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lunedì 26 marzo 2018

Mercati sempre più fiaccati: i titoli da preferire e da evitare

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.
In chiusura di settimana sono aumentate le tensioni sui mercati azionari, preoccupati sempre più dal rischio di una guerra commerciale. Quanto ritiene fondati i timori degli investitori e cosa si aspetta nel breve?
Gli investitori ormai hanno già prezzato l'incosciente imprevedibilità di Trump, per cui hanno imparato anche ad attendersi dei dietro front altrettanto imprevedibili.
Dopo un paio di sedute infatti tutto ritorna come prima e così accade sui mercati, però sempre più fiaccati, con minimi e massimi sempre più bassi.
Noi pensiamo che il future sul Dow Jones, dopo aver ritoccato i minimi intraday di inizio febbraio poco sotto i 23.500 punti, potrebbe a breve e medio termine, non solo per le suddette esternazioni di Trump, ma per gli altri due rialzi dei tassi di interesse previsti per il 2018 ed i tre possibili nel 2019, andare a testare aree più basse, comprese nel range 22.000/23.000, prima di fare una lunga ininterrotta salita verso i massimi oltre i 26.600 punti.
Piazza Affari ha imboccato la via delle vendite dopo aver tentato di mantenersi a ridosso dei massimi delle ultime sedute. Prevede ulteriori vendite nelle prossime giornate?
Vediamo Piazza Affari quasi in fotocopia del Dow Jones, ma con la spinta non solo in negativo, della nostra situazione politica che, ironia della sorte, per una rara tragicomica situazione, potrà venire occasionalmente in aiuto al nostro asfittico e particolare listino, ma sempre in un range a sali e scendi discendente.
Prendendo in esame il future sul Ftse Mib con scadenza giugno, di cui si scambiano mediamente circa 50.000 contratti a seduta, potremo assistere per molti mesi ancora a massimi e minimi sempre più bassi.
Propendiamo per questa seconda possibilità, con rottura confermata di area 21.500 verso i 21.200, fino ad un obiettivo di breve termine a 20.800 punti.
Considerando la reale possibilità di un ritorno alle urne in ottobre, ma forse anche nella più "comoda" primavera 2019, si potrà impostare un comodo trading vendendo opzioni call 24.000/24.500 e Put 19.500/19.000, con scadenze marzo e giugno 2019.
Ai nostri abbonati abbiamo gia suggerito questa opportunità, insieme ad una modifica sostanziale del portafoglio.
A questo proposito è possibile seguire una nostra intervista di giovedì 22 marzo, rilasciata presso gli studi di Binck TV, visibile anche su YOUTUBE.
Venerdì scorso le utilities sono salite in controtendenza a Piazza Affari. Ci sono dei titoli che valuterebbe in ottica difensiva in questo settore?
Abbiamo già espresso un concetto molto chiaro, in passato ed anche recentemente.
Non abbiamo mai "amato" nè i titoli bancari nè le utilities.
Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) settore dell'energia segnaliamo un titolo quale ENI (Londra: 0N9S.L - notizie) , il più dinamico di certo ed adatto anche a trading ed ad operatività in opzioni, molto liquide, al pari dell'azione.
ENI offre inoltre anche una scorciatoia per stare sul prezzo del petrolio , senza subirne i pericolosi scostament. Il titolo tra l'altro oscilla fra 12,80  e 15,80 euro e distribuisce un generoso dividendo.
STM (Shenzhen: 000892.SZ - notizie) ha subito una pesante battuta d'arresto, ma le vendite sono tornate a colpire anche Telecom Italia (Amsterdam: TI6.AS - notizie) . Qual è la sua view su questi due titoli?
Parlando di Telecom Italia è evidente come sta reagendo bene l'azione di risparmio alle notizie societarie in queste ultime sedute.
Il titolo è passato dai minimi assoluti dell'ultimo anno a 0,55 euro, agli 0,74 euro, per poi stornare fino a 0,66 euro.
In corrispondenza di questo livello abbiamo invitato i nostri abbonati a rientrare e riaccumulare con un deciso BUY. Il consiglio è di mantenere ed alleggerire, come nel precedente rialzo, al primo rimbalzo, con vendita di opzioni call O,74/0,76 scadenza giugno. Per un trading più agguerrito suggeriamo di vendere anche Put 0,64-0,66, stessa scadenza.
Consigliamo di rimanere fuori da STM, unicamente per via del settore di appartenenza e dei competitors Usa un po' in affanno.
Tra le small e mid caps a Piazza Affari, ce ne sono alcune che sta seguendo con più interesse di altre in questa fase? A quali consiglia di guardare ora?
Abbiamo suggerito nell' ultima settimana di iniziare timidamente a riaccumulare, Brembo, Campari (Milano: CPR.MI - notizie) , Tamburi, Moncler, quest' ultima decisamente con vendita di put 28 e call 34, scadenza giugno.
Ai titoli appena citati aggiungiamo Centrale del Latte, Autogrill (Milano: AGL.MInotizie) , Piaggio ed EL.EN, quest' ultima alla rottura dei 28 euro, dopo un lungo periodo in range 24/28, appunto.
L'oro ha imboccato nuovamente la via dei guadagni. Ritiene che il movimento in atto possa proseguire? Come impatterebbero ulteriori rialzi del gold sulle Borse?
Ormai l'oro il grosso del percorso l'ha già completato, dai 1.220/1.230 dollari di supporto dei momenti di calma o di positività dei mercati, fino ai 1.350 dollari odierni.
Manca poco per raggiungere la resistenza più importante, toccata più volte nell'ultimo anno, nei momenti di maggior negatività, appena sotto i 1.390 dollari.
Suggeriamo piuttosto l' argento che è molto più reattivo e copre anche un più vasto e differente utilizzo nel campo industriale e tecnologico.
Fra l' altro allo stato puro non si estrae più, è esaurito ed è antieconomico, anche ricavato dalla scomposizione da altri minerali.

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