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martedì 27 marzo 2018

In difesa dell'accumulo di bitcoin

 
Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) gergo di Internet sono chiamati HODLER quelle persone che si aggrappano ai loro bitcoin e si rifiutano di spenderli. Invece si limitano ad aggiornare i propri wallet, sentendosi più ricchi mentre rinviano il consumo. Molti di questi milionari vivono come poveri. Ne ho incontrati molti di loro: in tutti gli Stati Uniti, in Israele, in Brasile. Credono che ogni dollaro che spendono oggi sarà due dollari che non guadagneranno in pochi mesi. Probabilmente hanno ragione.
Bitcoin sta subendo una deflazione storica, il che significa semplicemente che il suo valore è in crescita rispetto ai beni e ai servizi che può acquistare. Ciò è in contrasto con l'inflazione, in cui il valore della valuta scende rispetto al suo potere d'acquisto. L'inflazione ispira la spesa: meglio sbarazzarsi dei soldi mentre sono più preziosi. La deflazione ispira il risparmio – meglio tenerli in modo che la sua ricchezza aumenti nel tempo.
Quindi non c'è niente di egoistico, o strano, nel trattenere un bene che sta aumentando di valore. Sarebbe irrazionale fare altrimenti. E non c'è niente di strano nello spendere come un matto anche in inflazione. Le nostre aspettative sul futuro determinano ciò che facciamo oggi e specialmente nell'economia monetaria.
Soldi!
Questa tendenza a trattenere piuttosto che a spendere sta dando origine ad una nuova affermazione: i bitcoin non sono in realtà un mezzo di scambio. Non ci si può comprare un panino. Poche persone sono pagate in questa valuta. La sua adozione nel settore della vendita al dettaglio è lenta. La capitalizzazione di mercato totale alla stesura di questo articolo è di $219 miliardi, eppure il volume degli scambi non lo dimostra affatto.
Ed è vero che la maggior parte delle persone con un sacco di soldi lo stanno solo mettendo da parte. James Mackintosh, giornalista del Wall Street Journal, riassume la conclusione: "È diventato un veicolo per l'accaparramento e per il gioco d'azzardo da parte di orde di speculatori attratti dalle sue oscillazioni di prezzo".
Sto guardando ora la capitalizzazione di mercato totale dell'intero settore dei criptoasset: si avvicina ai $400 miliardi. A proposito, è più grande della capitalizzazione di mercato di JP Morgan. Questa valutazione è in mani private, crescendo di valore a ritmi incredibili. È aumentata del 1,000% nel 2017 e molte persone prevedono una crescita molto più elevata nel 2018.
Le implicazioni
Secondo la teoria keynesiana, la crescita economica è guidata dalla spesa dei consumatori, non dal risparmio, quindi chiunque stia accumulando denaro sotto il materasso sta impedendo al progresso di fare il suo corso. Gli accaparratori sono i nemici. "Ogni tentativo di risparmiare di più riducendo il consumo influenzerà allo stesso modo i redditi", scrisse J. M. Keynes, "e il tentativo necessariamente rappresenta un'auto-sconfitta". Rese popolare quello che divenne noto come il "Paradosso della Parsimonia".
Dovrebbe essere controintuitivo. Pensate che risparmiare per il futuro sia una buona cosa... ooops! State danneggiando gli altri e, alla lunga, farete del male a voi stessi. Dovreste spendere, anche indebitarvi solo per sepndere.
Ma a volte ciò che è "controintuitivo" è semplicemente sbagliato. È il nostro caso infatti. Non c'è nessun paradosso. L'intuizione è giusta. Il risparmio è una buona cosa, a livello individuale o per l'intera società. Rinviare il consumo è la condizione preliminare necessaria per consentire il risparmio. Risparmiare non è mai dispendioso. È vero che il risparmio infinito è inutile, ma non è così che funziona.
State sempre risparmiando per qualcosa. Il fine del risparmio è il consumo finale, in qualche modo. Ancora più importante per la crescita economica, il risparmio è la precondizione per gli investimenti. L'investimento è ciò che amplia la complessità della struttura della produzione. Ciò porta all'occupazione, all'espansione della divisione del lavoro e all'eventuale aumento della ricchezza.
