-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

mercoledì 21 marzo 2018

Gestori: sì alle azioni, ma più cautela ora. Tre i timori chiave


Segnali di incertezza e preoccupazione erano già emersi in occasione del sondaggio di febbraio e conferme in questa direzione sono arrivate dalla rilevazione di questo mese realizzata da Bank of America-Merrill Lynch. 
Dalla consueta indagine della banca americana, realizzata tra il 9 e il 15 marzo scorsi, con il coinvolgimento di circa 200 fund managers che hanno in gestione poco meno di 600 miliardi di dollari, è emerso che sono tre i principali fattori di preoccupazione.

Il primo è quello di un possibile scoppio di una guerra commerciale che rappresenta il timore principale, tanto che il 30% dei gestori la considera la minaccia più rilevante per la stabilità dei mercati finanziari. 
Come evidenziato dagli analisti di Bank of America-Merrill Lynch, la paura legate alle politiche commerciali sale in cima alla lista per la prima volta da gennaio 2017, cioè da quando il presidente Trump ha assunto l'incarico, promettendo sin da allora che avrebbe portato avanti una lotta contro le pratiche commerciali inique.


Al secondo posto tra le paure dei fund managers troviamo l'inflazione, almeno secondo il 23% degli interpellati, mentre il 16% di questi ha indicato una potenziale frenata della crescita economica globale. 
Si tratta di paure che al momento non hanno determinato una fuga dal rischio, tanto che i fund manager continuano a rimanere investiti, visto che la crescita degli utili societari e i tassi di interesse contribuiscono a far correre ancora il torno.

Se da una parte i gestori non abbandono le azioni, dall'altra iniziano a mostrare maggiori preoccupazione sui rischi che si intravedono all'orizzonte. Timori che al momento non hanno provocato grandi modifiche alla strategia di portafoglio, la cui riallocazione sta avvenendo in maniera graduale, con una minore esposizione all'equity, contestualmente a nuovi acquisti sul fronte dei bond.


A mantenere una posizione di sovrappeso sull'azionario è il 41% degli interpellati, rispetto al 43% di febbraio, mentre l'underweight sui bond globali è passato dal record storico del 69% raggiunto il mese scorso, al 64% di marzo. Non ci sono grandi variazioni invece per la quota di liquidità detenuta in portafoglio, pari al 4,6% attuale, contro il 4,7% rilevato a febbraio.

La maggiore cautela che emerse rispetto all'indagine del mese precedente è da ricondurre anche ad una differente view sulla crescita globale, le cui prospettive secondo le indicazioni dei fund managers si collocano ai livelli più bassi dal voto sulla Brexit risalente a giugno 2016.


Il 74% dei partecipanti all'indagine ritiene che l'economia sia nell'ultima fase del ciclo e meno del 20%, precisamente il 18%, si aspetta un'ulteriore accelerazione. 
Permane ancora non poco ottimismo sul futuro degli utili societari, visto che il 58% dei fund managers si aspetta a livello globale una crescita superiore al 10% nei prossimi 12 mesi.

Nel complesso però i gestori si affidano ad una strategia più difensiva e a livello settoriale consigliano di puntare ora sui titoli legati ai beni di consumo, al real estate, sugli investimenti domestici e sulle azioni del comparto bancario, sovrappesate rispetto ad altri, tanto che il 36% degli interpellati punta in questa direzione.


A livello geografico invece il 26% dei partecipanti all'indagine ha un sovrappeso sul Giappone e per la prima dal 2009 i gestori non si aspettano un deprezzamento dello yen.
Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.