro con gli analisti dopo la pubblicazione dei dati 2017 (che si sono rivelati leggermente migliori delle attese).
Avvio di seduta debole per i bancari con l'indice FTSE Italia Banche a -0,3%: sotto pressione Banca MPS (-1,1%), UBI Banca (-0,8%) e Intesa Sanpaolo (-0,4%).
Vendite su FCA (-1%) che ha annunciato che esaminerà nel dettaglio le opzioni per la separazione della controllata Magneti Marelli nel secondo trimestre, in concomitanza con l’esame del piano industriale del gruppo per il 2018-2022. FCA ha precisato che "Non esiste garanzia che l’esame della potenziale separazione di Magneti Marelli abbia come risultato la decisione di intraprendere l’operazione o che detta operazione, una volta avviata, venga portata a termine". Intanto FTSE Russell ha annunciato che a partire dal 19 marzo il titolo FCA sarà inserito nell'indice FTSE Euro 100.
In verde Luxottica (+1,4%) che resta però ancora al di sotto dei livelli di inizio settimana registrati prima dell'affondo di due giorni fa nonostante dati 2017 migliori delle attese, ma previsioni per il 2018 deludenti. Essilor International (+1,7%), gruppo francese in predicato di fondersi con Luxottica entro il primo semestre 2018 ha indicato un target di crescita dei ricavi per l'esercizio in corso pari al 4% ma con margini sulle vendite sostanzialmente stabili.
Salvatore Ferragamo (+1,1%) in ulteriore progresso dopo il +2,21% di ieri dopo la notizia dell'uscita dell'a.d. Eraldo Poletto, notizia che è stata accolta con favore da operatori e investitori. Il manager era stato nominato nel maggio 2016 al posto di Michele Norsa, ed era entrato in carica nell'agosto dello stesso anno con il compito di rilanciare la storica casa fiorentina. Poletto non è riuscito ad imprimere il cambio di marcia che la famiglia Ferragamo si attendeva, nonostante l'ottimo track record nel suo precedente incarico in Furla.
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TITOLI DEL GIORNO
Campari accelera al ribasso mercoledì e dopo il -3,25% di martedì tocca a 5,82 euro i minimi da agosto in scia alla pubblicazione dei dati 2017 leggermente migliori delle attese. Il titolo martedì inizialmente era balzato in avanti, toccando quota 6,555 euro, quindi eguagliando i massimi di inizio mese, per poi invertire drasticamente la rotta e chiudere pesantemente in rosso. Con la violazione a 5,95 della linea che unisce i minimi del 3 agosto e del 9 febbraio i prezzi hanno completato il "testa spalle ribassista" disegnato a partire dal top del 31 maggio scorso. Il target della figura, ottenuto proiettandone l'ampiezza verso il basso dal punto di rottura, si colloca a 4,85 euro circa. Supporto intermedio a 5,30 euro. Solo recuperi, confermati in chiusura di seduta, oltre la media mobile a 200 giorni, a 6,30 euro circa, cancellerebbero le prospettive di ribasso facendo sperare in un test dei massimi di dicembre a 6,64 e di quelli di novembre a 6,95 euro.
Bel progresso ieri per Fincantieri (+3,96% a 1,3120 euro) che rimbalza dopo tre ribassi consecutivi. L'analisi del grafico di Fincantieri evidenzia la correzione originata dal massimo storico del 26 gennaio a 1,55 euro, con i prezzi scesi a testare l'importante supporto a 1,25. Ieri il titolo è rimbalzato vigorosamente su questo riferimento ma resta a distanza dalle prime resistenze: solo con il superamento di 1,38/1,40 si creerebbero le premesse per un allungo verso 1,55, per poi eventualmente tentare la riattivazione della tendenza rialzista di lungo periodo verso area 1,63. La rottura di 1,25 decreterebbe invece la ripresa del movimento discendente verso un primo obiettivo rappresentato dall'ex resistenza a 1,18 (appoggio successivo a 1,12).
Piaggio & C in luce mercoledì grazie ai dati 2017. Da un punto di vista grafico il titolo sta tentando di uscire dalla fase laterale disegnata nelle ultime settimane con base a 2,25 circa. Il ritorno sopra area 2,418 potrebbe offrire spunti di ripresa verso 2,438, lato alto del gap ribassista del 5 febbraio, poi oltre questa soglia target a 2,55/2,60, resistenza definita dalla media mobile a 100 giorni e dalla linea che scende dai top dello scorso autunno. Miglioramento possibile solo oltre questo ostacolo, atteso in questo caso un allungo fino a 2,70 circa. Indicazioni contrarie invece nel caso di cedimento di area 2,25, prologo a cali fino a 2,14..
