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lunedì 12 marzo 2018

Piazza Affari: si riscontra una decisa inversione da sell a buy

 
Dopo le elezioni il Ftse Mib ha accusato un calo dovuto ad un risultato più che interlocutorio. Da qui, però, l'indice italiano è partito per una progressiva rimonta. Quale sarà la situazione nel prossimo futuro? La risposta di Stefano Masa Head of QuantInvest® Research & Analysis Department. 
Partiamo dalla consueta panoramica generale
Bilancio settimanale positivo sulle principali piazze finanziarie azionarie. Regina con la miglior performance è la nostra “piazza affari” che vede il suo progresso di poco inferiore ai quattro punti percentuali. Negli Stati Uniti, attraverso il loro Presidente, abbiamo assistito ad un ulteriore atto verso la via di una più decisa azione pro-protezionismo. L’introduzione dei dazi (“selettivi”) su acciaio e alluminio pone – di fatto – una barriera al commercio con i definiti “Paesi amici”: l’Europa – tra cui la Germania – è uno dei primi partner che vede compromettere i propri scambi. Ho volutamente sottolineato la Germania in quanto il numero uno alla casa bianca sembra focalizzare la propria attenzione sull’attuale indebolimento della cancelliera Merkel: se già in passato aveva dimostrato un approccio “non convenzionale” e alquanto discutibile nella forma tenuta in occasione di alcuni appuntamenti internazionali – ora più che mai – l’inquilino della Casa Bianca si imbatte nel tema della spesa militare tedesca rispetto al proprio prodotto interno lordo (ritenuta da Washington come poco sufficiente).
E' possibile mettere in evidenza i singoli temi accaduti nel corso della settimana trascorsa?
In Europa – ed in particolare durante il consiglio direttivo organizzato a Francoforte - la politica monetaria ha deciso di mantenere fermi i tassi. Sebbene questo fattore non fosse nuovo all’intera platea internazionale si è comunque potuto assistere ad un primo cambiamento di comunicazione in vista del prossimo futuro. L’attuale QE rimarrà invariato sul fronte degli acquisti mensili anche in caso di peggioramento di scenario economico (la Bce (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) ha cancellato – con voto unanime – il cosiddetto “easingbias”) ma potrebbe invece mutare la tempistica: la scadenza coincide con il prossimo settembre ma – in vista di una prossima “normalizzazione” – si potrebbe auspicarne un’estensione. Molto dipenderà dai prossimi sviluppi politici (sia in Germania che in Italia) come - ancora di più – dall’imminente verdetto in materia di banche (v. prossima diffusione del nuovo regolamento e dell’ “Addendum alle linee guida della Bce”): personalmente ritengo - quest’ultimo - il maggior fattore di possibile tensione nell’intera area Euro. Nell’arco dei prossimi giorni la situazione verrà chiarita definitivamente.
Prospettive per il FTSE MIB
Nonostante la voglia di cambiamento emersa dalle urne e con la sua avanzata – senza alcun precedente – delle forze antiestablishment, gli operatori scontavano questo esito elettorale. I primi passi indietro degli esponenti contrari all’Euro si sta pian piano ridimensionando nella dialettica quotidiana: ritengo che questa sia solo una mossa di stampo tattico perché funzionale solo in vista del primo ed imminente “appuntamento di governo” ovvero la scelta dei Presidenti di Camera e Senato. Solo dopo questa decisione si potranno intravvedere i primi contorni del nuovo esecutivo che il nostro bel paese avrà nel medio termine. Parlo volutamente di un periodo abbastanza circoscritto in quanto temo che – oltre un arco superiore ai 18 mesi – quanto si configurerà in Parlamento non reggerà la difficile prova del dialogo (e compromesso) di un’intera legislatura. Lo spettro (che personalmente invece ritengo auspicabile) di un governo tecnico potrà essere la soluzione per l’Italia soprattutto in materia di occupazione, pensioni e riduzione del debito pubblico. Tutti temi che sono sotto la lente delle principali agenzie di rating che – finora – hanno lasciato immutati i loro giudizi ma – in futuro – potrebbero intervenire più drasticamente (come già velatamente preannunciato nei giorni post-elezioni).