Considerate il classico caso di Crusoe sull'isola. Ogni giorno va a pescare pesci da mangiare. Non ha tempo per tessere una rete, perché pesca sempre con un pezzo di legno. Ma ad un certo punto, si rende conto che potrebbe prenderne di più con una rete. Per guadagnare tempo, deve smettere di pescare. Così mette da parte un paio di pesci in modo che possa mangiarli senza pescare, e durante questo periodo tesse una rete. Quest'ultima gli consentirà di moltiplicare il suo pescato di 10 volte. Il differimento del consumo di oggi per una grande ricchezza complessiva domani, è ciò che rende possibile il progresso.
La politica del saccheggio
Una volta che la teoria (keynesiana) sbagliata prese piede negli anni '30, divenne una politica nazionale per incentivare il consumo rispetto alle spese. L'oro venne confiscato alle persone. La spesa pubblica, si credeva, avrebbe stimolato l'economia e avrebbe compensato la capacità o la volontà delle persone di spendere. Il gold standard stesso era stato distrutto al fine di costruire un sistema monetario che potesse essere inflazionistico – in modo che il denaro sarebbe valso di meno in futuro, motivando così il desiderio di spendere.
Tutta questa politica s'è rivelata un disastro per la crescita economica. Dopo la seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti sperimentarono un'enorme espansione a seguito dell'accaparramento che si verificò durante la Depressione e la Guerra, e questo nonostante (e non a causa) la politica federale.
Dopo l'iniziale spinta alla crescita economica, la Federal Reserve iniziò il suo percorso inflazionistico. Il tasso di risparmio personale raggiunse il picco al 15%, ma i risparmiatori erano stati accecati da un'iperinflazione che si palesò alla fine degli anni settanta, saccheggiando i risparmi accumulati nei due decenni precedenti. Nessuna sorpresa: il risparmio personale ha continuato a scendere, i redditi si sono appiattiti e la crescita economica è diventata sempre più fievole. Ai nostri tempi, l'inflazione pare sia stata domata, ma ora ci sono i tassi d'interesse prossimi allo zero, i quali nuocciono lo stesso al risparmio.
Come potete vedere dal grafico, la crisi economica del 2008 ha traumatizzato una generazione al punto che le persone hanno cominciato a risparmiare a tassi molto più alti. Nessuno aveva più fiducia che il sistema si sarebbe preso cura di loro. È stato esattamente a questo punto che è nato bitcoin, e ha creato qualcosa che è davvero l'opposto del dollaro: una valuta progettata per veder aumentare il suo valore nel tempo.
Molte delle metafore che circondano Bitcoin sono state tratte dal gold standard del vecchio mondo. Parliamo di estrazione mineraria, per esempio, e di prove di lavoro (pensate ai minatori che indossano jeans e cercano oro nei ruscelli, o battono i picconi nelle caverne). Come con l'oro, c'è un limite sulla quantità che può essere creata. Ed esistono più livelli per determinare l'autenticità e l'affidabilità nella contabilità. In un certo senso, bitcoin è stato inventato per essere la prassi monetaria anti-keynesiana definitiva.
Viva la parsimonia
Ora vediamo i risultati. I bitcoiner sono HODLer. Risparmiano. Accumulano. Si sono rivoltati contro il consumo a favore del risparmio. Lo possiamo vedere tutto intorno a noi. I giovani che hanno investito in bitcoin rifiutano il consumo di lusso. Non possiedono macchine. Vanno in bicicletta e camminano. Non spendono molto per le cene. Vivono di generi alimentari a basso costo. Sanno che tutto ciò che consumano oggi diminuirà la loro capacità di consumo, investimento e ricchezza in futuro.
Tanti saluti al Paradosso di Parsimonia. Bitcoin parla della virtù del risparmio. I sapientoni possono criticarlo quanto vogliono, a bitcoin non interessa. Inoltre non avete bisogno della teoria economica per capirlo. Dovete solo seguire i soldi.
Semmai vi siate sentiti disperati per il futuro, considerate solo quanto capitale è attualmente nel settore delle criptovalute. Verrà un tempo, forse tra cinque e quindici anni, quando tutto questo consumo differito si riverserà nell'economia mondiale sotto forma di capitale reale per costruire ricchezza e prosperità. E considerate anche che non si tratta di un'economia, né di una nazione. Parliamo di tutto il mondo: capitale e prosperità senza confini.
Di Jeffrey Tucker
Traduzione di Francesco Simoncelli

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