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martedì 20 marzo 2018

Non trascurare i bancari: tanti i titoli che valgono un buy ora


La seduta odierna a Piazza Affari prosegue a due velocità per i titoli del settore bancario, alcuni dei quali risentono dell'indecisione generale del mercato. Non riescono ad evitare il segno meno Banco BPM e Bper Banca che calano dello 0,31% e dello 0,06%, mentre Unicredit e Ubi Banca salgono dello 0,27% e dello 0,31%, preceduti da Mediobanca e Intesa Sanpaolo che guadagnano rispettivamente lo 0,39% e lo 0,54%.

Giudizi bullish su Unicredit e Intesa Sanpaolo 

Nelle ultime sedute alcune banche d'affari hanno focalizzato la loro attenzione su alcuni protagonisti del comparto.


Gli analisti di Exane ad esempio hanno deciso di riservare una promozione ad Unicredit, modificando la strategia da "neutral" ad "outperform", con un prezzo obiettivo rivisto al rialzo da 18,4 a 20 euro. 
Il broker fa sapere che già da qualche tempo aveva segnalato che la valutazione di Unicredit non è cara, palesando però al contempo una certa preoccupazione per un debole momentum degli utili nel prossimo futuro.
Questo aveva indotto gli analisti ad una view cauta su Unicredit, per il quale però la strategia ora cambia visto che i conti del quarto trimestre dello scorso anno hanno allentato le preoccupazioni, sulla scia di trend migliori delle attese sia sul net interest income che sui costi operativi.


Da segnalare che Exane ha deciso anche di mettere mano alle stime su Unicredit, alzando le previsioni sull'utile per azione nell'ordine del 3% per il prossimo anno e per il 2020.
A puntare sul titolo è anche Banca IMI che consiglia di aggiungerlo in portafoglio, con un target price ritoccato nei giorni scorsi da 20 a 20,1 euro.
Alla base della view positiva troviamo la buona visibilità dopo il Capital Markets Day di dicembre scorso, i buoni numeri realizzati dal gruppo lo scorso anno e la bassa valutazione del titolo.
Per Intesa Sanpaolo sono bullish le indicazioni che arrivano da Exane, i cui analisti assegnato un rating "outperform" al titolo, con un fair value a 3,4 euro.

Il broker frances richiama l'attenzione in particolare sul rendimento del dividendo, pari al 7%, che si conferma un elemento di differenziazione chiave per Intesa Sanpaolo.
Lo stesso rating "outperform" è stato ribadito di recente dal Credit Suisse, con un prezzo obiettivo a 3,6 euro.
Il titolo è il preferito della banca elvetica nel settore italiano e gli analisti ritengono che eventuali debolezze post elezioni potrebbero rivelarsi un'opportunità di investimento.

Anche Mediobanca è un'occasione buy

Una buona occasione tra i bancari è offerta da Mediobanca almeno secondo le indicazioni di Equita SIM che da una parte ha azzerato il peso del titolo in portafoglio per lasciare spazio a Poste Italiane, ma dall'altra ha confermato la raccomandazione "buy" sulle azioni dell'istituto di Piazzetta Cuccia, con un target price a 10,5 euro.
Nei giorni scorsi Deutsche Bank ha deciso di avviare la copertura su Mediobanca con un rating "buy" e un fair value a 12,1 euro.

La banca tedesca apprezza i solidi driver di crescita del gruppo e le opportunità legate al capitale in eccesso, stimato fino a 1,8 miliardi di euro. 
Secondo gli analisti Mediobanca potrebbe utilizzare tali risorse per catturare le opportunità commerciali nelle attività esistenti, per l'M&A nel wealth management o per un incremento del dividendo.

Le strategie suggerite per Bper Banca, Ubi Banca e Banco BPM

Spostando lo sguardo sulle Popolari, Exor punta su Banco BPM e UBI Banca, entrambi top pick nel settore bancario.

Gli analisti assegnano ai due titoli una raccomandazione "outperform", con un prezzo obiettivo a 4 euro per Banco BPM e a 5,4 euro per Ubi Banca.
A scommettere su Bper Banca è invece Kepler Cheuvreux che non più tardi di ieri ha reiterato il rating "buy" sul titolo, con un target price a 4,7 euro.
Più cauta la view di Hsbc che a fine febbraio ha deciso di avviare la copertura sul titolo con una raccomandazione "hold" e un fair value a 5,2 euro.
Gli analisti riconoscono il lavoro di pulizia realizzato da Bper Banca che ha fatto progressi nella riduzione del rischio, ma la loro idea è che il titolo possa essere penalizzato da un eventuale rischio M&A.
Fonte: News Trend Online

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