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mercoledì 21 marzo 2018

Mediapro: si complica la questione dei diritti Tv


Non ha rasserenato gli animi l'elezione del nuovo presidente della Lega Calcio, Gaetano Miccichè. A complicare di nuovo le cose in via Rosellini è stata una lettera di Mediapro, il colosso spagnolo, ma recentemente caduto in mano cinese, che ha vinto la gara per aggiudicarsi i diritti tv delle dirette di Serie A 2018-21.

La lettera 

Una lettera che lamentava dubbi su alcuni punti sollevati dall'Antitrust.
Prima di tutto il fatto che fosse necessario operare da intermediario indipendente in modo da rivendere i diritti a terze parti e non, invece, essere un soggetto la cui natura è prettamente editoriale o, come invece pare essere la strategia di Mediapro, arrivare ad essere un canale tematico.

Di fornte a questo in molti si sono posti una domanda: quali sono le reali intenzioni di Mediapro? Per alcuni, più ottimisti, nulla sarebbe se non la richiesta di chiarimenti che potrebbe, forse, portare ad una qualche forma di futura collaborazione tra gli attori in scena. Diversamente, invece, la versione dei pessimisti.
Per loro sarebbe una precisa strategia dei catalani i quali, avvertendo un margine d'azione troppo limitato nella figura del semplice intermediario indipendente starebbero prendendo le misure per poter ridiscutere l'accordo in modo da aumentare le proprie mansioni. Intanto in molti guardano al 27 marzo, giorno in cui Mediapro, come da obblighi finanziari previsti dal bando, dovrebbe versare 50 milioni liquidi e, dopo tre settimane, un fideiussione da 1,2 miliardi, Iva inclusa.

La cena per farli (forse) riappacificare

Per questo il numero uno di Mediapro Jaume Roures inizierà i colloqui con UniCredit e Intesa San Paolo sul fronte delle garanzie ma anche, approfittando della sua presenza in Italia, anche incontri con Mediaset, Tim, Perform e Sky.

Intanto per calmare gli animi in vista di un'altra data, quella del 19 agosto primo appuntamento del prossimo campionato nazionale di serie A, si cerca di arginare anche un'altra questione, quella della presunta lettera di Sky a Giovanni Malagò, commissario straordinario della Lega, oltre che presidente del CONI e da questi tenuta segreta.
Il contenuto riguarderebbe la richiesta di Sky per una terza asta non per piattaforme ma per esclusive. Un passo che ai cino-iberici potrebbe non essere andato giù, tanto da far sorgere dubbi (più o meno velatamente) circa la presentazione dei pacchetti da sublicenziare all'Antitrust e al Garante per le telecomunicazioni.

Cosa significherebbe questo? Che il 19 agosto al fischio di inizio del campionato le telecamere rimarrebbero spente.
Fonte: News Trend Online

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