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martedì 20 marzo 2018

Morgan Stanley: analogie tra Bitcoin e crash delle dot.com


In una nota pubblicata il 18 marzo, Morgan Stanley ha sottolineato diverse analogie tra l’andamento delle quotazioni del bitcoin e lo sviluppo di quella che venne definita la bolla delle dot.com sviluppatasi nel 2000 sul listino Usa del Nasdaq. Con una sola differenza: il bitcoin procede con una velocità di 15 volte superiori.

I motivi dei timori

La conferma arriva dai numeri citati da Sheena Shah: sia il Nasdaq, nel 2000, che la prima delle monete virtuali hanno registrato recuperi a tre cifre (si parla di qualcosa tra il 250 e il 280%).

Il bitcoin è da sempre oggetto di fortissima volatilità: nel giro di nemmeno 9 anni, infatti, la criptovaluta ha visto oscillazioni che vanno da un minimo del 28 a un massimo del 92%, distribuiti su 4 mercati orso, secondo quanto riferito da Shah. Attualmente è a -70% dal suo massimo storico toccato a dicembre del 2017 quando arrivò a lambire quota $ 20.000.
Non solo, ma a far aumentare i timori è anche un altro fattore: il volume degli scambi.

Le coincidenze

Aumentato, nel caso del bitcoin del 300 percento da dicembre, l’esatto contrario, come conferma Shah, di quanto avviene alla vigilia di un rally dove, invece, si registrano cali sui volumi.

In questo caso, infatti, non si devono guardare le cifre, ma la qualità del volume stesso che invece di una maggiore attività degli investitori risulta essere sintomo di una corsa per uscire. Un'ultima nota riguarda, invece, un altro protagonista, il Tether (USDT). Nel suo report, infatti, Morgan Stanley si è concentrata sul comportamento dell'altcoin le cui variazioni di emissione sembrano aver qualche collegamento con l'andamento del Bitcoin.
Fonte: News Trend Online

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