-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

venerdì 16 marzo 2018

Il Trumpremoto agita il dollaro

 
USD colpito dopo che Trump licenzia un altro consigliere
By Arnaud Masset
I mercati finanziari si stanno imbattendo in turbolenze nell’ultima seduta di contrattazioni della settimana, sulla scia delle voci secondo cui Trump avrebbe licenziato il suo consigliere per la sicurezza nazionale H.R. McMaster. Dopo aver guadagnato contro gran parte delle altre valute, il dollaro USA è sceso in picchiata durante la seduta asiatica, con gli investitori che si sono precipitati su rifugi sicuri prima del fine-settimana.
Lo yen giapponese ha fatto meglio delle altre valute G10, guadagnando lo 0,56% contro il dollaro, mentre il franco svizzero è salito dello 0,25%, con l’USD/CHF sceso a 0,9490. Quest’ultimo rimane comunque all’interno della fascia settimanale fra 0,94 e 0,9535. Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) medio termine, il giudizio rimane rialzista per la coppia, l’area di resistenza più vicina si trova a 0,96-0,97.
I rendimenti dei titoli del Tesoro USA sono stabili da metà dicembre: il rendimento del titolo a 2 anni si aggira intorno al 2,28%, quello del decennale annaspa vicino al 2,82%. Ora gli investitori attendono maggiore chiarezza sui progetti della Fed per il resto dell’anno. L’aumento costante dei tassi d’interesse di breve termine suggerisce tuttavia che il messaggio di Powell è stato recepito. Il Libor a 3 mesi ha toccato l’1,78%, mentre il tasso swap OIS a 3 mesi è in aumento da 7 mesi e attualmente si attesta all’1,68%, ciò significa che i partecipanti al mercato credono sempre di più che la Fed procederà a un altro rialzo del tasso a giugno.
Crediamo che il giudizio sul dollaro sia inclinato al rialzo, con gli investitori che tornano a concentrarsi sul restringimento della politica della Fed, mettendo in disparte il caos politico. Manteniamo però la nostra impostazione rialzista sull’EUR/USD, perché anche la BCE (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) si sta muovendo, seppur lentamente, verso il restringimento.
Tasso d’interesse della Banca Nazionale Svizzera invariato fra rischi di una guerra commerciale globale
By Vincent Mivelaz
Dovendo affrontare il forte calo nei confronti della moneta unica (EUR/CHF a 1,17; +9,04% in 1 anno) e in previsione dei rischi di una potenziale escalation della guerra commerciale, alla fine la Banca Nazionale Svizzera ha deciso di mantenere il tasso sui depositi stabile al -0,75%. L’ultima variazione del tasso risale al 15 gennaio 2015.
La BNS ha detto chiaramente che il CHF è ancora sopravvalutato e ha confermato le sue preoccupazioni sul mercato forex, che rimane incostante, circostanza che potrebbe cambiare completamente le carte in tavola per il CHF, qualora vi fosse un’escalation della volatilità. Considerato un bene rifugio, il CHF (incluso l’oro) rimane molto sensibile al contesto macro, ecco perché si è deciso di mantenere l’attrattiva degli investimenti denominati in CHF al livello più basso possibile.
Se da una parte l’economia svizzera continua a espandersi (PIL T4 2017: 1,90%), dall’altra calano le aspettative d’inflazione. Secondo le proiezioni della BNS, il tasso d’inflazione si dovrebbe attestare allo 0,60% (previsione precedente: 0,70%) nel 2018, allo 0,90% nel 2019 e all’1,90% nel 2020, con i tassi d’interesse attuali invariati.
L’EUR/CHF, che ha acquisito forte slancio dall’inizio del marzo 2018, si muove lateralmente dal 7 marzo. Attualmente la coppia rimane fra il supporto orario e la resistenza costituiti da 1,1677 (minimo 07.03.2018) e 1,1735 (massimo 08/03/2018) e nel breve termine dovrebbe rimanere in questa fascia.

Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.