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giovedì 1 marzo 2018

Mercato in attesa di nuova emotività: gli scenari nel breve

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Antonello Marceddu, trader di Tag Group, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, con una particolare attenzione rivolta a Piazza Affari.
L'indice Ftse Mib si sta riportando verso area 22.500, da lei segnalata nell'ultima intervista. Quali sono i possibili scenari nel breve a Piazza Affari?
Come già accaduto in passato in occasioni di altri appuntamenti elettorali, Piazza Affari è dominata da un clima di attesa, come se le elezioni fossero un market movers molto importante.
Vedo una fase di lateralità per il Ftse Mib tra i 22.500 e i 22.800 punti e questa fase di riflessione del mercato è da ricondurre anche all'attesa per l'esito delle elezioni di domenica prossima in Italia.
Piazza Affari aspetta ulteriore emotività anche al di là dell'appuntamento del week-end. Aspettiamo la rottura di uno dei du livelli citati, ossia i 22.500 e i 22.800 punti di Ftse Mib.
La mia lettura del mercato non si discosta molto dall'analisi della scorsa settimana: lo sfondamento al rialzo dei 22.800 punti porterà con buona probabilità alla chiusura del gap-down del 2 febbraio scorso in area 23.200, con la possibilità di assistere ad un ulteriore sviluppo rialzista nel breve.
Al ribasso la rottura dei 22.500 punti riporterà il Ftse Mib sui minimi del 22 febbraio in primis in area 22.250/22.200, con successive estensioni ribassiste fin verso i 22.000 punti.
Graficamente non mi piace particolarmente l'impostazione del mercato, vista la fase laterale che implica un'assenza di direzionalità. A mio avviso è meglio stare flat in questo momento in attesa delle indicazioni che arriveranno domenica dalle urne.
Mi auguro che nella seduta odierna e in quella di domani non ci siano false perforazioni al rialzo o al ribasso, ma credo che il mercato attuale sia molto prudente e mi aspetto quindi un'ulteriore fase di lateralità all'interno di uno stretto intervallo di prezzi.
Dopo il voto di domenica il mercato pretenderà una certa volatilità e l'auspicio è che qualunque sia l'esito del voto, lo stesso non sia il market mover di Piazza Affari. Meglio che siano singole situazioni del paniere a dare un po' di brio alla fase laterale che stiamo vivendo da circa due settimane.
Propendo ancora per nuovi sviluppi ribassisti più che rialzisti, perchè la mia idea è che la discesa dei mercati azionari non sia ancora conclusa.
Come valuta il recente andamento del dollaro-yen e cosa si aspetta nel breve per questo cross?
Un futuro aumento dei tassi di interesse in America dovrebbe spingere al rialzo il dollaro almeno secondo i canoni cui siamo stati abituati fino a questo momento. Al momento il dollaro-yen si sta muovendo tra il massimo della scorsa settimana a 107,9 e il minimo in area 106, un po' più alto del bottom precedente.
Al momento il cambio si mantiene all'interno dei massimi e dei minimi della scorsa ottava, quindi è in fase laterale. Fino a quando i due estremi di questo intervallo di prezzi non saranno infranti, difficilmente avremo nuova direzionaltà.
Ulteriori flessioni del dollaro-yen potrebbero spingere le quotazioni anche fino alla soglia dei 105, da cui magari dovrebbero ripartire al rialzo. Graficamente il dollaro si conferma perdente rispetto allo yen, mentre guardando ad altri cambi il biglietto verde si presenta più forte in confronto ad altre valute.
Spunti operativi al rialzo e al ribasso si avrebbero solo al superamento del massimo e del minimo di martedì scorso, rispettivamente a 107,67 e a 106,78.
Oltre questi due livelli si potrebbe assistere ad una certa enfasi del dollaro-yen, con possibili sviluppi al ribasso verso area 105 o con sviluppi rialzisti al di sopra di quota 108.
L'oro da metà febbraio ha avviato una fase discendente che lo ha portato a poca distanza dai 1.310 dollari l'oncia. Prevede ulteriori sviluppi ribassisti nel breve?
Sappiamo che l'oro è correlato inversamente al dollaro e quando quest'ultimo scende il gold ne approfitta al rialzo e viceversa. Ulteriori apprezzamenti del dollaro nei confronti dell'euro potrebbero spingere le quotazioni dell'oro verso i 1.306 dollari, livello già testato almeno tre volte negli ultimi tempi.
Lo studio dei grafici insegna che quando un livello di prezzo viene battuto in più occasioni, potrebbe anticipare una possibile perforazione del livello stesso.
Personalmente credo però che dai 1.306/1.305 dollari il gold potrebbe ripartire al rialzo, mantenendosi in una fase laterale tra questo livello e i 1.365/1.366 dollari.

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