Evidente l’incremento dei volumi sul nostro principale indice nazionale. Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) corso dell’ultima seduta della trascorsa settimana, si è potuto assistere ad una lieve riduzione degli scambi rispetto alla precedenti giornate ma - l’ammontare complessivo – è stato comunque superiore alla propria media giornaliera.
Sul fronte algoritmico si riscontra una decisa inversione (da sell a buy) su tutti i principali leading indicators mentre, dal punto di vista dei più “lenti” lagging, i primi segnali di acquisto sono circoscritti solo ad alcuni indicatori. Questa sequenza è naturale e – al fine di un posizionamento long – è necessaria una conferma che potrà avvenire solo con il superamento (preferibilmente in chiusura) di soglia 22.831,50 punti. se confermato quest’ultimo scenario, l’indice FTSE Mib potrà agevolmente arrivare al primo target di area 23.107,54 con potenziale ed ulteriore rialzo fino al successivo obiettivo a quota 23.348,10 punti. Da porre particolare attenzione qualora i corsi ritornassero a scambiare in prossimità del supporto psicologico corrispondente ai 22.000 punti: una sua violazione comprometterebbe l’attuale impostazione rialzista di brevissimo periodo con conseguente ridimensionamento dei prezzi fino a 21.170 punti.
Titoli da monitorare
Analizzando l’intero paniere dei titoli appartenenti all’indice FTSE Mib si rileva che – la maggioranza dei sottostanti – si pone in prossimità di resistenze statiche di breve termine: la dinamica dell’andamento dei prezzi è pressoché simile e, al fine di un ulteriore allungo rialzista, è auspicabile – nel corso della prossima ottava - una prima possibile fase di ritracciamento (di entità modesta) con successivo upside caratterizzato da un incremento sui volumi.
Da evidenziare Banca Generali che nel corso della trascorsa settimana si è distinta per i volumi registrati: quest’ultimi sono superiori sia rispetto alla loro media giornaliera che a quella settimanale. Il superamento di area 27,785 € agevolerebbe un primo avvicinamento al target posto in corrispondenza di 28,22 € con potenziale ed ulteriore rialzo fino a quota 28,62 €; negativo il ritorno dei corsi sotto soglia 26,91 €. Buzzi Unicem (Londra: 0NVQ.L - notizie) ha arrestato la propria corsa in prossimità della resistenza a 21,62 € (minimo dello scorso dicembre). Un eventuale chiusura superiore a quest’ultimo livello favorirebbe un posizionamento rialzista con obiettivo a 22,11 €. Un ritracciamento sotto area 21,00 € comprometterebbe l’attuale impostazione con possibile downside verso 20,35 €. Il titolo Ferrari (Xetra: 30092157.DE - notizie) appare pronto per un significativo allungo che si potrebbe concretizzare con il superamento di soglia 102,00 € (price entry): qualora questa ipotesi si verificasse con un eventuale incremento di volumi, il sottostante sconterebbe buone probabilità di rivedere i propri massimi in ottica di breve/medio termine. Il prezzo di Prysmian (EUREX: 3056144.EX - notizie) pone il titolo al di sopra della sua precedente area di resistenza statica di brevissimo termine; l’attuale obiettivo è a quota 27,34 € ma appare fondamentale una conferma della forza dei compratori. Quest’ultima si avrà mediante la tenuta di 26,65 € nel corso dell’intera prossima settimana con un posizionamento long a 26,84 €.
Da monitorare – soprattutto in ottica intraday – il titolo CNH Industrial: nelle prossime sedute si potrebbe incrementare la volatilità che – sfruttata attraverso la tecnica dei Pivot Point calcolati su base daily – apporterebbe un significativo alfa al singolo portafoglio.

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