DATI MACRO ATTESI
Giovedì 1° Marzo 2018
00:50 GIA Spese per investimenti trim4;
01:30 GIA Indice Markit PMI manifatturiero finale feb;
02:45 CINA Indice Caixin PMI manifatturiero feb;
06:00 GIA Indice fiducia consumatori feb;
08:00 GB Indice Nationwide (prezzi abitazioni) feb;
09:00 SPA PIL trim4;
09:15 SPA Indice Markit PMI manifatturiero feb;
09:45 ITA Indice Markit PMI manifatturiero feb;
09:50 FRA Indice Markit PMI manifatturiero finale feb;
09:55 GER Indice Markit PMI manifatturiero finale feb;
10:00 ITA Tasso di disoccupazione mensile gen;
10:00 EUR Indice Markit PMI manifatturiero finale feb;
10:30 GB Credito al consumo gen;
10:30 GB Indice Markit PMI manifatturiero feb;
11:00 EUR Tasso di disoccupazione gen;
14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;
14:30 USA Redditi e consumi gen;
14:30 USA Inflazione PCE gen;
15:45 USA Indice Markit PMI manifatturiero finale feb;
16:00 USA Audizione Powell al Senato;
16:00 USA Indice ISM manifatturiero feb;
16:00 USA Spesa in costruzioni gen.

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HEADLINES
Cina: Pmi Markit/Caixin cresciuto a 51,6 punti in febbraio
Lieve ripresa per l’attività manifatturiera in Cina, che in febbraio resta comunque per il nono mese consecutivo sopra la quota di 50 punti che separa espansione da contrazione (dopo i 49,6 punti segnati nel maggio 2017). La lettura relativa al mese appena chiuso del Purchasing Managers' Index (Pmi) elaborato da Markit/Caixin si è attestata infatti a 51,6 punti dai 51,5 punti di dicembre e gennaio (50,8 punti in novembre) e contro le stime degli economisti per una frenata a 51,3 punti.
Corea del Sud: crescita esportazioni frenata al 4,0% annuo
Sedicesimo mese consecutivo di progresso per l’export sudcoreano. Secondo quanto comunicato dal ministero di Commercio, Industria ed Energia di Seoul, in febbraio le esportazioni dalla Corea del Sud (sesto maggiore esportatore al mondo) sono però cresciute del 4,0% annuo, in netta frenata rispetto al 22,3% di febbraio (8,9% in dicembre), ma ampiamente sopra allo 0,4% del consensus di Reuters. Si tratta comunque della performance peggiore dal novembre 2016. Le importazioni sono invece salite del 14,8% annuo, contro il 21,1% di gennaio (13,6% in dicembre) e il 13,1% stimato dagli economisti. Il surplus della bilancia commerciale, in nero per il settantatreesimo mese consecutivo, si è attestato a 3,31 miliardi di dollari, contro i 3,72 miliardi di gennaio (5,54 in dicembre) e i 2,39 miliardi del consensus.
Giappone: Pmi Markit/Nikkei rallenta a 54,1 punti in febbraio
Rallenta in febbraio la crescita dell’attività manifatturiera del Giappone, che resta comunque per il diciannovesimo mese consecutivo in fase espansiva. La lettura finale dell’indice Pmi stilato da Markit/Nikkei segna infatti per il mese appena chiuso un calo a 54,1 punti dai 54,8 punti di gennaio (54,0 punti in dicembre), che erano il livello più elevato dai 55,5 punti registrati nel febbraio 2014. Il dato è però superiore ai 54,0 punti della lettura preliminare.
Giappone: spesa aziende cresce oltre il consensus del 4,3%
Secondo quanto comunicato dal ministero delle Finanze nipponico, le spese in conto capitale delle imprese del Giappone hanno registrato un progresso del 4,3% annuo nel quarto trimestre 2017, in lieve accelerazione rispetto al 4,2% del terzo (1,5% nel secondo) e contro l'incremento del 3,1% del consensus. Si tratta del quinto trimestre consecutivo di crescita.
Giappone: fiducia consumatori cala a 44,3 punti in febbraio
Secondo quanto comunicato dall’Ufficio di Gabinetto nipponico, l’indice della fiducia dei consumatori in Giappone è calato in febbraio a 44,3 punti dai 44,7 di dicembre e gennaio (44,9 punti in novembre, che erano il livello più elevato dai 45,4 punti del settembre 2013). Il dato, sotto la soglia di 50 punti che separa fiducia da pessimismo ormai dal marzo 2006, si confronta con l'incremento a 44,9 punti stimato dagli economisti.
Gran Bretagna: in gennaio produzione auto rimane invariata
Secondo quanto comunicato mercoledì dalla Society of Motor Manufacturers and Traders (Smmt), in gennaio la produzione di auto in Gran Bretagna è sostanzialmente rimasta invariata su base annua (si è registrato infatti un declino di appena lo 0,05%), contro il netto calo dell'11,7% di dicembre. L'output destinato al mercato domestico ha segnato una flessione del 6,0% (quinto calo consecutivo), a fronte del progresso dell'1,5% della produzione per l'estero. Nell'intero 2017 la lettura era stata per la prima contrazione in otto anni: la produzione era infatti scesa del 3% a 1,67 milioni di unità (comunque secondo risultato più elevato dal 1999 dopo il record del 2016).
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